Niger: le violazioni dei diritti umani accertate nel 2016

Repubblica del Niger

Capo di stato: Mahamadou Issoufou

Capo di governo: Brigi Rafini

È proseguito il conflitto armato e i gruppi armati hanno compiuto almeno 70 attacchi, uccidendo decine di civili. La situazione umanitaria ha continuato a deteriorarsi. È iniziato il processo a carico di oltre 700 sospetti membri di Boko haram, gran parte dei quali non ha avuto accesso a un avvocato. Centinaia di persone, compresi prigionieri di coscienza, sono stati arrestati e perseguiti penalmente per aver esercitato i loro diritti alla libertà d’espressione e d’associazione. Le forze di sicurezza sono ricorse a un uso eccessivo della forza contro i manifestanti. I diritti di rifugiati e migranti sono stati violati.

Contesto

A marzo, il governo ha dichiarato uno stato d’emergenza nelle aree occidentali del paese al confine con il Mali ed esteso i poteri delle forze di sicurezza, a seguito degli attacchi compiuti da gruppi armati nelle regioni di Tillabbéry e Tahoua. Ha inoltre rinnovato lo stato d’emergenza nella regione di Diffa, dove si erano verificati nuovi attentati da parte di gruppi armati.

Libertà d’espressione e associazione nella Repubblica del Niger

Centinaia di persone, compresi prigionieri di coscienza, sono state arbitrariamente arrestate e perseguite per aver esercitato il loro diritto alla libertà d’espressione e d’associazione.

A maggio, Insar Abdourahmane, membro del Movimento attivo per la democrazia e i diritti umani, è stato arrestato e detenuto per più di 20 giorni nella città di Agadez, per aver criticato le autorità su Facebook. È stato condannato a sei mesi di reclusione con sospensione della pena, per istigazione alla violenza.

Ad aprile, le forze di sicurezza sono ricorse a un uso eccessivo della forza per reprimere una protesta studentesca a Niamey, la capitale, contro la sospensione dell’erogazione delle borse di studio e i nuovi limiti d’età introdotti per il pagamento dei sussidi. Uno studente, Mala Bagallé, è rimasto ucciso dopo essere stato colpito alla schiena da un candelotto lacrimogeno e decine sono rimasti feriti. A maggio, una commissione d’inchiesta ha stabilito che la gendarmeria si era resa responsabile dell’uccisione ed è stata aperta un’indagine giudiziaria.

Almeno 300 studenti, compresi dirigenti del sindacato studentesco del Niger, sono stati arrestati in varie parti del paese, detenuti per alcuni giorni e poi rilasciati senza accusa, per aver partecipato a una protesta e aver bloccato il traffico.

A maggio, Amadou Ali Djibo, leader della coalizione d’opposizione Fronte per la restaurazione della democrazia e la difesa della repubblica, è stato giudicato colpevole d’incitamento alla rivolta e, dopo aver trascorso 11 giorni in detenzione, è stato condannato a 90 giorni di reclusione con sospensione della pena.

Ad aprile, Baba Alpha, un giornalista scomodo che lavorava per conto del canale televisivo privato Bonferey, e suo padre, originario del Mali, sono stati arrestati e incriminati per contraffazione e status illegale. Sono stati condannati lo stesso mese a due anni di carcere per il reato di contraffazione.

A giugno, Ibrahim Bana, membro del partito d’opposizione Moden Fa Lumana, e Gamatié Mahamadou Yansambou, segretario generale del sindacato dei tassisti, sono stati arrestati e accusati di avere tentato di influenzare un’indagine giudiziaria, in relazione ad alcuni commenti postati sui social network, in cui avevano denunciato la corruzione nel sistema giudiziario. A luglio, Ibrahim Bana è stato condannato a tre mesi di reclusione, di cui due con sospensione della pena, mentre Gamatié Mahamadou Yansambou è stato rilasciato dopo un fermo di oltre 15 giorni.

