Maratona Write for Rights: 153.000 volte grazie

22 dicembre 2016

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Tempo di lettura stimato: 1'

Si è conclusa da poche ore la maratona di raccolta firme Write for Rights. Per la nostra sezione si tratta di un nuovo record: oltre 153.002 firme raccolte in pochissime settimane.

Ogni firma è stata fondamentale per chiedere con più forza verità e giustizia.
A breve le firme saranno consegnate ai diretti destinatari.

Manca un ultimo scatto, cosa aspetti?

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Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto per il suo lavoro di ricerca

Sono state 38731 le firme raccolte per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso al Cairo il 25 gennaio e il cui corpo è stato ritrovato il 3 febbraio 2016. Quello dedicato a Giulio Regeni è l’unico appello della maratona Write for Rights a restare aperto.

"«Su quel viso ho visto tutto il male del mondo»
aiutaci a chiedere #veritàpergiulioregeni
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Edward Snowden, il suo coraggio ha cambiato il mondo.

Nel 2013 Edward Snowden ha condiviso con la stampa documenti dei servizi segreti degli Stati Uniti, rivelando come i governi monitorassero i nostri dati personali, tra cui le nostre telefonate, la nostra posta elettronica e molto altro ancora.

Le azioni intraprese da Snowden hanno dato vita a un dibattito globale che ha generato un cambiamento delle leggi e una tutela della nostra privacy. Tuttavia, egli è costretto a vivere in esilio ed è stato condannato a scontare diversi decenni di carcere.

Con 30.192 firme raccolte chiediamo come ultimo atto, al presidente Obama, di concedergli la grazia.

Máxima Acuña, attaccata dalla polizia per aver difeso la sua terra.

Máxima Acuña non mollerà! Questa contadina del nord del Perú, ha subito violente persecuzioni e minacce della polizia locale per essersi rifiutata di abbandonare la terra dove vive con la sua famiglia. Vogliono costringerla a lasciare la sua casa. Ma lei non andrà da nessun’altra parte. Per lei sono stare raccolte 28.969 firme.

Ilham Thoti, condannato all'ergastolo per la sua lotta contro la discriminazione.

Ilham Tohti, stimato professore universitario, ha lavorato instancabilmente per costruire ponti tra le varie comunità etniche della Cina. Si è sempre opposto alla violenza, cercando di incoraggiare la cooperazione e la comprensione. Ma ora è imprigionato a vita, con l’accusa assurda di aver fomentato l’odio etnico.

Con 27.847 firme raccolte chiediamo al governo cinese di liberarlo.

Bayram e Giyas, torturati e imprigionati per dei graffiti.

Il 9 maggio 2016 Bayram Mammadov e Giyas Ibrahimov hanno osato criticare pubblicamente lo stato scrivendo un messaggio di sfida sulla statua dell’ex presidente dell’Azerbaigian il giorno prima delle celebrazioni per l’anniversario della sua nascita. Il giorno seguente, il 10 maggio 2016, i due giovani sono stati arrestati e imprigionati con false accuse legate alla droga.

Entrambi sono stati picchiati perché confessassero di avere con sé dell’eroina. Il 25 ottobre Giyas è stato condannato a 10 anni di carcere, mentre il processo contro Bayram è ancora in corso.

Con 27.263 firme raccolte chiediamo al presidente dell’Azerbaigian di liberarli subito.