I periodi di grave siccità, i tagli agli aiuti esteri dell’amministrazione statunitense e l’incapacità del governo nazionale di stanziare adeguati finanziamenti per i servizi essenziali hanno portato a un aumento dei livelli di povertà. Milioni di persone non disponevano di acqua potabile e migliaia di minori versavano in condizioni di malnutrizione acuta. Le forze di sicurezza hanno disperso con la violenza le proteste contro la cattiva governance e i progetti minerari, con conseguenti morti, ferimenti e arresti arbitrari. Esecuzioni extragiudiziali e altri abusi non sono stati indagati. Il mancato avanzamento di alcune importanti riforme ha lasciato donne, ragazze e persone con albinismo prive di protezione dalla violenza e dalla discriminazione.
Centinaia di persone si sono unite alle manifestazioni nazionali che si sono svolte tra fine settembre e metà ottobre sotto la guida del movimento giovanile Gen Z Madagascar. Le proteste riguardavano la scadente qualità dei servizi erogati, inclusi i persistenti periodi di interruzione di acqua ed energia elettrica, che ritenevano collegata alla corruzione e alla cattiva governance.
Il 14 ottobre, Michael Randrianirina, capo dell’unità miliare speciale dell’esercito nota come Capsat (Corps d’administration des personnels et des services administratifs et techniques), ha preso il potere con un colpo di stato militare, deponendo l’allora presidente Andry Rajoelina e il suo governo. Andry Rajoelina è fuggito dal Madagascar e, il 17 ottobre, Michael Randrianirina ha prestato giuramento come presidente per guidare il paese attraverso un processo di transizione politica, che sosteneva sarebbe durato al massimo due anni.
Il paese è stato colpito da gravi periodi di siccità collegati al cambiamento climatico. Intanto, gli improvvisi tagli ai finanziamenti dell’amministrazione statunitense all’Usaid hanno avuto gravi ripercussioni sul lavoro delle organizzazioni umanitarie, tra cui Unicef, Oms e Programma alimentare mondiale. Di conseguenza, l’accesso della popolazione a cibo, acqua e servizi sanitari è stato fortemente compromesso. A febbraio, circa 8.000 minori hanno avuto accesso a centri medici specializzati nella regione del Grande Sud per malnutrizione acuta grave. Oltre il 40 per cento della popolazione non aveva accesso ad acqua potabile sicura; la situazione era particolarmente grave nel Grande Sud.
Il governo non ha tenuto fede ai suoi impegni di aumentare la spesa pubblica per i servizi essenziali e ha fornito poche informazioni su come era speso il bilancio nazionale. Le strategie climatiche mancavano di valutazioni concrete per accertare i bisogni delle persone sfollate dalle carestie indotte dalla siccità. Le persistenti interruzioni dell’energia elettrica sul territorio nazionale hanno portato a una crescente insicurezza e interrotto i servizi scolastici per più di 3.000 studenti dell’École Supérieure Polytechnique Antananarivo, tra i vari istituti scolastici colpiti.
Durante le proteste che si sono svolte nella capitale Antananarivo e in altre principali città nel paese (v. sopra, Contesto), alle centinaia di attivisti e attiviste del movimento Gen Z si sono uniti gruppi della società civile, personale del settore pubblico e sindacati. Le forze di sicurezza hanno fatto ricorso all’uso non necessario ed eccessivo della forza per disperdere manifestanti pacifici, sparando tra l’altro gas lacrimogeni direttamente sulla folla, utilizzando proiettili di gomma a distanza ravvicinata e, in alcuni casi, munizioni vere contro persone che non rappresentavano un’imminente minaccia di morte o di grave lesione. Sono state uccise almeno 22 persone, tra cui passanti e, secondo quanto segnalato, anche un minore, e oltre un centinaio sono state ferite.
Le autorità hanno continuato a utilizzare l’ordinanza 60-082 del 13 agosto 1960 per criminalizzare proteste non autorizzate e arrestare arbitrariamente partecipanti. Nella regione di Anosy, rimanevano convalidate le sentenze di almeno 80 persone condannate a cinque anni di reclusione con sospensione della pena per avere protestato contro le operazioni estrattive della compagnia mineraria Qit Madagascar Minerals. Ad aprile, l’attivista Rodney Rehosy Fanampera è stato condannato a tre anni di reclusione con sospensione della pena per avere guidato le manifestazioni pacifiche contro il progetto minerario di Base Toliara. Lo stesso mese, il sindacalista Armand Frédéric Rakotoalison è stato condannato a sei mesi di reclusione con sospensione della pena per avere organizzato una manifestazione nell’area del polo universitario ospedaliero Joseph Ravoahangy Andrianavalona.
