Haiti - Amnesty International Italia

REPUBBLICA DI HAITI

Capo di stato: Jovenel Moïse (subentrato a Jocelerme Privert a febbraio)

Capo di governo: Jack Guy Lafontant (subentrato a Enex Jean-Charles a marzo)

Donne e ragazze hanno continuato a subire violenza, specialmente sessuale. Un’iniziativa parlamentare ha tentato di far approvare un pacchetto normativo apertamente discriminatorio nei confronti delle persone Lgbti.

CONTESTO

Jovenel Moïse ha assunto la carica di presidente a febbraio, dopo essere stato eletto a novembre 2016 al culmine di una crisi elettorale; è stato nominato anche un nuovo primo ministro.

A marzo, su iniziativa del governo haitiano, si è concluso il mandato dell’Esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani ad Haiti.

A ottobre, la risoluzione 2350 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha messo fine, dopo 13 anni, al mandato della Missione delle Nazioni Unite di stabilizzazione ad Haiti (Un Stabilization Mission in Haiti – Minustah). Le truppe di peacekeeper hanno lasciato il paese dopo anni di polemiche sulla loro presunta responsabilità per l’insorgenza dell’epidemia di colera nel 2010 e su numerose denunce di violenza sessuale. La Minustah è stata sostituita dalla Missione delle Nazioni Unite per il supporto alla giustizia ad Haiti (Un Mission for Justice Support in Haiti – Minusjusth), incaricata di rafforzare lo stato di diritto.

Le autorità si sono attivate per ricostituire l’esercito nazionale, che era stato smobilitato nel 1995. Non è stato tuttavia precisato quali sarebbero state le procedure da seguire per il reclutamento dei soldati, dopo le diffuse denunce di violazioni dei diritti umani compiute dalle forze schierate in precedenza.

SFOLLATI INTERNI

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha documentato che a giugno le persone sfollate internamente al paese a seguito del terremoto del 2010 erano 37.867 e che la maggior parte di loro abitava ancora in accampamenti improvvisati.

DISCRIMINAZIONE – PERSONE APOLIDI

A marzo, il parlamento ha votato l’adesione alle Convenzioni delle Nazioni Unite sullo status delle persone apolidi del 1954 e del 1961, facendo seguito alle raccomandazioni espresse durante l’analisi della situazione di Haiti secondo l’Upr delle Nazioni Unite del 2016*. A fine anno, Haiti non aveva ancora né firmato né ratificato le suddette Convenzioni.

DIRITTI DI RIFUGIATI E MIGRANTI

A luglio, l’Ufficio di coordinamento delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs – Ocha) ha documentato un aumento dei casi di espulsione alla frontiera dominicano-haitiana.

Nonostante a ottobre il governo haitiano abbia chiesto un’ulteriore estensione, il dipartimento della Sicurezza interna americano ha annunciato a novembre la sua decisione di porre fine allo status di protezione temporanea (Temporary protected status – Tps) di circa 60.000 haitiani, mettendoli a rischio di espulsione dagli Usa. Il Tps per i cittadini haitiani sarebbe scaduto a gennaio 2018 ma l’entrata in vigore è stata posticipata di 18 mesi, secondo quanto affermato dal dipartimento, per “permettere una transizione disciplinata prima che lo status termini il 22 luglio 2019”. Il Tps è garantito per i cittadini di determinati paesi, nei quali la situazione non permette loro di tornare in sicurezza nel paese di origine.

DIRITTO ALLA SALUTE – EPIDEMIA DI COLERA

Tra gennaio e giugno, sono stati registrati 7.623 sospetti casi di colera e 70 deces­si causati dall’epidemia, circa il 60 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Secondo le autorità, dall’insorgenza dell’epidemia nel 2010 erano state infettate almeno 800.000 persone e quasi 10.000 erano morte.

Il “nuovo approccio al colera ad Haiti” delle Nazioni Unite, presentato nel 2016, è rimasto fortemente sottofinanziato e le consultazioni con le persone sopravvissute all’epidemia che erano state pianificate non sono mai avvenute. L’assistenza medica su base individuale è stata di conseguenza sospesa. I gruppi che patrocinavano le vittime si sono opposti alla decisione, giudicandola del tutto incompatibile con il diritto delle vittime a ottenere un rimedio.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

Benché sottodenunciati, nel paese sono stati diffusi gli episodi di violenza sessuale e altro tipo di violenza contro donne e ragazze.

Ad aprile, il governo ha sottoposto all’approvazione del parlamento un pacchetto completo di riforme al codice penale. Queste comprendevano nuove disposizioni per contrastare la violenza sessuale, compresa l’introduzione del reato di stupro maritale.

A luglio, l’Ong Medici senza frontiere ha rilevato che il 77 per cento delle sopravvissute alla violenza sessuale e di genere che aveva ricevuto assistenza presso il proprio ambulatorio specializzato nella capitale Port-au-Prince, tra maggio 2015 e marzo 2017, aveva meno di 25 anni e che il 53 per cento non raggiungeva i 18 anni.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

Il senato ha votato norme discriminatorie nei confronti delle persone Lgbti che a fine anno erano in attesa di approvazione da parte della camera dei deputati. A luglio, il senato ha votato l’emissione di certificazioni che attestassero la “buona morale” degli individui, dalle quali sarebbe stato escluso chiunque fosse ritenuto “omosessuale”. Ad agosto, ha approvato una disposizione che ha reso illegale l’unione civile tra persone dello stesso sesso, così come qualsiasi atteggiamento ritenuto favorire o incoraggiare pubblicamente “l’omosessualità”.

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

I difensori dei diritti umani David Boniface e Juders Ysemé hanno denunciato di temere per la loro vita, dopo che il loro collega Nissage Martyr è morto improvvisamente a marzo. Il decesso era avvenuto il giorno dopo che i tre avevano sporto denuncia negli Usa contro Jean Morose Viliena (ex sindaco di Les Irois, città di residenza dei tre ad Haiti), accusandolo di gravi violazioni dei diritti umani. Jean Morose Viliena era scappato da Haiti negli Usa nel 2009. Gli uomini hanno affermato di essere stati ripetutamente minacciati di morte e di aver subìto aggressioni violente da parte o per conto dell’ex sindaco, sin dal 2007. Malgrado ciò, le autorità non hanno adottato alcuna misura di protezione adeguata, sebbene già nel 2015 la Commissione interamericana dei diritti umani avesse disposto misure precauzionali per garantire la loro incolumità**.

L’attivista Sanièce Petit Phat ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte per il suo lavoro in difesa dei diritti di donne e ragazze***.

DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

A giugno, il Gruppo consultivo ad hoc delle Nazioni Unite del Consiglio economico e sociale su Haiti ha criticato l’inefficienza del settore scolastico. Ha osservato che la maggior parte degli istituti scolastici era gestita su base privata, “rendendo il sistema costoso e basato sul profitto” e di conseguenza inaccessibile per molte famiglie haitiane. Il tasso di analfabetismo tra le persone maggiori di 15 anni superava il 50 per cento.

 

* Following political crisis Haiti must urgently advance human rights agenda (AMR 36/5899/2017).

** Haiti: Human rights defenders’ lives in danger (AMR 36/6045/2017).

*** Haiti: Women’s rights defender threatened with death: Sanièce Petit Phat (AMR 36/7598/2017).

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