Taiwan - Amnesty International Italia

TAIWAN

Capo di stato: Tsai Ing-wen
Capo di governo: William Lai Ching-te (subentrato a Lin Chuan a settembre)

La Corte costituzionale di Taiwan ha stabilito che l’attuale legge sul matrimonio è incostituzionale poiché discrimina le coppie formate da persone dello stesso sesso. Il governo ha effettuato la seconda revisione sull’attuazione dell’Iccpr e dell’Icescr e la prima revisione relativa alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e alla Convenzione sui diritti dell’infanzia.

La Corte suprema ha respinto l’appello straordinario della procura generale per Chiou Ho-shun, che è rimasto nel braccio della morte. Da metà febbraio ai primi di giugno, attivisti nativi e loro sostenitori hanno tenuto un sit-in di 100 giorni accanto all’ufficio presidenziale, per protestare contro le linee guida del governo, proposte dal consiglio dei popoli nativi, organismo istituito a livello di gabinetto, riguardanti le modifiche alla designazione dei territori tradizionalmente abitati dai nativi.

Organi d’informazione hanno riferito che lavoratrici migranti sono state molestate sessualmente sul lavoro.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE DI TAIWAN

Il 24 maggio, il Gran consiglio dei giudici (Corte costituzionale) ha stabilito l’incostituzionalità di alcuni paragrafi del codice civile in vigore, poiché discriminavano le coppie formate da persone dello stesso sesso. La Corte ha dato alle autorità due anni di tempo per modificare la legge, con l’obiettivo di ottenere un’identica tutela della libertà di matrimonio per le coppie dello stesso sesso.

A fine 2016, il parlamento di Taiwan aveva iniziato la discussione di un disegno di legge di revisione del codice civile per l’introduzione del matrimonio omosessuale ma, a fine 2017, tale disegno non aveva fatto alcun passo avanti. Se approvato, Taiwan diventerebbe la prima giurisdizione asiatica a rendere legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

SVILUPPI LEGISLATIVI, COSTITUZIONALI O ISTITUZIONALI

A gennaio 2017, il governo ha convocato esperti internazionali indipendenti sui diritti umani per effettuare la sua seconda revisione sull’applicazione dell’Iccpr e dell’Icescr*. Il governo ha iniziato questo processo di revisione parallelo, poiché Taiwan non fa parte delle Nazioni Unite. La seconda revisione doveva esaminare i progressi compiuti dopo la prima revisione condotta nel 2013.

Nel corso della seconda revisione, il governo di Taiwan ha annunciato che istituirà un organismo nazionale sui diritti umani, conforme agli standard stabiliti dai Princìpi di Parigi.

A fine ottobre e novembre, il governo ha anche convocato esperti internazionali per condurre le sue prime revisioni sull’implementazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e della Convenzione sui diritti dell’infanzia.

PENA DI MORTE A TAIWAN

A luglio, a un anno dalla richiesta, la Corte suprema ha respinto l’appello straordinario del procuratore generale in favore di Chiou Ho-shun. Detenuto nel braccio della morte dal 1989, Chiou Ho-shun è il condannato a morte di più lunga data nella storia moderna di Taiwan. La richiesta di appello menzionava la mancata omissione, da parte dei precedenti tribunali, di una prova ottenuta da una “confessione” forzata. Chiou Ho-shun sostiene di essere stato torturato in carcere e costretto a “confessare” durante gli interrogatori della polizia, prima di essere giudicato colpevole, nel 1989, per rapina, rapimento e omicidio.

La sezione di Taichung dell’Alta corte di Taiwan ha celebrato un nuovo processo per il caso di Cheng Hsing-tse, rilasciato su cauzione nel 2016. A ottobre, la corte lo ha scagionato, ribaltando la sua condanna. Aveva scontato 14 anni di reclusione dopo la condanna per l’omicidio di un agente di polizia nel corso di una sparatoria avvenuta nel 2002 in un locale di karaoke, nella città di Taichung.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO A TAIWAN

A fine anno non erano stati registrati progressi sul disegno di legge sui rifugiati, dopo la sua seconda lettura avvenuta a luglio 2016, nonostante le raccomandazioni finali di un gruppo di esperti internazionali, rese note a gennaio 2017, che sollecitavano la rapida adozione di una legge sui rifugiati che includesse il principio del non-refoulement.

*Taiwan: Government must act on human rights review (ASA 38/5531/2017).

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