A luglio e agosto, le autorità hanno vessato due giornaliste e un giornalista per avere coperto “tematiche sensibili”. Le autorità governative hanno scritto a due organi di informazione chiedendo loro di sostituire le giornaliste Pauline Le Troquier e Gaëlle Borgia, dopo che avevano suggerito che la causa di circa 32 decessi avvenuti in seguito a una festa potevano essere stati causati da botulismo, contestando la versione ufficiale secondo cui la causa poteva essere un avvelenamento intenzionale. Durante una conferenza stampa, il giornalista Tsilaviny Randriamanga ha fatto una domanda riguardante un Boeing 777 registrato in Madagascar e ritrovato in Iran. A seguito della vicenda, il presidente del senato ha rilasciato una dichiarazione in cui lasciava intendere che Tsilaviny Randriamanga era “a libro paga” degli avversari del governo.
A luglio, il tribunale penale ordinario di Anosy ha condannato un uomo che era stato giudicato colpevole dello stupro di una ragazza alla castrazione chimica, una pena prevista per i casi di stupro di minore, ai sensi del codice penale modificato. La pratica viola il divieto assoluto di tortura e altro trattamento crudele, disumano e degradante. Le autorità hanno continuato a promuovere tale pena come soluzione populista all’allarmante aumento dei casi di stupro di minori.
La presunta esecuzione extragiudiziale di Jean Solomon Andriamamonjy da parte delle forze di sicurezza a ottobre 2023 non è stata indagata. Era deceduto dopo avere riportato una ferita alla testa mentre era trattenuto in un campo militare, dopo avere guidato una protesta contro la Qit Madagascar Minerals.
Il meccanismo nazionale di prevenzione, un organismo ufficiale che era stato istituito per indagare sui casi di tortura e di esecuzioni extragiudiziali, è rimasto non operativo per tutto l’anno. I membri delle forze di sicurezza che avevano fatto ricorso all’uso eccessivo e spesso letale della forza per disperdere le proteste, comprese le proteste Gen Z di settembre e ottobre, non sono stati chiamati a rispondere per i loro presunti reati.
Il nuovo governo si è impegnato a rilasciare coloro che erano stati incarcerati per essersi opposti al precedente governo. In pratica, le scarcerazioni, iniziate a ottobre, non sono state limitate ai prigionieri politici detenuti illegalmente, ma sono state estese alle persone trattenute per reati penali riconoscibili, i cui termini di custodia cautelare non erano ancora scaduti.
Le persone sopravvissute a episodi di violenza di genere, in particolare ragazze, non hanno ricevuto protezione e sostegno adeguati. Per la loro assistenza non era stato stanziato alcun budget governativo specifico.
A causa dell’incapacità del parlamento di far avanzare l’iter di approvazione di una proposta di legge presentata nel 2021, l’aborto è rimasto un reato in tutti i casi. Il Madagascar non aveva ancora ratificato il Protocollo alla Carta africana sui diritti umani e dei popoli sui diritti delle donne in Africa, adottato dall’Ua nel 2003. Questo contiene disposizioni volte a tutelare i diritti riproduttivi, autorizzando l’aborto nei casi di aggressione sessuale, stupro o incesto, o laddove il proseguimento della gravidanza metta in pericolo la vita o la salute fisica e mentale della donna incinta, o nei casi di malformazioni fetali incompatibili con la vita.
Minori con albinismo hanno continuato a essere vittime di rapimenti e uccisioni, messi in atto sotto la spinta di pericolosi pregiudizi e superstizioni riguardanti la loro condizione. Si è a conoscenza di quattro casi di rapimento di minori con albinismo avvenuti durante l’anno. A marzo, è stato ritrovato il corpo di una bambina di quattro anni. Alcune parti del suo corpo, compresa la testa, erano state rimosse. Nessuno è stato arrestato per la sua uccisione. Ad agosto, l’Alta corte costituzionale ha respinto una proposta di legge che avrebbe potuto rafforzare le protezioni per le persone con albinismo, citando varie incongruenze e vaghezza nelle sue clausole.