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Repubblica dello Zambia

Capo di stato e di governo: Edgar Chagwa Lungu

Le autorità hanno messo in atto un giro di vite nei confronti di coloro che esprimevano opinioni critiche, compresi difensori dei diritti umani, giornalisti e membri di partiti politici d’opposizione e hanno applicato la legge sull’ordine pubblico (Public Order Act – Poa) per reprimere la libertà d’espressione, associazione e riunione. La polizia è ricorsa a un uso eccessivo e non necessario della forza contro manifestanti pacifici e non è stata in grado di arginare la violenza dei gruppi vicini al governo. La magistratura ha subìto attacchi verbali da parte del presidente. Le aree rurali sono rimaste caratterizzate da elevati livelli d’insicurezza alimentare.

Contesto

Si è inasprita la tensione tra i sostenitori del presidente e quelli di Hakainde Hichilema, leader del Partito unito per lo sviluppo nazionale (United Party for National Development – Upnd), all’opposizione, a seguito dei contestati risultati elettorali del 2016. Hakainde Hichilema si è rifiutato di riconoscere Egar Chagwa Lungu come presidente. La Corte costituzionale ha respinto per vizi procedurali il ricorso presentato da Hakainde Hichilema contro i risultati elettorali. Era inoltre atteso un pronunciamento della Corte in merito alla possibilità per il presidente Lungu di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2021.

Libertà di riunione e associazione nella Repubblica dello Zambia

Le autorità hanno sempre più limitato lo spazio per la società civile, i difensori dei diritti umani, i giornalisti e i partiti politici. Hanno continuato ad applicare la Poa per impedire ai partiti politici e alle organizzazioni della società civile di radunarsi. Ai sensi della sezione 5 (4) della legge, chiunque intendesse riunirsi od organizzare un evento pubblico o una manifestazione aveva l’obbligo d’informare la polizia con sette giorni di anticipo.

Tuttavia, secondo l’interpretazione data dalla polizia, tale disposizione significava che gli organizzatori dovevano ottenere preventivamente un’autorizzazione per poter procedere con lo svolgimento di qualsiasi raduno pubblico. Il 24 agosto, la polizia ha disperso una veglia di preghiera organizzata per celebrare il rilascio di Hakainde Hichilema dal carcere di massima sicurezza della città di Kabawe, dove era rimasto trattenuto per quattro mesi per accuse di tradimento, successivamente ritirate.

Il 10 gennaio, l’avvocato britannico Oliver Holland è stato arrestato e incriminato ai sensi della Poa, per raduno illegale in relazione a un incontro con una comunità nella città di Chingola, che aveva intentato una causa giudiziaria contro l’inquinamento ambientale attribuito alle attività di una società mineraria. È stato rilasciato il giorno stesso del fermo e le imputazioni a suo carico sono state ritirate; tuttavia, è stato successivamente incriminato per condotta finalizzata al disturbo della quiete e condannato a pagare un’ammenda di cinque dollari Usa.

La polizia è frequentemente ricorsa all’uso non necessario ed eccessivo della forza per disperdere i manifestanti.

Ad aprile, la polizia ha interrotto un comizio organizzato dall’Upnd nel distretto di Kanyama, della capitale Lusaka, sulla base di motivi di “sicurezza”. Sebbene l’Upnd avesse notificato con anticipo alla polizia il raduno, gli agenti sono intervenuti con la forza per disperdere i partecipanti, anche aprendo il fuoco e ferendo Stephen Kalipa, un giovane di 20 anni, che è in seguito deceduto in ospedale a causa delle ferite d’arma da fuoco riportate. Sull’episodio è stata aperta un’indagine ma a fine anno nessuno era stato arrestato in relazione all’accaduto. La polizia ha sostenuto che il giovane era morto dopo essere stato accoltellato da un aggressore non identificato.

Il 23 giugno, la polizia ha arrestato alcuni esponenti di spicco dell’Upnd, con l’accusa di raduno illegale in relazione a una conferenza stampa che avrebbero tenuto presso gli uffici della direzione del partito senza prima ottenere l’autorizzazione. Il 29 settembre, la polizia ha arrestato sei difensori dei diritti umani, che si erano radunati davanti all’edificio del parlamento per protestare pacificamente contro l’acquisto da parte del governo, al costo gonfiato di 42 milioni di dollari Usa, di 42 mezzi antincendio; gli attivisti sono stati incriminati per essersi rifiutati di obbedire agli ordini della polizia. Durante la protesta, i manifestanti sono stati picchiati da membri del partito di governo Fronte patriottico.

