Finlandia - Amnesty International Italia

REPUBBLICA DI FINLANDIA

Capo di Stato: Sauli Niinistö
Capo di governo: Juha Sipilä

Le modifiche alla procedura per il riconoscimento del diritto d’asilo hanno continuato ad avere un impatto negativo sui richiedenti asilo. I servizi di sostegno alle donne vittime di violenza domestica sono rimasti inadeguati. La legislazione sul riconoscimento legale del genere ha continuato a violare i diritti delle persone transgender. Sono state proposte modifiche di legge che avrebbero limitato il diritto alla riservatezza.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA

Molte modifiche introdotte nella normativa nel 2016, comprese le limitazioni al diritto alla rappresentanza legale gratuita e la riduzione dell’arco temporale per presentare appelli, hanno continuato ad avere un impatto negativo sui diritti di rifugiati e richiedenti asilo. È aumentata la probabilità per i richiedenti asilo di essere rimandati forzatamente in paesi in cui potrebbero rischiare violazioni dei diritti umani (refoulement). A fine anno, il governo non aveva ancora valutato l’effetto combinato di questi cambiamenti.

La maggior parte dei rifugiati ha continuato ad avere difficoltà a ottenere il ricongiungimento familiare, a causa di ostacoli sia legislativi sia pratici, tra cui il requisito di avere redditi elevati.

Nonostante alcune Ngo internazionali abbiano espresso preoccupazione in merito, la Finlandia ha continuato a rimpatriare forzatamente in Afghanistan richiedenti asilo le cui domande erano state respinte.

Contrariamente a quanto stabilito dagli standard internazionali, le autorità hanno continuato a detenere minori non accompagnati e famiglie sulla base del loro status di migranti. Non sono stati posti limiti temporali alla detenzione di famiglie con bambini. A febbraio è stata introdotta la “residenza controllata”, come nuova forma di privazione della libertà per richiedenti asilo e migranti. Questa prevedeva che i richiedenti asilo si presentassero in un centro di accoglienza fino a quattro volte al giorno.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE NELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA

La legislazione sul riconoscimento legale del genere ha continuato a violare i diritti delle persone transgender. Queste potevano ottenere il riconoscimento legale del genere soltanto se accettavano di sottoporsi alla sterilizzazione, era loro diagnosticato un disordine psichico e avevano più di 18 anni. Nonostante una decisione emessa ad aprile dalla Corte europea dei diritti umani, che condannava la sterilizzazione, il governo non ha preso in considerazione l’eventualità di modificare la legge.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE NELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA

Le Ngo e le istituzioni statali che operavano per combattere la violenza contro donne e ragazze sono state sistematicamente sottofinanziate. Per le donne sopravvissute alla violenza non esistevano né ambulatori adeguati e accessibili né servizi di sostegno a lungo termine. La legislazione esistente non ha protetto in modo sufficiente dalla violenza sessuale le persone ricoverate in istituti od ospedali.

A maggio, nell’ospedale femminile della capitale Helsinki è stato aperto il primo centro di sostegno per le aggressioni sessuali. La Finlandia è rimasta ancora priva di una rete di servizi accessibili a livello nazionale per le vittime di tutte le forme di violenza sessuale, che potesse anche fornire sostegno a lungo termine.

A gennaio 2017, un comitato amministrativo di coordinamento sulla violenza contro le donne, come richiesto dalla Convenzione di Istanbul, ha iniziato la sua attività per migliorare l’applicazione della Convenzione e facilitare il lavoro per prevenire la violenza contro le donne. Tuttavia, nel comitato non erano rappresentate né le donne né le organizzazioni di sostegno alle vittime e mancavano fondi adeguati.

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA NELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA

Ad aprile è stata resa pubblica la bozza di una legge sull’intelligence civile e militare, che permetteva l’acquisizione d’informazioni su minacce alla sicurezza nazionale, conferendo alle agenzie d’intelligence militari e civili il permesso di sorvegliare le comunicazioni senza che fosse necessario un collegamento a uno specifico reato penale.

OBIETTORI DI COSCIENZA NELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA

Gli obiettori di coscienza al servizio militare hanno continuato a essere puniti se si rifiutavano di effettuare il servizio alternativo civile, la cui durata è rimasta punitiva e discriminatoria. La lunghezza del servizio alternativo civile era di 347 giorni, più del doppio rispetto al più breve servizio militare di 165 giorni.

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