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Repubblica del Mali

Le autorità hanno limitato ulteriormente i diritti alla libertà d’espressione, riunione pacifica e associazione. Figure politiche dell’opposizione ed esponenti della società civile sono state arbitrariamente arrestate e detenute o sottoposte a sparizione forzata. Le forze governative, i loro alleati e i gruppi armati hanno compiuto attacchi e uccisioni illegali contro civili. I gruppi armati hanno imposto blocchi in diverse città e località del paese. Più di 2.036 scuole erano chiuse a causa del conflitto.

 

CONTESTO

A febbraio, il governo ha redatto la bozza della Carta nazionale per la pace e la riconciliazione, dopo il fallimento di un precedente processo di pace che era stato boicottato dai partiti politici, dalla società civile e da alcuni gruppi armati. Ad aprile, il periodo di transizione politica, che aveva fatto seguito al colpo di stato militare del 2020, è stato prorogato di cinque anni. A giugno, il gruppo Wagner, una compagnia militare privata, è stata rimpiazzata dall’Africa Corps Initiative, un’entità sotto il controllo del ministero della Difesa russo, nel quadro della sua partnership di sicurezza con il Mali.

Ad agosto, il governo ha dichiarato di avere sventato un tentato colpo di stato militare, arrestando diversi alti ufficiali dell’esercito e un diplomatico francese, il quale era anche un membro dei servizi dell’intelligence francese.

A settembre, il Mali ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dall’Icc.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE, ASSOCIAZIONE E RIUNIONE

La decisione del governo di sciogliere tutti i partiti politici ha rappresentato la sintesi dell’allarmante e continua repressione in atto sui diritti alla libertà d’espressione, riunione pacifica e associazione. Ad aprile e maggio, le proteste per denunciare tale decisione sono state represse con la violenza dalle forze di sicurezza nella capitale, Bamako.1

 

SPARIZIONI FORZATE

Le forze di sicurezza hanno sottoposto a sparizione forzata persone impegnate nell’attivismo, esponenti della società civile e figure politiche.

Il 14 marzo, Alou Badra Sacko, coordinatore dell’Appello del 20 febbraio per un ritorno all’ordine costituzionale e presidente dei movimenti della società civile, noti come Touche pas mon argent (Non toccare il mio denaro), è stato rapito in pieno centro a Bamako da uomini armati incappucciati. È stato portato in una località imprecisata. Pochi giorni prima, aveva invocato il ritiro della tassazione sulle transazioni di denaro mobili. È stato rilasciato il 24 maggio.

L’8 maggio, El Bachir Thiam, un dirigente del partito Yelema, è stato prelevato dalla sua abitazione da uomini non identificati. La sua localizzazione non è stata rivelata. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto il suo immediato rilascio ed egli è stato liberato il 26 settembre. El Bachir Thiam era stato una figura chiave nei tentativi di impedire lo scioglimento dei partiti politici e l’estensione del periodo di transizione politica.

Sempre l’8 maggio, uomini armati incappucciati, alla guida di un veicolo senza targa e presentatesi come gendarmi, hanno rapito Alhassane Abba, segretario generale del partito politico Convergenza per lo sviluppo del Mali, prelevandolo dalla sua abitazione a Bamako. Durante la detenzione non è stato mai portato davanti a un giudice; è stato rilasciato il 5 giugno.

 

ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARI

A marzo, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha sollecitato il rilascio degli attivisti politici Moulaye Baba Haïdara, Mahamoud Mohamed Mangane e Amadou Togola, i quali erano stati torturati durante la loro detenzione. Erano stati trattenuti dal 2023 e attendevano di essere processati per accuse come “attentato alla sicurezza esterna e interna dello stato”, “attentato all’unità nazionale e alla credibilità dello stato”.

Ad agosto, l’ex primo ministro Moussa Mara è stato arrestato per avere postato un appello su X, nel quale affermava che avrebbe “lottato con tutti i mezzi” per i diritti delle persone incarcerate per aver espresso le loro opinioni. È stato accusato di “attentato alla credibilità dello stato” e “opposizione all’autorità legittima”. A ottobre è stato giudicato colpevole e condannato a un anno di reclusione.2

Clément Dembélé, un attivista anticorruzione, è rimasto in detenzione nonostante ad aprile un tribunale avesse archiviato le accuse a suo carico ordinandone il rilascio. Era stato arrestato nel 2023, accusato di avere rivolto minacce di morte contro il presidente e la sua famiglia. Ad agosto, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto il suo rilascio incondizionato.

 

VIOLAZIONI DA PARTE DEI GRUPPI ARMATI

I gruppi armati hanno compiuto attacchi e uccisioni illegali di civili. Secondo quanto riportato dalla stampa, a febbraio, circa 34 persone civili sono state uccise nell’assalto a un convoglio civile compiuto dallo Stato islamico nel Sahel (Is-Sahel). Il convoglio stava avanzando sotto la scorta delle forze di sicurezza del Mali, quando è stato attaccato nei pressi del villaggio di Kobé, vicino alla città di Gao.