Uso eccessivo della forza nella Repubblica dello Zambia

L’8 aprile, Hakainde Hichilema e altri esponenti dell’Upnd, Lastone Mulilandumba, Muleya Haachenda, Wallace Chakwa, Pretorius Haloba e Hamusonde Hamaleka, sono stati arrestati e incriminati per tradimento e disobbedienza a un ordine legittimo, in relazione a un precedente episodio in cui il corteo di auto al seguito di Hakainde Hichilema si era rifiutato di farsi da parte al passaggio del convoglio del presidente Lungu.

La polizia ha fatto irruzione nell’abitazione di Hakainde Hichilema senza alcun mandato, impiegando gas lacrimogeni contro di lui e la sua famiglia. Il 28 aprile, sua moglie Mutinta è stata minacciata di essere arrestata dopo che aveva denunciato l’uso eccessivo della forza da parte della polizia. A fine anno, nessun agente era stato portato davanti alla giustizia in relazione all’episodio. Il 15 agosto, il direttore della procura generale ha ritirato tutte le accuse a carico di Hakainde Hichilema e di altri membri dell’Upnd.

Libertà d’espressione nella Repubblica dello Zambia

Le forze di sicurezza e gli attivisti politici affiliati al Fronte patriottico hanno sottoposto a vessazioni e intimidazioni gli operatori dell’informazione, attivisti politici e altri che avevano criticato il governo.

Il 3 marzo, sostenitori del Fronte patriottico hanno fatto irruzione negli uffici dell’Associazione dei giuristi dello Zambia, chiedendo le dimissioni della sua presidente, Linda Kasonde. L’episodio è avvenuto dopo che l’Associazione aveva aderito a una petizione depositata lo stesso mese presso l’Alta corte, per impedire la liquidazione di Post Newspapers, un gruppo editoriale fortemente critico nei confronti del governo, nel contesto di una causa penale in cui l’agenzia delle imposte dello Zambia, tra gli altri, aveva richiesto la liquidazione del gruppo, sostenendo che non aveva pagato le tasse.

Il 3 agosto, la polizia ha arrestato Saviour Chishimba, presidente del Partito popolare progressista unito, per accuse di diffamazione, dopo che aveva criticato il presidente Lungu per la minaccia di uno stato di emergenza. Saviour Chishimba è stato detenuto per sette giorni, senza essere condotto davanti a un giudice, come stabilito dalle disposizioni che regolano lo stato di emergenza, ed è stato successivamente rilasciato senza accusa.

A ottobre, l’autorità indipendente per le trasmissioni ha convocato formalmente la direzione dell’emittente Prime Television Zambia, per rispondere dell’accusa di violazione dei termini della licenza di trasmissione, in relazione a un servizio riguardante il caso di un candidato parlamentare dell’Upnd per il collegio elettorale della città di Kalulushi, Everisto Mwalilino, il quale aveva accusato alcuni esponenti del governo di corruzione nel contesto delle elezioni. L’emittente aveva riferito di un caso di presunta corruzione in cui era coinvolto l’ex ministro dell’Informazione, Chishimba Kambwili.

Sistema giudiziario nella Repubblica dello Zambia

Il governo ha attaccato verbalmente la magistratura, minacciandone l’indipendenza. Intanto, agli occhi dell’opinione pubblica la magistratura era sempre più percepita come un’istituzione polarizzata, in cui alcuni giudici non erano indipendenti dalla politica. A settembre, mentre era in visita in Sudafrica, Hakainde Hichilema ha accusato la magistratura di corruzione e di essere sotto al controllo del presidente. Il 2 novembre, il presidente Lungu ha ammonito i giudici affinché non impedissero la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2021. A novembre, mentre era in viaggio verso Solwezi, ha intimato ai giudici di non seguire l’esempio dei magistrati keniani che, a settembre, avevano annullato i risultati delle elezioni presidenziali in Kenya.

Diritto al cibo nella Repubblica dello Zambia

Secondo l’Indice globale della fame del 2017, nel paese l’insicurezza alimentare e la malnutrizione rimanevano drammaticamente elevati. Molti piccoli agricoltori di sussistenza ne sono stati colpiti poiché era loro negato l’accesso alla terra a causa di dispute in corso. A Mpande, nella Provincia Settentrionale, oltre 300 persone erano coinvolte in una causa giudiziaria con il governo, dopo essere state sgomberate con la forza dalla loro terra e costrette a trasferirsi in una regione arida, in cui non potevano coltivare. A Kaindu, nel distretto di Mumbwa, i proprietari e i dipendenti di una società tedesca organizzatrice di safari hanno aperto il fuoco contro i membri di una comunità locale di 700 abitanti, insultandoli verbalmente e impedendo loro di pescare nel fiume Kaufe e di raccogliere cibo nella foresta. La comunità non era stata adeguatamente consultata in merito all’utilizzo della propria terra per i safari.

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