Guinea equatoriale - Amnesty International Italia

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REPUBBLICA DELLA GUINEA EQUATORIALE

Capo di stato e di governo: Teodoro Obiang Nguema Mbasogo

I diritti alla libertà d’espressione e di pacifica riunione sono stati gravemente limitati nel periodo che ha preceduto le elezioni presidenziali di aprile. La polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza, non esitando a impiegare anche armi da fuoco, contro membri dei partiti d’opposizione. Centinaia di oppositori politici e altri, compresi cittadini stranieri, sono stati arbitrariamente arrestati e trattenuti senza accusa né processo per periodi variabili; molti di loro sono stati torturati.

 CONTESTO

Ad aprile, il presidente in carica Obiang ha vinto le elezioni presidenziali ottenendo il 93,7 per cento dei voti. Sono giunte segnalazioni di brogli elettorali e numerose violazioni dei diritti umani nel periodo che ha preceduto il voto. I partiti politici d’opposizione indipendenti hanno boicottato la compilazione del registro elettorale e le elezioni, con la motivazione che entrambe violavano la legge elettorale.

 LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Il diritto alla libertà d’espressione è stato represso. A gennaio, la polizia di Bata ha arbitrariamente arrestato Anselmo Santos Ekoo e Urbano Elo Ntutum, membri del partito Convergenza per la socialdemocrazia, per “disturbo della quiete”, mentre distribuivano volantini e annunciavano un comizio del loro partito d’opposizione. I due sono stati rilasciati senza accusa 10 giorni dopo.

 LIBERTÀ DI RIUNIONE

Tra febbraio e maggio, le autorità hanno arrestato oltre 250 persone per aver partecipato a comizi organizzati dai partiti d’opposizione. Tutti gli arrestati, tranne quattro, sono stati rilasciati senza accusa dopo un periodo di fermo di oltre una settimana. Membri e simpatizzanti del partito d’opposizione Cittadini per il rinnovamento (Cuidadanos para la innovación – Ci) sono stati presi particolarmente di mira, così come i familiari del segretario generale del partito, Gabriel Nze. Sono stati arrestati anche i tassisti che accompagnavano le persone ai comizi.

Il 28 febbraio, personale di sicurezza in borghese ha interrotto un comizio organizzato dalla Ci a Bata. I membri del partito Leopoldo Obama Ndong, Manuel Esono Mia, Federico Nguema, Santiago Mangue Ndong e Jesús Nze Ndong sono stati arrestati e a fine anno si trovavano ancora detenuti senza accusa. Nei giorni successivi al loro arresto, a Bata sono state sottoposte a fermo almeno altre 40 persone e almeno 10 in altre città.

Ad aprile, quattro giorni prima delle elezioni, circa 140 persone sono state arrestate all’aeroporto di Bata mentre accoglievano il segretario generale della Ci. Altre sono state arrestate successivamente nelle loro abitazioni, e fra queste la sorella e il fratello maggiore di Gabriel Nze. Alcuni sono stati detenuti presso il commissariato di polizia di Bata, mentre altri nel penitenziario della città. Sono stati tutti rilasciati senza accusa dopo oltre una settimana. Diversi di loro sono stati torturati o altrimenti maltrattati, compreso un uomo che è stato costretto a rimanere steso sul pavimento mentre i soldati saltavano sopra le sue mani.

 USO ECCESSIVO DELLA FORZA

Il 22 aprile, la polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza contro membri della Ci che si erano radunati pacificamente nella sede centrale del partito, a Malabo. Erano circa le quattro del mattino quando poliziotti a bordo di elicotteri e veicoli armati hanno circondato il quartier generale della Ci, sparando gas lacrimogeni e proiettili per costringere i circa 200 membri del partito a uscire dall’edificio. Quattro persone sono rimaste ferite dai proiettili e sono state trasportate in ospedale a più di 24 ore dall’accaduto, solo in seguito all’intervento dell’ambasciatore americano. Almeno 23 persone sono state arrestate e condotte nel carcere Spiaggia nera, dove sono state percosse. Sono state poi tutte rilasciate senza accusa il 30 aprile. L’assedio della polizia alla sede centrale della Ci è proseguito fino al 4 maggio.

 ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARI

A febbraio, la polizia ha arbitrariamente arrestato Ernesto Mabale Eyang e Juan Antonio Mosuy Eseng, rispettivamente figlio e nipote del segretario generale del partito Coalizione dell’opposizione per la restaurazione di uno stato democratico. Juan Antonio Mosuy Eseng aveva inviato via email a suo cugino un documento, si suppone a firma del ministro della Sicurezza nazionale, che ordinava l’arresto di esponenti politici in esilio. Il documento era stato pubblicato online il giorno prima. Dopo aver trascorso una settimana al commissariato centrale della polizia di Malabo, sono stati trasferiti nel carcere Spiaggia nera, dove sono rimasti per diversi mesi senza accusa né processo e senza poter contattare un legale. Il tribunale inquirente di Malabo non ha risposto a un’istanza di habeas corpus avanzata dal loro avvocato a marzo. Tuttavia, a giugno, il giudice istruttore ha chiesto una tangente di 10 milioni di franchi Cfa (circa 15.000 euro) per il rilascio dei due uomini. A fine novembre, sono stati formalmente accusati, processati, giudicati colpevoli aver rivelato segreti di stato e condannati a sei mesi di carcere ognuno. Sono stati poi rilasciati poiché erano già stati in carcere per nove mesi.

 DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

A luglio, il ministero dell’Istruzione ha emanato una circolare che chiedeva l’espulsione dalla scuola delle ragazze in stato di gravidanza, un provvedimento che la viceministra dell’Istruzione giustificava come un mezzo per ridurre il numero delle gravidanze tra le adolescenti. Le misure sono state applicate a partire dal 19 settembre, giorno d’inizio del nuovo anno scolastico.

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