Slovacchia - Amnesty International Italia

REPUBBLICA SLOVACCA

Capo di stato: Andrej Kiska
Capo di governo: Robert Fico

La Corte di giustizia dell’Eu (Court of Justice of the European Union – Cjeu) ha respinto il ricorso della Slovacchia contro le quote obbligatorie di ricollocazione dei rifugiati. La discriminazione dei rom ha continuato a essere diffusa e la Commissione europea ha proseguito una procedura d’infrazione nei confronti della Slovacchia per la discriminazione scolastica degli alunni rom.

DISCRIMINAZIONE NELLA REPUBBLICA SLOVACCA

Polizia e forze di sicurezza

A gennaio 2017 è stata adottata una nuova strategia di prevenzione del crimine con l’obiettivo di rafforzare la sorveglianza negli insediamenti rom; questa ha sollevato preoccupazioni da parte delle Ngo, in merito alla profilazione etnica e alla discriminazione.

A settembre, il Centro europeo per i diritti dei rom (European Roma Rights Centre – Errc) ha avviato un’azione civile contro il ministero dell’Interno per la violazione della legge antidiscriminazione, per aver aumentato la sorveglianza negli insediamenti rom.

A marzo, quattro rom che avevano denunciato l’uso eccessivo della forza da parte della polizia nel villaggio di Vrbnica, nell’aprile 2015, hanno presentato un ricorso alla Corte costituzionale con il sostegno della Ngo Centro per i diritti civili e umani. A dicembre 2016, il dipartimento del servizio di controllo e ispezione (Sekcia kontroly a inšpekčnej služby – Skis) aveva perseguito la persona che era a capo delle operazioni di polizia ma non aveva chiamato a rispondere i singoli agenti che avevano preso parte all’azione. A fine anno il ricorso era ancora pendente.

A maggio, l’Errc ha diffuso un video, girato il 16 aprile, in cui alcuni agenti di polizia picchiavano con i manganelli i residenti rom del villaggio di Zborov durante un’operazione di polizia. I residenti non sembravano opporre resistenza né compiere atti violenti. A maggio, il capo della polizia ha dichiarato che sotto vari aspetti l’operazione sembrava essere stata discutibile. A luglio, il ministero dell’Interno ha aperto un’indagine sul caso.

A maggio e agosto, la polizia ha avviato indagini nei confronti di sei vittime del presunto uso eccessivo di forza da parte di alcuni agenti, avvenuto a giugno 2013 nell’insediamento rom del villaggio di Moldava nad Bodvou. La polizia ha accusato le vittime di aver falsamente accusato gli agenti di comportamento illecito.

A maggio, la corte distrettuale di Košice ha nuovamente prosciolto gli agenti di polizia accusati del maltrattamento di sei ragazzi rom in una stazione di polizia nel 2009. La corte ha stabilito che le prove non erano sufficienti. La pubblica accusa ha fatto appello contro tale decisione.

Diritto all’istruzione

È rimasta aperta la procedura d’infrazione avviata nel 2015 dalla Commissione europea contro la Slovacchia, per la sistematica discriminazione e segregazione dei bambini rom all’interno del sistema scolastico. A marzo, il ministro dell’Istruzione ha dichiarato che erano in corso di realizzazione complessi piani di riforma ma senza chiarire in cosa consistessero. Le modifiche approvate nel 2016 alla legge sulla scuola hanno avuto un impatto limitato dalla loro entrata in vigore*.

Tali modifiche non sono state in grado di risolvere il problema della sistematica eccessiva presenza di alunni rom in scuole e classi speciali per bambini con disabilità lievi. Le scuole primarie tradizionali non avevano le risorse umane e finanziarie necessarie per affrontare il problema della segregazione degli allievi rom.

A febbraio 2017, le Ngo eduRoma ed Errc hanno criticato i risultati delle riforme finanziate nel 2016 dal ministero dell’Istruzione per le scuole che educavano allievi provenienti da contesti socialmente svantaggiati. La responsabilità di classificare gli studenti come persone con uno “svantaggio sociale” è stata affidata a psicologi invece che ai servizi sociali.

Si sono verificati casi di erronea classificazione di studenti e di conseguenza alle scuole non sono state assegnate risorse sufficienti. Il ministero ha temporaneamente sospeso la misura e a fine anno gli alunni erano valutati sulla base della situazione dei loro genitori.

A settembre, in seguito alla chiusura avvenuta nel 2016 della scuola elementare di via Hollého, nella città di Žilina, che praticava la segregazione su base etnica, gli alunni rom sono stati trasferiti in varie altre scuole. Questa mossa potenzialmente positiva è stata indebolita dall’atteggiamento delle autorità, che non hanno fornito sostegno sufficiente agli alunni rom, in particolare riguardo ai costi di trasporto.

A marzo, alcuni genitori non rom di una delle scuole hanno protestato contro il trasferimento dei bambini rom nel loro istituto.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLA REPUBBLICA SLOVACCA

A settembre, la Cjeu ha respinto la richiesta presentata nel 2015 da Slovacchia e Ungheria contro il progetto di ricollocazione obbligatoria, che aveva lo scopo di ricollocare i rifugiati provenienti da altri stati membri dell’Eu, come Grecia e Italia.

La Cjeu ha stabilito che le istituzioni europee possono adottare le misure provvisorie necessarie per rispondere in modo efficace e rapido a una situazione d’emergenza, caratterizzata dall’improvviso arrivo di persone senza dimora. A fine 2017, la Slovacchia aveva accettato soltanto 16 richiedenti asilo dei 902 che le erano stati assegnati.

*Slovakia: A Lesson in discrimination − segregation of Romani children in primary education (EUR 72/5640/2017).

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