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REPUBBLICA DELLO ZAMBIA

Capo di stato e di governo: Edgar Chagwa Lungu

Le contestate elezioni presidenziali si sono svolte in un clima di crescente violenza politica. Le autorità hanno applicato la legge sull’ordine pubblico (Public Order Act – Poa) per reprimere la libertà d’espressione, di riunione e d’associazione; la polizia ha fatto uso eccessivo della forza per disperdere i raduni dei partiti politici d’opposizione. Le autorità hanno soffocato la stampa indipendente e vessato i giornalisti. Ad aprile, cittadini stranieri sono stati vittime di un’ondata di violenza di matrice xenofoba.

CONTESTO

Edgar Chagwa Lungu è stato confermato presidente a seguito delle elezioni che si sono svolte l’11 agosto, in un clima di crescenti tensioni e violenze, principalmente tra membri del partito di governo, il Fronte patriottico, e del Partito unitario per lo sviluppo nazionale (United Party for National Development – Upnd), all’opposizione. L’elezione si è svolta secondo le norme di una nuova costituzione, promulgata il 5 gennaio al termine di un controverso processo di approvazione.

L’Upnd ha messo in discussione l’indipendenza della magistratura dopo che un ricorso presentato dal partito era stato respinto senza essere esaminato dai tre giudici della Corte costituzionale, i quali avevano emesso un giudizio senza coinvolgere gli altri due giudici costituzionali.

In contemporanea alle elezioni generali, l’11 agosto si è svolto un referendum costituzionale, che non ha ottenuto il quorum necessario per emendare la carta dei diritti.

Ad aprile, un’ondata di violenza di matrice xenofoba nei confronti di cittadini non zambiani ha investito gli agglomerati urbani di Zingalume e George, a seguito di segnalazioni relative a omicidi a sfondo rituale. Le attività commerciali di cittadini ruandesi e zimbabwani sono state saccheggiate. Nel contesto di questi attacchi di matrice xenofoba, due cittadini zambiani sono stati bruciati vivi. I presunti responsabili sono stati arrestati e giudicati colpevoli di omicidio.

L’Indice globale della fame 2016 ha posto lo Zambia al terzo posto a livello mondiale, con quasi la metà della popolazione sottonutrita.

LIBERTÀ DI RIUNIONE

Le autorità hanno applicato la Poa, in vigore dal 1955, in maniera selettiva e hanno arbitrariamente limitato il diritto alla libertà di riunione dei partiti politici d’opposizione. La polizia ha fatto uso eccessivo della forza per disperdere la folla. L’8 luglio, alcuni agenti sono intervenuti sparando munizioni vere per disperdere i manifestanti che protestavano nel distretto di Chawama, nella capitale Lusaka, uccidendo Mapenzi Chibulo, una giovane sostenitrice dell’Upnd.

Il 5 ottobre, i leader dell’Upnd Hakainde Hichilema e Geoffrey Mwamba sono stati arrestati e incriminati per raduno illegale e pratiche sediziose, in seguito a un breve incontro che si era svolto con i sostenitori del partito in un villaggio nel distretto di Mpongwe[1]. Sono stati rilasciati su cauzione a ottobre in attesa del processo.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Il 21 marzo, Eric Chanda, leader del 4° partito politico rivoluzionario, è stato arrestato e incriminato per aver diffamato il presidente nel 2015.

Il 20 giugno, l’agenzia delle imposte ha confiscato la tipografia del quotidiano The Post, che ha dovuto sospendere le pubblicazioni. Il 27 giugno, la polizia ha percosso e arrestato il caporedattore del giornale Fred M’membe, sua moglie Mutinta Mazoka-M’membe e il vicedirettore esecutivo Joseph Mwenda. Erano accusati tra l’altro di effrazione, per essere entrati nell’edificio che ospitava gli uffici di The Post.

Il 22 agosto, l’autorità per le trasmissioni indipendenti dello Zambia ha sospeso le licenze di tre emittenti indipendenti, Muvi Tv, Komboni Radio e Radio Itezhi. Quattro dipendenti di Muvi Tv, John Nyendwa, Mubanga Katyeka, Joe Musakanya e William Mwenge, che avevano dato la notizia della sospensione, sono stati arrestati e incriminati per violazione di domicilio. Le licenze sono state successivamente ripristinate.

Nonostante il ripristino della licenza di Komboni Radio, il 5 ottobre la direttrice dell’emittente, Lesa Kasoma Nyirenda, è stata percossa da sei poliziotti armati, che le hanno impedito di entrare negli studi di trasmissione. È stata tra l’altro accusata di aggressione a pubblico ufficiale.

DIRITTI DEI MINORI

A marzo, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha pubblicato le sue osservazioni conclusive sullo Zambia. Il Comitato ha espresso preoccupazione per il fatto che i bambini più vulnerabili non avessero pari opportunità di accesso a una gamma di servizi, tra cui l’assistenza sanitaria e l’istruzione. I tassi di mortalità infantile sotto i cinque anni e neonatale continuavano a essere alti, mentre gli adolescenti non avevano adeguato accesso ai servizi di salute riproduttiva e alle relative informazioni. Il Comitato ha inoltre criticato l’imposizione di tasse scolastiche per la scuola primaria e le alte percentuali di abbandono scolastico, dovute ad atteggiamenti tradizionali discriminatori e all’esclusione dalla scuola delle ragazze in stato di gravidanza.

[1] Zambia: Drop sedition charges against opposition leaders (comunicato stampa, 19 ottobre).

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