Il conflitto tra le forze governative e il gruppo armato al-Shabaab ha determinato l’uccisione di decine di civili e lo sfollamento di oltre 330.000 persone, tra le altre gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Il duro giro di vite contro chi sostiene l’opposizione è continuato, con la polizia che ha fatto ricorso all’uso eccessivo della forza, alla detenzione arbitraria e a sparizioni forzate. La polizia non è stata in grado di proteggere le persone contro i rapimenti compiuti da criminali comuni.
Successivamente ai contestati risultati delle elezioni di ottobre 2024, Daniel Chapo ha prestato giuramento come presidente il 15 gennaio 2025. I disordini legati alle elezioni sono sfociati in proteste nazionali che sono state represse con violenza dalla polizia; alla fine di gennaio 2025 il bilancio era di almeno 277 morti. L’ex candidato presidenziale Venâncio Mondlane non ha accettato i risultati.
Il conflitto armato in corso nella provincia di Cabo Delgado tra le Forze di difesa e sicurezza (Forcas de defesa e seguranca – Fds) mozambicane, con i suoi alleati, e il gruppo armato al-Shabaab si è diffuso nella provincia di Nampula a novembre. Il conflitto ha causato decine di morti, per lo più a Cabo Delgado. Entrambe le parti si sono rese responsabili dell’uccisione di civili, della distruzione di proprietà civili e dello sfollamento di massa di oltre 330.000 persone.
Gruppi armati
In decine di attacchi compiuti contro civili, al-Shabaab ha ucciso centinaia di persone, preso decine di ostaggi, distrutto centinaia di abitazioni e causato sfollamenti
Tra le persone prese in ostaggio tra il 23 gennaio e il 4 marzo nei villaggi di Mumu e Chibau, nel distretto di Mocímboa da Praia, c’erano almeno 11 minori. Quattro rapiti a Chibau sono stati liberati poco dopo. Sempre a marzo, nello stesso distretto, in un attacco sono state uccise tre persone tra i villaggi di Chinda e Mbau. Altre tre sono state uccise nel villaggio di Xitaxi, nel distretto di Muidumbe, mentre nel distretto di Meluco sono state bruciate 70 case ed è stato ucciso un uomo.
Ad aprile, un insegnante è stato decapitato nel villaggio di Ntotwe, nel distretto di Mocímboa da Praia. Diverse persone sarebbero state prese in ostaggio dopo che combattenti avevano dato fuoco alle case del villaggio di Namoro, nel distretto di Montepuez. Un assalto al villaggio di Muaja, nel distretto di Ancuabe, ha causato lo sfollamento di massa di molti abitanti, in maggioranza donne.
L’11 maggio, tre ragazze sono state uccise e otto bambine sono state prese in ostaggio in un attacco al villaggio di Magaia, nel distretto di Muidumbe. A fine anno, il luogo dove si trovavano rimaneva ignoto.
Quattro agricoltori sono stati decapitati nel distretto di Ancuabe il 21 luglio. Il giorno dopo, almeno sei civili hanno perso la vita durante un attacco vicino al distretto di Natchocua. Tra il 24 luglio e il 3 agosto, in sei attacchi compiuti nel distretto di Chiúre sono state uccise almeno quattro persone civili e quasi 52.000 sono state sfollate.
Sempre ad agosto, due civili sono stati uccisi nel fuoco incrociato tra al-Shabaab e le Fds nel villaggio di Nangumi, nel distretto di Macomia. Altri sei civili sono stati uccisi da al-Shabaab nel villaggio di Uvilili, nel distretto di Palma, e nel villaggio di Mapate, nel distretto di Muidumbe.
A settembre, quattro persone, inclusi due probabili agenti di polizia, sono state uccise nella città di Mocímboa da Palma, nel distretto di Palma, dopo che al-Shabaab le aveva convocate a casa. Cinque civili sono stati uccisi nel quartiere di Felipe Nyusi della città di Mocímboa da Praia. Un negozio di alimentari nel distretto di Nangade è stato saccheggiato. Tre persone civili che erano state prese in ostaggio sono state impiegate per trasportare la merce rubata. Nel quartiere di Nanga della città di Macomia, si sono verificate l’uccisione di almeno quattro civili e la presa in ostaggio di due minori. A fine anno, il luogo dove si trovavano rimaneva ignoto.
Tra il 10 e il 21 novembre, al-Shabaab ha compiuto 13 attacchi nel distretto di Memba, della provincia di Nampula, uccidendo 21 civili e sfollando 66.000 persone.
