Ultime notizie sul paese

Repubblica del Benin

I diritti alla libertà d’espressione e riunione pacifica hanno continuato a essere limitati. Una serie di attacchi mortali compiuti da gruppi armati ha portato allo sfollamento interno di un numero crescente di persone, la maggior parte delle quali ha incontrato difficoltà nell’accesso ai diritti economici e sociali. Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per il diffuso impiego della detenzione preventiva ai sensi della legislazione antiterrorismo, oltre che per le pessime condizioni e il trattamento delle persone detenute nelle strutture carcerarie. Alcune vittime di sgomberi forzati erano ancora in attesa di ricevere un’adeguata compensazione.

 

CONTESTO

Il presidente in carica Patrice Talon ha pubblicamente riaffermato il suo impegno a non ricandidarsi per un terzo mandato nel 2026.

Il paese ha dovuto affrontare minacce alla sicurezza nella regione settentrionale. Tra gennaio e ottobre, le forze armate beninesi sono finite nel mirino di gruppi armati, tra cui l’affiliato di al-Qaeda Gruppo di supporto per Islam e musulmani, che ha ucciso almeno 82 soldati. In seguito a un fallito colpo di stato il 7 dicembre, almeno 50 persone sono state poste in detenzione preprocessuale.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Le disposizioni del codice digitale, che danno rilevanza penale al reato di “notizie false” e “molestie con mezzi elettronici”, hanno continuato a essere utilizzate per ostacolare il diritto alla libertà d’espressione.1 Il Benin è sceso dall’89° al 92° posto nel World Press Freedom Index stilato da Reporters sans frontières (Rsf). A gennaio, il quotidiano Le Patriote e il suo sito web sono stati sospesi dall’Alta autorità per gli audiovisivi e le comunicazioni (High Authority for Audiovisual and Communication – Haac), dopo la pubblicazione di un editoriale che aveva evidenziato “l’inefficacia della strategia del governo” durante un attacco a una postazione militare nella zona di confine tra il Burkina Faso e il Niger. La sospensione è stata revocata a maggio.

Dal 12 marzo al 20 maggio, il portale d’informazione Bénin Web Tv è stato sospeso e l’accredito stampa del suo direttore amministrativo ritirato. L’Haac ha accusato l’organo di stampa di avere pubblicato informazioni inaccurate in due articoli riguardanti l’Haac e il suo presidente.

Il 5 giugno, Julien Kandé Kansou, membro del partito dei Democratici, è stato arrestato e accusato di molestie con mezzi elettronici così come di diffusione di notizie false dopo avere affermato di prevedere una “rivoluzione elettorale” nel 2026 e aver criticato le autorità.

Il giornalista Comlan Hugues Sossoukpè, cittadino beninese e noto critico del governo, è stato arrestato il 10 luglio ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Estradato in Benin, è stato accusato dal tribunale per la repressione dei reati economici e il terrorismo di “incitamento alla ribellione”, “incitamento all’odio e alla violenza”, “molestie con mezzi elettronici” e “apologia del terrorismo”. Uno dei suoi collaboratori, il giornalista Ali Moumouni è stato arrestato sei giorni dopo e doveva far fronte alle stesse accuse.

Il 15 luglio, Cosme Hounsa, giornalista e caporedattore del quotidiano La Boussole, è stato arrestato da agenti del Centro nazionale per le indagini digitali (Centre national d’investigations numériques – Cnin) per accuse di “molestie con mezzi elettronici”. È stato rilasciato due giorni dopo, ma le accuse a suo carico sono rimaste pendenti. Prima dell’arresto di Cosme Hounsa,

La Boussole aveva pubblicato diversi articoli che commentavano una causa legale tra l’allora ministro di Energia, acqua e miniere e il suo predecessore.

Il 9 ottobre, Olivier Allochémé, giornalista e caporedattore del quotidiano L’Événement Précis, è stato arrestato in seguito a commenti sul capo di stato fatti sulla sua pagina Facebook.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

A marzo, il partito d’opposizione dei Democratici ha sporto denuncia contro agenti di polizia e funzionari locali eletti, in seguito al divieto di manifestare e all’interruzione violenta delle proteste in varie città.

 

DIRITTI DELLE PERSONE SFOLLATE INTERNAMENTE

Una nuova ondata di attacchi compiuti da gruppi armati nel nord del paese è stata il fattore scatenante dell’aumento delle persone sfollate internamente, il cui numero è più che raddoppiato. L’Organizzazione internazionale per la migrazione ha calcolato che, fino a luglio 2025, la cifra era aumentata del 118 per cento rispetto al 2024, arrivando a 27.294 persone. La maggior parte delle persone sfollate internamente aveva perso le proprie fonti di reddito e viveva in condizioni disastrose con accesso limitato ai diritti economici e sociali, come ad esempio il diritto al cibo, all’acqua, alla salute e all’alloggio.

 

DIRITTI DI PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

A gennaio, in seguito a un esame del rapporto periodico del Benin, il Comitato sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e membri delle loro famiglie ha pubblicato le sue osservazioni conclusive rilevando che, nonostante alcuni progressi ottenuti nell’ambito delle misure per proteggere i diritti di migranti, permanevano delle criticità. Il comitato ha stabilito che determinate disposizioni della normativa approvata nel 1986, che regolamentava lo status delle persone straniere, era incompatibile con la Convenzione internazionale sui lavoratori migranti. Ha evidenziato, in particolare, le disposizioni relative alla privazione della libertà e all’espulsione di chi è in una “situazione irregolare”.

Durante l’esame del comitato, il governo ha riconosciuto le difficoltà nel fornire servizi essenziali a persone rifugiate e richiedenti asilo nel paese. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha stimato a novembre che si trattava di circa 30.540 persone, di cui il 70 per cento erano donne.

 

DIRITTI DELLE PERSONE DETENUTE

A gennaio, nel riferire sulla sua visita del 2024, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo ha rilevato che, dal 2019, centinaia di individui erano stati arrestati in relazione a reati collegati al terrorismo. Molti erano stati trattenuti senza essere formalmente accusati. Il Relatore speciale ha inoltre espresso preoccupazione per le condizioni di detenzione, evidenziando sovraffollamento, servizi igienici carenti e un accesso inadeguato all’assistenza medica.

 

SGOMBERI FORZATI

A febbraio, l’Agenzia nazionale del territorio e del demanio ha lanciato un appello pubblico per le persone ancora in attesa di un risarcimento adeguato a seguito di uno sgombero forzato, per fare emergere i loro casi affinché potessero essere seguiti. Gli aventi potenzialmente diritto erano le migliaia di famiglie residenti in aree interessate da progetti di sviluppo turistico lungo la costa, che erano state sgomberate con la forza. Nel solo distretto di Fiyégnon 1, a Cotonou, dal 2021 sono state sgomberate senza risarcimento famiglie per un totale di oltre 3.000 persone.

 

Note:
1 Benin: Wave of attacks on press freedom highlights urgent need to reform Digital Code, 2 maggio.

Continua a leggere