Svezia - Amnesty International Italia

REGNO DI SVEZIA

Capo di Stato: re Carl XVI Gustaf
Capo di governo: Stefan Löfven

Le autorità non hanno adottato strategie efficaci per prevenire le aggressioni razziste e xenofobe. Lo stupro e altre forme di violenza sessuale contro le donne e le ragazze sono rimasti diffusi ma ci sono state poche condanne.

Le persone rom hanno continuato a subire discriminazione.

Tribunali hanno condannato persone per gravi crimini di diritto internazionale commessi in Siria e in Ruanda.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NEL REGNO DI SVEZIA

Le misure temporanee d’emergenza introdotte nel 2016 hanno impedito ai richiedenti asilo a cui era stata accordata la protezione sussidiaria di ottenere il diritto al ricongiungimento familiare. Durante la visita compiuta in Svezia a ottobre, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha raccomandato alla Svezia di eliminare tali misure.

CRIMINI DI DIRITTO INTERNAZIONALE

A febbraio, la corte d’appello di Svea ha confermato la sentenza all’ergastolo per un cittadino svedese di origine ruandese, condannato in Svezia per genocidio e altri crimini commessi in Ruanda nel 1994.
A maggio, la corte d’appello di Svea ha confermato la sentenza all’ergastolo per un cittadino siriano, condannato in Svezia per crimini di guerra in relazione all’esecuzione extragiudiziale di sette soldati dell’esercito siriano.

A settembre, un uomo siriano che aveva servito nell’esercito siriano è stato riconosciuto colpevole di crimini di guerra dalla corte distrettuale di Södertörn e condannato a otto mesi di reclusione per aver oltraggiato cinque cadaveri o aver gravemente ferito persone posando per una fotografia con il piede sul torace di una delle vittime.

La Svezia non ha ancora introdotto il reato di tortura nel diritto interno.

DISCRIMINAZIONE NEL REGNO DI SVEZIA

I cittadini rom di Romania e Bulgaria che vivevano di elemosina hanno continuato a essere sottoposti a molestie e a vedersi negati servizi elementari, quali riparo, acqua e servizi igienico-sanitari, istruzione e assistenza sanitaria sovvenzionata.

A settembre, la cittadina di Vellinge, nella Svezia meridionale, è diventata il primo comune svedese a vietare l’accattonaggio e uno dei principali partiti politici ha dichiarato l’intenzione di fare lo stesso a livello nazionale.

La decisione presa a Vellinge è stata in seguito dichiarata non conferme alla legge sull’ordine pubblico; sulla questione è stato presentato un appello. I pregiudizi contro i rom provenienti da altri paesi dell’Eu sono rimasti diffusi.

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE NEL REGNO DI SVEZIA

Lo stupro e altre forme di violenza sessuale contro donne e ragazze sono rimasti diffusi. A dicembre, il governo ha presentato una bozza di legge al consiglio sulla legislazione, ispirata a una proposta della commissione sui reati sessuali del 2014, che includeva una definizione legale di stupro e abuso sessuale basata sul consenso.

Non sono cessate le gravi preoccupazioni relative al tasso di abbandono dei casi di stupro. Durante la prima metà dell’anno, il numero di stupri denunciati alla polizia è aumentato del 14 per cento, da 2.999 a 3.430, in confronto allo stesso periodo del 2016. Tra gennaio e giugno 2017, le decisioni di perseguire giudizialmente tali reati sono state adottate solo in 111 casi, secondo le statistiche preliminari ufficiali.

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