Le autorità hanno limitato lo spazio civico durante il periodo delle elezioni presidenziali. I raduni e le proteste sono stati vietati, manifestanti hanno ricevuto dure pene carcerarie e persone che sostenevano l’opposizione e un cyberattivista sono stati arrestati in violazione degli standard internazionali sul processo equo. Undici persone sono state arbitrariamente detenute per aver partecipato a un’azione di sciopero. Centinaia di donne hanno manifestato contro la violenza di genere. Sono stati registrati circa 550 casi di colera e 21 decessi associati alla malattia. Le autorità non hanno provveduto a risarcire adeguatamente le vittime di sgomberi forzati.
Sono salite le tensioni politiche nei mesi che hanno preceduto le elezioni presidenziali del 25 ottobre. Questo in modo particolare dopo che, a settembre, il consiglio costituzionale aveva invalidato le candidature dell’ex presidente Laurent Gbagbo, leader del Partito dei popoli africani della Costa d’Avorio (Parti des peuples africains-Côte d’Ivoire – Ppa-Ci), e Tidjane Thiam, leader del Partito democratico della Costa d’Avorio-Raggruppamento democratico africano (Parti démocratique de Côte d’Ivoire-Rassemblement démocratique africain – Pdci-Rda), entrambi partiti d’opposizione. Alassane Dramane Ouattara è stato eletto presidente peer un quarto mandato.
Sebbene l’inflazione sia scesa a circa il 3 per cento, l’alto costo di carburante, alimentari e alloggi ha continuato a mettere sotto pressione le famiglie.
Secondo Reporters sans frontières (Rsf), il giornalista Comlan Hugues Comlan Sossoukpè, un rifugiato beninese, è stato arrestato a luglio ad Abidjan e consegnato alle autorità del Benin per rispondere di accuse di incitamento alla ribellione, all’odio e alla violenza, molestie tramite comunicazioni elettroniche e glorificazione del terrorismo. Rsf ha affermato di avere ricevuto molteplici segnalazioni di esponenti del governo ivoriano e dell’opposizione politica che intimidivano e minacciavano i media.
Ad agosto, il prefetto di Abidjan ha vietato e successivamente autorizzato una marcia organizzata congiuntamente dal Ppa-Ci e dal Pdc-Rda. A settembre, le autorità hanno vietato un sit-in del Sindacato nazionale dei fornitori statali della Costa d’Avorio.
Il 2 ottobre, il consiglio nazionale per la sicurezza ha annunciato che sarebbero state intraprese “tutte le misure necessarie” per mantenere l’ordine e la sicurezza durante il periodo elettorale. In seguito all’annuncio, le manifestazioni del Ppa-Ci e del Pdci-Rda in programma per il 4 e l’11 ottobre sono state vietate per motivi di ordine pubblico.1 Nonostante i divieti, le proteste si sono svolte ugualmente. Il 13 novembre, il consiglio nazionale per la sicurezza ha affermato che dall’11 ottobre, erano state 11 le persone morte nel contesto delle proteste, tra cui un gendarme, e 1.658 quelle arrestate. Più di 80 di quelle arrestate sono state condannate a tre anni di carcere, in maggioranza con l’accusa di “disturbo dell’ordine pubblico”.
Il 17 ottobre, un decreto ministeriale ha sospeso per due mesi tutti gli eventi pubblici o gli incontri organizzati dai partiti politici, ad eccezione di quelli tenuti dai cinque candidati presidenziali selezionati ufficialmente.
Agli inizi di aprile, le autorità hanno attuato una stretta sulle proteste del settore dell’istruzione. Dieci insegnanti sono stati sottoposti a fermo durante uno sciopero di 48 ore. Ghislain Duggary Assy, segretario per le comunicazioni di un sindacato degli insegnanti, è stato arrestato nella sua abitazione e interrogato in merito allo sciopero senza la presenza del suo avvocato. L’8 aprile è stato condannato a due anni di reclusione per accuse come “interruzione di pubblico servizio”.2 È stato posto in libertà provvisoria il 7 maggio. La corte d’appello di Abidjan ha confermato il verdetto e la sentenza il 16 luglio, senza emettere alcun ordine di custodia cautelare.
Tra giugno e settembre, le autorità hanno eseguito un’ondata di arresti prendendo di mira chi sosteneva l’opposizione. I loro diritti a un equo processo, come l’accesso tempestivo a un legale, sarebbero stati violati. Secondo rappresentanti del partito, tra l’8 e il 9 luglio, tre leader giovanili del Pdci-Rda sono stati presi in custodia ad Abidjan. Ad agosto, sei membri del Ppa-Ci sono stati arrestati in seguito ai disordini avvenuti a Yopougon.
Il 1° settembre, il cyberattivista Ibrahim Zigui è stato arrestato. La sua famiglia non era a conoscenza del luogo dove era stato portato fino a quando il suo avvocato ha ottenuto il permesso di vederlo nel carcere di Maca di Abidjan, il 6 settembre.
A marzo, centinaia di donne hanno marciato ad Abidjan per denunciare l’aumento della violenza di genere, incluso il femminicidio. Hanno chiesto un’azione più forte da parte delle autorità contro i perpetratori, tra le varie richieste. I tagli ai finanziamenti del governo statunitense hanno compromesso l’erogazione di servizi per proteggere le donne e le minoranze sessuali da questo tipo di violenza, aggravando la situazione.
A giugno, il ministero per Politiche femminili ha affermato che nel 2024 erano stati registrati 9.607 episodi di violenza di genere, con 32.428 sopravvissute inserite nei programmi di assistenza del governo. Tuttavia, l’accesso alla giustizia è rimasto limitato per diverse ragioni, tra cui il fatto che alcuni poliziotti pretendevano che le sopravvissute pagassero per i certificati medici prima di sporgere denuncia, una richiesta che non era affatto prevista dalla legge.
A giugno è stata dichiarata un’epidemia di colera dopo che erano stati segnalati sette decessi e 45 casi conclamati nella località di Vridi-Akobrakré. A fine settembre, le autorità e l’Unicef hanno dichiarato che l’epidemia si era diffusa a Yopougon-Est, Jacqueville, Fresco e Sassandra, con un bilancio di 21 decessi e un numero di casi salito a circa 550 (con un tasso di mortalità del 3,8 per cento). L’Istituto nazionale d’igiene pubblica ha intensificato il monitoraggio, il trattamento e le misure di comunicazione del rischio, e l’Oms ha fornito dei kit per il colera per rafforzare i punti di reidratazione orale delle comunità e la gestione dei casi.
A più di un anno da quando le autorità avevano sospeso le operazioni di sgombero forzato che interessavano decine di migliaia di residenti dei distretti di Abidjan, molte persone colpite dal provvedimento non avevano ancora ricevuto un risarcimento adeguato. Tra queste c’erano 133 agricoltori, le loro famiglie e dipendenti, i cui mezzi di sussistenza erano stati distrutti nel sito di Gesco Rivière.3
Note:
1 Côte d’Ivoire: The authorities must stop stifling peaceful protests ahead of presidential election, 16 ottobre.
2 Côte d’Ivoire: A unionist sentenced to two years imprisonment must be released and the right to strike guaranteed for everyone in the country, 10 aprile.
3 Côte d’Ivoire: One year on: Evicted Gesco Rivière farmers must be compensated for devastating loss of livelihoods, 21 febbraio.