A luglio, 43 membri del sindacato degli insegnanti Synaceb (Syndicat national des agents contractuels et fonctionnaires de l’éducation de base) sono stati giudicati colpevoli di disturbo della sicurezza pubblica e incitamento alla rivolta, dopo aver boicottato le valutazioni di un insegnante supplente. Hanno trascorso oltre 15 giorni in stato di fermo e sono stati condannati a pene detentive variabili da uno a tre mesi.

Conflitto armato nella Repubblica del Niger

I gruppi armati, compreso Boko haram, hanno compiuto almeno 70 attentati contro soldati e villaggi nelle regioni di Diffa, Mainé-Soroa, Tillabbéry e Bosso. Almeno 30 persone, compresi civili, sono state uccise, altre sono rimaste ferite, oltre 60 sono state rapite. A giugno, sospetti membri di Boko haram hanno ucciso nove persone e rapito 37 donne nella regione di Nguigmi.

Il 2 marzo è iniziato il processo a carico di 700 persone sospettate di essere affiliate a Boko haram. I detenuti erano stati arrestati prevalentemente nella regione di Diffa, a partire dal 2013, sebbene alcuni fossero in carcere dal 2012. Tra loro c’erano cittadini nigeriani, compresi rifugiati provenienti da aree in cui operava Boko haram.

A luglio, 13 persone, di cui due cittadini nigerini e 11 di nazionalità nigeriana, sono stati uccisi da soldati nigerini in un villaggio vicino alla località di Abada, al confine con la Nigeria, dove erano stati scambiati erroneamente per membri di un gruppo armato. Sulle uccisioni è stata aperta un’indagine.

Diritti economici, sociali e culturali nella Repubblica del Niger

Il Comitato Cedaw ha espresso preoccupazione per il fatto che l’82 per cento della popolazione viveva in condizioni di povertà estrema. Le donne erano particolarmente colpite dalla situazione di insicurezza alimentare nelle aree rurali, un aspetto legato, tra l’altro, al loro status socioeconomico e all’impatto dei cambiamenti climatici e delle attività estrattive. Il Comitato ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che le misure temporanee adottate dal governo, al fine di ottenere per le donne la parità di diritti nel paese, non avessero trovato un’adeguata applicazione in settori come l’occupazione, l’istruzione e l’assistenza sanitaria.

In un contesto in cui la situazione umanitaria continuava a deteriorarsi a causa del conflitto, le Nazioni Unite hanno stimato che 2,2 milioni di persone, di cui 408.000 nella regione di Diffa, necessitavano di aiuti umanitari e che 1,8 milioni versavano in condizioni d’insicurezza alimentare cronica. Oltre il 73 per cento dei bambini al di sotto dei cinque anni e quasi il 46 per cento delle donne in età fertile soffrivano di anemia.

Diritti di rifugiati e migranti nella Repubblica del Niger

Oltre 60.000 rifugiati e migranti sono transitati dal Niger, nel tentativo di raggiungere la Libia e l’Algeria, dove molti erano vittime di gravi abusi, come stupri, detenzione illegale in condizioni durissime, maltrattamento ed estorsione; non si conosce il numero di coloro che sono morti. Le operazioni finalizzate ad arrestare i responsabili di questi abusi hanno spinto i trafficanti di esseri umani a utilizzare rotte ancora più rischiose verso la Libia e l’Algeria.

A maggio, otto migranti del Niger, tra cui cinque minori, sono morti di sete dopo essere stati abbandonati per la strada mentre erano diretti in Algeria; altri 92 migranti sono stati trovati agonizzanti dall’esercito nigerino, dopo che l’autista del mezzo su cui viaggiavano li aveva percossi e abbandonati nel deserto vicino a Bilma, nel nord del paese.

A giugno, 44 migranti, compresi alcuni neonati, sono stati trovati morti nel deserto, non lontano da Agadez, nella regione centrale del Niger, dopo che il veicolo su cui viaggiavano era rimasto in panne per strada mentre erano diretti in Libia.

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