Irlanda - Amnesty International Italia

REPUBBLICA D’IRLANDA

Capo di stato: Michael D. Higgins
Capo di governo: Leo Varadkar (subentrato a Enda Kenny a giugno)

Gli abusi del passato contro donne e ragazze non sono stati affrontati in modo adeguato. L’accesso all’aborto e alle relative informazioni è rimasto gravemente limitato e criminalizzato. Sono perdurate le preoccupazioni sulle sistemazioni dei richiedenti asilo con il metodo ad “approvvigionamento diretto”.

DIRITTI DELLE DONNE NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

A marzo, il Comitato Cedaw ha pubblicato le proprie osservazioni conclusive sul sesto e settimo rapporto dell’Irlanda, esprimendo preoccupazione per le leggi sull’aborto, per le misure per combattere la violenza contro le donne, compreso il taglio dei fondi ai servizi di sostegno non governativi, e per l’impatto delle misure di austerità sul finanziamento delle Ngo femminili.

Il Comitato ha criticato l’incapacità dello stato d’istituire un’indagine indipendente, completa ed efficace su tutte le presunte violazioni dei diritti umani contro donne e ragazze nelle “lavanderie Maddalena”, negli istituti per minori e nelle case per madri e bambini, che avevano operato con finanziamenti e supervisione statali tra gli anni Trenta e il 1996.

Questa preoccupazione è stata ripresa dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, nelle sue osservazioni conclusive al secondo rapporto periodico dell’Irlanda, rese pubbliche ad agosto. A novembre, il difensore civico ha reso pubblico un rapporto che criticava l’esclusione di alcune donne vittime delle “lavanderie Maddalena” dal programma di risarcimenti.

Il Comitato Cedaw ha anche elencato numerose raccomandazioni emesse da altri meccanismi per i diritti umani delle Nazioni Unite sui casi non risolti degli abusi del passato contro donne e ragazze, inclusi gli interventi di sinfisiotomia, eseguiti sulle donne senza il loro consenso.

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

A giugno, nel caso Whelan vs. Irlanda, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito che la legge irlandese sull’aborto aveva violato i diritti della ricorrente a essere libera da trattamenti crudeli, disumani e degradanti, nonché i suoi diritti alla riservatezza e alla non discriminazione, poiché era stata costretta a recarsi all’estero per effettuare un aborto.

Nelle sue osservazioni conclusive di agosto, il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite ha dichiarato che la legge irlandese sull’aborto provocava alle donne e alle ragazze “gravi angosce e sofferenze fisiche e mentali”.

A giugno, l’assemblea dei cittadini, istituita dal governo per presentare raccomandazioni su possibili riforme costituzionali, ha raccomandato la cancellazione dell’ottavo emendamento della costituzione irlandese, che pone il diritto alla vita del feto allo stesso livello di quello della vita della donna incinta.

L’assemblea ha raccomandato che l’accesso all’aborto sia fornito all’inizio della gravidanza senza limitazioni e, in seguito, in una ampia varietà di circostanze. Le sue raccomandazioni sono state esaminate e sostenute da una commissione parlamentare appositamente convocata, la quale ha anche chiesto la depenalizzazione per le donne che accedono ai servizi per l’aborto e per i medici professionisti che li forniscono. Il governo si è impegnato a indire un referendum sull’ottavo emendamento all’inizio del 2018.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

Sono perdurate le preoccupazioni in merito alle cattive condizioni di vita nei centri di soggiorno ad “approvvigionamento diretto” per richiedenti asilo, in particolare relativamente alla mancanza di spazio e riservatezza, all’assenza di strutture ricreative, soprattutto per i bambini, e alla carenza di denaro per le piccole spese personali.

A maggio, la Corte suprema ha sancito l’incostituzionalità del divieto imposto dallo stato di lavorare durante la procedura d’asilo, indipendentemente dalla sua durata; ha concesso all’assemblea legislativa sei mesi per risolvere la situazione. Il difensore civico e il difensore civico per i minori hanno ottenuto poteri legali per valutare le denunce di residenti ad “approvvigionamento diretto”.

A settembre, il governo ha annunciato il proprio impegno per lo sviluppo di un programma di sostegno delle comunità per il reinsediamento dei rifugiati.

DIRITTO ALL’ALLOGGIO NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

Un crescente numero di persone è divenuto senzatetto, molti in conseguenza della ridotta disponibilità di alloggi in affitto a prezzi contenuti. Il numero di famiglie senza casa è aumentato del 31 per cento tra ottobre 2016 e ottobre 2017 e molti minori vivevano in sistemazioni non adatte simili a ostelli. A ottobre, la Commissione europea per i diritti sociali ha reso pubblica una decisione secondo la quale l’Irlanda aveva violato la Carta sociale europea riveduta.

PERSONE CHE SVOLGONO UN LAVORO SESSUALE NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

A febbraio è divenuta esecutiva la legge penale (reati sessuali) del 2017 che, tra le altre norme, ha reso reato l’acquisto di prestazioni sessuali. Sebbene la legge abbia eliminato le punizioni delle persone che svolgono un lavoro sessuale in caso di adescamento e vagabondaggio, numerosi aspetti del lavoro sessuale sono rimasti criminalizzati, nonostante le prove a livello internazionale che queste circostanze possono porre le persone che svolgono un lavoro sessuale ad alto rischio di stigmatizzazione, isolamento, violenza e altri abusi dei diritti umani.
Il gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulle azioni da intraprendere contro la tratta di esseri umani ha messo in luce i possibili impatti negativi della criminalizzazione dell’acquisto di prestazioni sessuali sulle vittime di tratta. Ha inoltre sollecitato l’Irlanda ad analizzare tali impatti sull’identificazione, protezione e assistenza alle vittime di tratta e sulla persecuzione dei trafficanti.

DISCRIMINAZIONE NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

A marzo, il governo ha formalmente riconosciuto la comunità traveller come un distinto gruppo etnico all’interno dell’Irlanda, dopo anni di campagne da parte dei gruppi traveller. Ciò è stato visto come un passo avanti simbolico ma significativo verso il riconoscimento e il contrasto alla discriminazione di lunga data subita dai traveller in Irlanda.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE NELLA REPUBBLICA D’IRLANDA

Sono emersi timori rispetto all’impatto sempre maggiore su gruppi della società civile della legge elettorale del 1997, che regolava i finanziamenti politici. La legge, emendata nel 2001, proibisce donazioni dall’estero e donazioni interne oltre i 2.500 euro a organizzazioni di “terze parti” per “fini politici” definiti in modo vago.

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