A maggio, Sidi Barka, un leader della società civile, è stato rapito da membri dell’Is-Sahel nella città di Ménaka, nell’est del paese. Secondo fonti locali, è stato ritrovato cadavere alla periferia della città ad agosto.

Secondo fonti di stampa, sempre a maggio, Ousmane Kampo, sindaco di Konna, una città nella regione di Mopti, è stato rapito da membri del Gruppo di supporto all’Islam e ai musulmani (Groupe de soutien à l’Islam et aux musulmans – Gsim), mentre lavorava nei campi. È stato liberato il 4 ottobre.

Ad agosto, membri di Katiba Macina hanno attaccato Farabougou, nella comunità territoriale di Dogofry, catturando avamposti dell’esercito in un attacco indiscriminato in cui sono rimasti uccisi uomini civili e che ha portato all’esodo delle persone residenti. Sempre ad agosto, il sindaco di Dogofry, Modibo Kimbiri, e il suo autista sono stati uccisi da cacciatori locali che hanno sparato al loro veicolo sulla strada tra Diabaly e Dogofry.

Il 6 novembre, appartenenti a un gruppo armato hanno rapito Mariam Cissé, molto popolare sui social media, a Echell, nella regione di Timbuctu. Il giorno dopo, l’hanno portata a Tonka, sua città natale, dove l’hanno uccisa sommariamente, abbandonando il suo corpo sulla pubblica piazza.

 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

L’esercito e i suoi alleati hanno commesso violazioni del diritto internazionale umanitario, tra cui tortura e uccisioni extragiudiziali.

Il 16 marzo, l’attacco di un drone delle forze armate del Mali (Forces armées maliennes – Fam) ha colpito il villaggio di Ejdeir, nella regione di Timbuctu, uccidendo almeno 10 civili nel giorno di mercato.

Il 12 aprile, ufficiali delle Fam e i loro partner della Wagner hanno arrestato un centinaio di uomini, in maggioranza delle comunità fulani, in un mercato nel villaggio di Sebabougou, nella regione di Kayes. Secondo l’Ohchr, l’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, circa 60 di loro sono stati portati presso il campo militare di Kwala, nella regione di Koulikoro, dove sono stati torturati mentre venivano interrogati. Sono stati quindi portati quasi tutti fuori dal campo e, secondo i resoconti dei testimoni, sottoposti a esecuzione extragiudiziale con colpi d’arma da fuoco. Una settimana dopo cadaveri in decomposizione ritenuti appartenere ad alcuni degli uomini sono stati trovati vicino al campo di Kwala da parenti, in cerca dei loro cari.

Il 12 maggio, circa 10 soldati maliani accompagnati da combattenti della milizia Dozo hanno arrestato dai 23 ai 27 uomini al mercato settimanale nella città di Diafarabé. Gli uomini sono stati bendati, legati con le mani dietro la schiena e trasportati con canoe lungo il fiume, uccisi sommariamente e quindi seppelliti in fosse comuni.3 Sebbene l’esercito si fosse impegnato a indagare sulle “presunte” esecuzioni, non sono state rese pubbliche ulteriori informazioni.

 

DIRITTI ECONOMICI E SOCIALI

Il Gsim ha continuato a bloccare l’accesso a diverse città e località del paese, tra cui Gossi, Léré e Diafarabé, compromettendo i diritti alla sicurezza alimentare e alla libertà di movimento, per citarne alcuni. A luglio, il Gsim ha annunciato di avere imposto un blocco contro Kayes e Nioro du Sahel, due grandi città nell’ovest. Lo stesso mese, ha annunciato di avere limitato tutto il trasporto di carburante e le forniture dai vicini Senegal e Costa d’Avorio verso il Mali e ha iniziato a colpire le autocisterne di carburante che viaggiavano sulle strade del Mali occidentale e centrale.

Diritto all’istruzione

Secondo i dati raccolti fino a giugno, la crisi dell’istruzione era peggiorata, con più di 2.036 scuole considerate non funzionanti a causa dell’insicurezza, rispetto alle 1.984 che risultavano chiuse a giugno 2024. Di conseguenza, 618.000 studenti non hanno avuto garantito il loro diritto all’istruzione. La regione di Kidal era la più colpita con il 63 per cento di minori fuori dalla scuola.

 
Note:
1 Mali: Authorities must abandon alarming proposal to dissolve political parties, 30 aprile.
2 Mali: Authorities must immediately release former Prime Minister Moussa Mara and stop crackdown on civil and political rights, 27 ottobre.
3 Mali: Investigation into executions of civilians in Diafarabé must be conducted urgently, 22 maggio.

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