Croazia: le violazioni dei diritti umani accertate nel Rapporto Amnesty

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REPUBBLICA DI CROAZIA

Capo di stato: Kolinda Grabar-Kitarović

Capo di governo: Andrej Plenković

Rifugiati e migranti sono stati soggetti a respingimenti e violazioni da parte dalla polizia croata. La violenza domestica ha continuato a essere punita con condanne leggere e di rado sono state applicate misure protettive. Le donne hanno affrontato numerosi ostacoli nell’accesso all’aborto. I giornalisti sono stati minacciati e perseguitati a causa del loro lavoro.

Rifugiati e richiedenti asilo

La Croazia non è riuscita a garantire ai rifugiati l’accesso alla protezione internazionale e ha fatto ricorso a respingimenti ed espulsioni collettive, di frequente accompagnate da violenza, per mantenere le persone fuori dal territorio croato. Le Ong e la stampa hanno documentato molti casi di rifugiati e migranti che sono stati arrestati in tutto il territorio croato, tenuti per ore in custodia dalla polizia e rispediti con forza in gruppi in Bosnia ed Erzegovina senza possibilità di richiedere asilo. Questi rinvii hanno avuto luogo senza regolari processi e fuori dalle frontiere ufficiali. Le persone hanno denunciato di essere state catturate dalla polizia che gli ha urlato contro e li ha colpiti a manganellate, sono state spogliate e fatte camminare scalze, a volte nella neve alta e nei fiumi ghiacciati.

Le autorità hanno continuato a negare la violenza. Tuttavia, a luglio la presidente ha riconosciuto che respingimenti, accompagnati da “qualche violenza”, fossero necessari per prevenire ingressi irregolari.

A luglio il tribunale amministrativo federale svizzero ha sospeso il rinvio di un richiedente asilo in Croazia menzionando il rischio di respingimenti ripetuti e violenza che gli hanno causato ripercussioni fisiche e psicologiche gravi.

Le autorità hanno preso di mira due Ong, “Are You Syrious” e il “Centro di studi per la pace”, che hanno criticato le attività della polizia al confine. Le Ong sono state incolpate di “favorire l’immigrazione irregolare” e gli attivisti e i volontari sono stati arrestati senza accusa. Alla fine dell’anno era in corso un appello contro la sentenza nei confronti dei volontari di “Are You Syrious” condannati per “azione colposa” per aver aiutato una famiglia afghana ad attraversare la frontiera.

Nel 2019 in Croazia è stata garantita la protezione internazionale a meno di 150 richiedenti asilo.

Violenza contro donne e ragazze

La Croazia alla fine dell’anno non aveva ancora pienamente uniformato il quadro legislativo e politico sulla violenza di genere alla Convenzione di Istanbul. Nella maggior parte dei casi la violenza domestica ha continuato a essere trattata come reato minore con pene più basse e raramente sono state applicate misure di protezione. Si è continuato a fare ricorso alla doppia punibilità, con alcune donne che hanno denunciato l’abuso e che sono state arrestate perché considerate corresponsabili, interrogate in presenza dell’aggressore e, in alcuni casi, punite per l’uso di linguaggio offensivo o per aver agito in legittima difesa.

Nonostante notevoli miglioramenti, la legge sulla tutela contro la violenza domestica ha continuato a escludere le vittime che non condividevano la stessa dimora con il coniuge, coloro che vivevano con il proprio partner da meno di tre anni o che non avevano figli con il partner, costringendo alcune donne a intraprendere azioni private contro i propri aggressori. Non c’è stata disponibilità di rifugi per le vittime di violenza domestica in sei regioni e in altre regioni le risorse e i servizi di sostegno non hanno ricevuto finanziamenti.

La maggior parte delle condanne per stupro confermate hanno avuto come risultato pene detentive pari a un anno o meno. Il diritto penale ha continuato a distinguere tra stupro e reato minore di “violenza sessuale senza consenso”, che porta a sentenze meno severe. A settembre il governo ha annunciato emendamenti legali che renderebbero possibile l’allineamento della definizione di stupro agli standard internazionali e l’aumento di pene per reati di violenza di genere.

Diritto alla salute

L’accesso delle donne ai diritti sessuali e riproduttivi è rimasto profondamente limitato. Alcuni medici e, in alcuni casi, le istituzioni di assistenza sanitaria hanno continuato a rifiutare gli aborti per motivi di coscienza. In diverse regioni i servizi di aborto non sono stati disponibili in nessuna clinica autorizzata e le donne sono state spesso costrette a spostarsi nelle città vicine a proprie spese. L’assicurazione sanitaria nazionale non ha coperto la cessazione della gravidanza e il prezzo in alcune cliniche autorizzate risultava proibitivo. Insieme questi tre fattori hanno rappresentato ostacoli insormontabili per donne con uno stato socioeconomico inferiore, costringendo alcune a cercare aborti clandestini non sicuri.

L’assemblea nazionale non è riuscita ad adottare una nuova legge sulla cessazione della gravidanza entro la data ultima stabilita da una sentenza della Corte Costituzionale del 2017. Una commissione di esperti istituita dal ministero della Salute è stata ampiamente criticata per aver incluso professionisti dell’assistenza sanitaria conservatori e nessun rappresentante delle organizzazioni per i diritti sessuali e riproduttivi.

Crimini di diritto internazionale

Non si sa ancora che fine abbiano fatto o dove si trovino più di 1500 delle 6000 persone scomparse durante il conflitto armato del 1991-1995. Le autorità hanno dichiarato che un ulteriore progresso dipendeva principalmente da una migliore cooperazione con le autorità serbe, che non hanno fornito informazioni riguardo alla posizione di tombe singole e comuni.

A luglio l’Assemblea Nazionale ha approvato la Legge sulle persone scomparse, che accorda alle vittime e alle loro famiglie speciali diritti alla verità e alla giustizia.

Libertà d’espressione

I giornalisti che hanno indagato su corruzione, criminalità organizzata e crimini di guerra hanno continuato a essere minacciati, intimiditi e, in alcuni casi, attaccati. Le autorità non sono riuscite a condannare tali aggressioni.

A settembre il giornalista Gordan Duhaček è stato detenuto arbitrariamente per 24 ore con l’accusa di “discredito delle autorità pubbliche” per aver postato un messaggio satirico su Twitter. Il suo arresto è stato criticato dall’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa e dal Consiglio d’Europa.

Discriminazione

La discriminazione contro le minoranze etniche, nonché rifugiati e migranti, ha continuato a essere diffusa. I rom hanno continuato ad affrontare numerosi ostacoli per l’accesso all’istruzione, alla salute, all’alloggio e all’occupazione.

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