A dicembre, scontri tra le Forze di difesa ruandesi, alleate delle Fds, e al-Shabaab a Simbolongo, nell’area di Macomia, hanno causato almeno 35 decessi, anche di civili.
Forze governative
Il 22 agosto, le forze della marina militare avrebbero ucciso almeno cinque civili su una barca a vela al largo della costa tra i distretti di Macomia e Ibo. Secondo fonti attendibili, hanno fatto fuoco contro la barca in risposta a informazioni non verificate riguardanti un dirottamento da parte di al-Shabaab di un’imbarcazione che trasportava rifornimenti di viveri. I corpi sono stati successivamente trovati dai pescatori lungo la riva tra i villaggi di Goludo e Crimize. Sull’episodio non sono state annunciate indagini.
Il 29 dicembre, persone civili sono state uccise nel distretto di Mogovola, nella provincia di Nampula. Sebbene le autorità abbiano ammesso sono sette decessi, fonti provenienti da organizzazioni della società civile indicavano che le vittime erano tra le 13 e le 38, tra le quali c’era anche un agente di polizia. La maggior parte delle uccisioni sono state perpetrate dalle Fds nel tentativo di fermare l’estrazione mineraria artigianale.
Il 15 gennaio, agenti dell’Unità di intervento rapido (Rapid Intervention Unit – Riu) hanno percosso Vanilda Fernando Mondlane durante una protesta nella capitale, Maputo, contro l’insediamento di Daniel Chapo come presidente. Fonti attendibili hanno affermato che quel giorno dieci persone sono morte sotto i colpi sparati da agenti delle Riu nelle città di Matola e Nampula.
Il 24 febbraio, agenti delle Riu hanno ucciso un passante e hanno ferito un altro uomo dopo avere fatto fuoco in aria per fermare un saccheggio e l’incendio della sede del partito di governo Fronte per la liberazione del Mozambico, nel distretto di Morrumbene.
Il 5 marzo, agenti delle Riu hanno sparato munizioni vere e gas lacrimogeni per disperdere la folla che stava seguendo il convoglio di Venâncio Mondlane, nel quartiere Hulene di Maputo, ferendo almeno tre persone, tra cui due minori. Quasi due settimane dopo, hanno utilizzato munizioni vere contro una protesta di manifestanti dell’opposizione, uccidendo un uomo nell’area di Casa Branca della città di Matola.
La sorte e localizzazione del giornalista Arlindo Chissale, un sostenitore di Venâncio Mondlane sono rimaste sconosciute da quando è stato sottoposto a sparizione forzata da sospetti agenti militari, mentre si recava al lavoro il 7 gennaio, dopo avere ricevuto minacce di morte da uomini non identificati. L’esito di un’indagine superficiale sulla sua sparizione da parte del servizio nazionale per le indagini criminali non è stato reso pubblico.
Il 12 marzo, Glória Monteiro Nobre Chire, amministratrice finanziaria di Venâncio Mondlane, è stata arrestata e portata all’8° distretto di polizia della città di Maputo. Accusata di reati contro la sicurezza dello stato e di cospirazione criminale, le è stato negato l’accesso a un avvocato e ai familiari. È stata rilasciata il 4 settembre per insufficienza di prove.
A febbraio, l’Istituto nazionale delle comunicazioni del Mozambico ha sospeso per 48 ore le emittenti radiofoniche Vida ed Encontro, nella città di Nampula. Ha sostenuto che le loro trasmissioni disturbavano il collegamento tra la torre di controllo dell’aeroporto locale e gli aerei. Almeno una delle emittenti, Radio Encontro, era conosciuta per le sue posizioni critiche verso il governo e le elezioni del 2024.
A giugno, circa 16 giornalisti sono stati arrestati e le loro attrezzature confiscate dalle Fds nel distretto di Muidumbe, a Cabo Delgado. Sono stati interrogati e intimiditi per due ore nel vicino distretto di Macomia in relazione al loro recente tentativo di fotografare la distruzione di infrastrutture pubbliche durante il conflitto armato a Macomia. L’amministratore del distretto aveva precedentemente autorizzato i giornalisti a scattare fotografie.
Le autorità non hanno saputo adottare misure adeguate a garantire il rilascio in sicurezza di otto uomini che erano stati rapiti tra gennaio e ottobre da criminali armati a scopo di riscatto. Cinque di loro erano stati rapiti nella città di Maputo; gli altri tre nell’arco di un periodo di poco più di cinque settimane tra gennaio e febbraio.