Romania - Amnesty International Italia

ROMANIA

Capo di stato: Klaus Iohannis
Capo di governo: Mihai Tudose (subentrato a Sorin Grindeanu a giugno)

Sono stati presentati progetti di legge che estendevano la concessione di grazie e amnistie nei casi di corruzione e concussione, scatenando proteste in tutto il paese. Istituzioni europee e internazionali hanno criticato il sovraffollamento nelle carceri e le inadeguate condizioni di detenzione. Sono state proposte modifiche alla legge sulle organizzazioni della società civile e le fondazioni. I rom hanno continuato a subire discriminazione.

CONTESTO

A gennaio 2017, decine di migliaia di persone hanno protestato contro due ordinanze di emergenza, adottate dal governo appena insediato, senza sostanziale discussione in parlamento. I progetti di legge estendevano l’amnistia a persone condannate per alcuni reati di corruzione e depenalizzavano la concussione.

Istituzioni nazionali, alcune ambasciate straniere e la Commissione europea hanno criticato le leggi, che a febbraio sono state quindi abrogate. Ad aprile è stato presentato un nuovo progetto di legge, che garantiva l’amnistia per condanne inferiori ai cinque anni, anche per corruzione, circostanza che ha scatenato durante l’anno ulteriori proteste in tutto il paese. A fine anno, il progetto di legge non era stato ancora adottato.

SVILUPPI LEGISLATIVI, COSTITUZIONALI O ISTITUZIONALI

Sono state proposte modifiche alla legge sulle Ngo e le fondazioni, che introducevano ulteriori obblighi amministrativi e finanziari. Ngo nazionali hanno criticato le nuove misure definendole arbitrarie, non necessarie e generiche.

A dicembre, la Conferenza delle Ngo internazionali del Consiglio d’Europa ne ha messo in luce i limiti relativi alla conformità agli standard internazionali e alle migliori prassi. A fine anno, le proposte adottate dal senato a novembre erano ancora pendenti presso la camera dei deputati del parlamento.

È rimasta pendente anche la proposta per una nuova strategia nazionale sull’alloggio.

A marzo, il senato ha respinto una bozza di legge che chiedeva l’abrogazione di parte della legge antidiscriminazione, che aveva istituito l’organismo nazionale di parità. Il progetto di legge era stato avanzato da un ex parlamentare, che era stato multato nel 2016 dall’organismo di parità per le sue dichiarazioni omofobe.

DETENZIONE IN ROMANIA

Ad aprile, in un “giudizio pilota” emesso contro la Romania, la Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha presentato raccomandazioni volte a ridurre il sovraffollamento nelle carceri. Ha inoltre imposto allo stato l’obbligo di risolvere le anomalie strutturali evidenziate, pena l’emanazione di sanzioni.

DISCRIMINAZIONE – ROM

A febbraio 2017, la Commissione europea ha dichiarato che il rischio di vivere in povertà era tre volte superiore per le persone rom che per il resto della popolazione.

Diritto all’alloggio e sgomberi forzati

A settembre, secondo quanto riferito dalle Ngo, circa 30 rom, metà dei quali minori, residenti nella città di Eforie Sud, nella contea di Constanta, sono stati minacciati verbalmente dalle autorità locali di sgombero da una proprietà pubblica. Questi occupavano l’edificio dall’ottobre 2013, dopo che le autorità locali li avevano ripetutamente sgomberati con la forza da un insediamento in cui vivevano da lungo tempo, rendendoli senza tetto.

A maggio, circa 35 famiglie rom degli insediamenti informali di Pata Rat, situati alla periferia di Cluj-Napoca, vicino a una discarica di rifiuti e a una di prodotti chimici, hanno ottenuto nuove abitazioni in quartieri della città e villaggi vicini, nell’ambito di un progetto multiparte contro la segregazione.

Nel progetto rientravano anche circa 20 famiglie dell’ex comunità di via Coastei, sgomberate con la forza a dicembre 2010 dalle autorità locali. A fine anno, l’azione giudiziaria contro lo sgombero forzato, intentata dalla comunità contro la municipalità, era ancora pendente di fronte a tribunali nazionali.

Diritto all’istruzione

È entrata in vigore una nuova normativa, adottata nel dicembre 2016 dal ministero dell’Educazione nazionale e della ricerca scientifica, volta a prevenire, combattere e vietare la segregazione nelle scuole primarie e secondarie.

Due ordinanze ministeriali hanno stabilito una politica pubblica contro la segregazione scolastica per un’ampia gamma di motivi, compresa l’origine etnica, la disabilità e lo status socioeconomico delle famiglie; hanno inoltre introdotto un piano d’azione collegato, la cui implementazione era prevista per ottobre.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE IN ROMANIA

A fine anno era ancora pendente una decisione del senato sulla proposta di un referendum nazionale per la possibile restrizione della definizione costituzionale di “famiglia”, da “matrimonio tra coniugi” a “matrimonio tra un uomo e una donna”. La Coalizione per la famiglia, un gruppo di circa 30 associazioni e fondazioni, aveva promosso tale restrizione nel 2016.

È rimasto all’esame della Corte costituzionale il caso della coppia omosessuale che voleva ottenere il riconoscimento del matrimonio celebrato in Belgio. La Corte ha richiesto un pronunciamento preliminare da parte della Corte europea di giustizia, sull’interpretazione armonica della legislazione comunitaria sulla libertà di movimento e di residenza per le coppie omosessuali.

CONTROTERRORISMO E SICUREZZA IN ROMANIA

Il caso di Abd al-Rahim al-Nashiri, un cittadino saudita attualmente recluso nella struttura detentiva americana a Guántanamo Bay, a Cuba, è rimasto pendente dinanzi alla Cedu. Il caso era stato avviato contro la Romania nel 2012, per la denuncia di sparizione forzata e tortura di Abd al-Rahim al-Nashiri, in una struttura detentiva segreta della Cia nella capitale Bucarest, tra il 2004 e il 2006.

DISCRIMINAZIONE – PERSONE CON DISABILITÀ

Le condizioni di vita negli istituti di assistenza sociale e psichiatrica per le persone con disabilità sono rimaste estremamente precarie. Il meccanismo di monitoraggio richiesto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dalla Romania nel 2011, a fine anno non era ancora pienamente operativo.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE IN ROMANIA

A luglio, il Comitato delle Nazioni Unite sull’eliminazione della discriminazione contro le donne ha raccomandato di ampliare la legislazione esistente per coprire tutte le forme di violenza basata sul genere, rafforzare l’accesso delle donne alla giustizia e ai rimedi, disaggregare la raccolta dei dati e migliorare l’accesso alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi.

A maggio, la Cedu ha rilevato che, nonostante la legislazione in vigore e la presenza di una strategia nazionale, il governo non si era impegnato in modo sufficiente per adottare azioni appropriate per prevenire e combattere la violenza domestica. La Cedu ha anche criticato il numero limitato di rifugi per donne vittime di violenza domestica disponibili nel paese.

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