Stati Uniti d’America


Rapporto 2026   Americhe

Ultime notizie sul paese

STATI UNITI D’AMERICA

L’’accesso all’asilo alla frontiera è stato bloccato ed è drasticamente aumentato l’impiego delle agenzie per il controllo dell’immigrazione. I diritti di manifestanti sono stati violati. Sono state ridotte le tutele per le persone lgbti, specialmente per quelle transgender. Gli attacchi ai diritti riproduttivi si sono intensificati. L’uso della forza letale da parte della polizia ha colpito in maniera sproporzionata le persone nere. I progressi verso l’abolizione della pena di morte sono stati minimi. È proseguita la detenzione arbitraria a tempo indeterminato a Guantánamo Bay. Nonostante il persistere della violenza legata all’uso delle armi da fuoco, il presidente Trump ha interrotto i programmi che cercavano di affrontare la problematica. Gli Usa hanno continuato a ricorrere all’uso della forza letale in varie parti del mondo e a fornire armi a Israele che sono state utilizzate in attacchi diretti contro civili e in attacchi indiscriminati. Le donne native sono state ancora colpite in modo sproporzionato dalla violenza di genere. Le normative ambientali e climatiche sono state smantellate.

 

CONTESTO

Nel periodo immediatamente successivo al suo insediamento, il presidente Trump ha intrapreso un numero senza precedenti di azioni che hanno minato alla base lo stato di diritto. L’uso arbitrario del potere si è manifestato in una serie di pratiche autoritarie che lo hanno visto tra l’altro: attaccare la magistratura, l’ordinamento legislativo e i media; minacciare azioni punitive contro nemici politici garantendo invece la clemenza a chi lo sostiene; indebolire la libertà accademica; abolire e attaccare le politiche di affermazione dei princìpi di diversità, equità e inclusione (Diversity, Equity and Inclusion – Dei); paralizzare la supervisione federale; smantellare l’Usaid e tagliare l’assistenza estera.

A gennaio, il presidente Trump ha revocato un ordine esecutivo che imponeva sanzioni contro singoli coloni israeliani, le organizzazioni di coloni israeliani e un gruppo armato palestinese, per avere compromesso la pace la sicurezza e la stabilità nella Cisgiordania. L’amministrazione statunitense ha attaccato le organizzazioni, gli organismi e i tribunali internazionali che avevano classificato la violenza in corso a Gaza come genocidio.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

L’amministrazione Trump ha implementato un’agenda razzista e anti-migranti attraverso ordini esecutivi che hanno disumanizzato e criminalizzato migranti e persone in cerca di sicurezza.1 Quasi tutte le agenzie di sicurezza federali sono state incaricate di gestire il controllo dell’immigrazione civile. Agenti a volto coperto hanno sequestrato migranti e persone con cittadinanza americana, veicoli blindati hanno pattugliato le strade e agenti hanno preso di mira aree situate in prossimità di scuole, centri di culto, ospedali e altre aree in cui in precedenza era proibita l’applicazione delle leggi sull’immigrazione. Fondi pubblici sono serviti a costruire nuove strutture di detenzione come “Alligator Alcatraz”.

Il sistema di detenzione di massa per immigrazione è stato ampliato, arrivando a contenere migliaia di persone in strutture sovraffollate, disumane, in alcuni casi situate in basi militari, limitando l’accesso alla cauzione e ripristinando la detenzione e la separazione delle famiglie.2 L’amministrazione ha espulso cittadini di paesi terzi verso stati stranieri al di fuori delle procedure dovute.

Invocando l’Alien Enemies Act [una legge statunitense del 1798 che conferisce al presidente poteri straordinari per identificare, arrestare, detenere ed espellere stranieri provenienti da nazioni in guerra con gli Usa, N.d.T.], l’amministrazione ha espulso illegalmente 252 uomini venezuelani mandandoli nel centro di confinamento del terrorismo (Centro de confinamiento del terrorismo – Cecot) di El Salvador, sottoponendoli a sparizione forzata e tortura. Dopo mesi di detenzione, sono stati mandati in Venezuela, paese da dove molti erano fuggiti.3

L’amministrazione ha posto fine al Parole Program [il meccanismo umanitario che permetteva l’ingresso temporaneo negli Usa con sponsor e autorizzazione al lavoro, N.d.T.] per i cittadini di Cuba, Haiti, Nicaragua e Venezuela, e lo status di protezione temporanea per i cittadini di Afghanistan, Camerun, Etiopia, Haiti, Honduras, Myanmar, Nepal, Nicaragua, Sud Sudan, Siria e Venezuela, mettendo migliaia di persone a rischio di espulsione illegale mentre i procedimenti erano in corso.

Il programma statunitense di ammissione di rifugiati è stato sospeso. È stato introdotto un divieto completo di viaggio per persone provenienti da 19 paesi e singoli individui che usavano documenti di viaggio emessi dall’Autorità palestinese, oltre a un divieto parziale per quelle di altri 19 paesi.

Il presidente Trump ha dichiarato uno stato d’emergenza nazionale al confine tra Usa e Messico. Il sistema di prenotazione per i richiedenti asilo attraverso l’applicazione mobile “CBPOne” è stato chiuso e tutti gli appuntamenti già fissati sono stati cancellati, mettendo fine all’accesso all’asilo alla frontiera.4

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E RIUNIONE

La repressione delle diffuse proteste nei campus contro il genocidio della popolazione palestinese da parte di Israele nella Striscia di Gaza è continuata. L’amministrazione Trump ha preso ulteriormente di mira le università revocando i finanziamenti federali e le sovvenzioni per la ricerca, minacciando e avviando indagini sui diritti civili da parte dei dipartimenti della Giustizia (Department of Justice – Doj) e dell’Istruzione.

L’amministrazione ha preso di mira studenti e docenti internazionali, che hanno temuto l’espulsione se avessero dato voce alle loro opinioni o protestato. In molti casi, studenti hanno smesso di frequentare le lezioni o di partecipare agli eventi dei campus. Studenti hanno subìto la revoca del visto e l’espulsione attraverso il monitoraggio dei social media, il tracciamento dello status dei visti e valutazioni automatizzate delle minacce di persone straniere con visto.5 Almeno 11 persone straniere, studenti e manifestanti, sono state ricercate per essere detenute ed espulse specificatamente per il loro attivismo a sostegno dei diritti palestinesi. Le autorità hanno revocato circa 8.000 visti, in maggioranza per reati, tra cui infrazioni minori del codice stradale o arresti che non avrebbero comunque comportato una condanna. Tuttavia, 200-300 persone sono state identificate per “sostegno al terrorismo” o per aver espresso “opinioni anti- Usa”, presumibilmente per avere partecipato a proteste pacifiche o pubblicato post contro il genocidio in corso.

Il 7 giugno, il presidente Trump ha schierato 2.000 truppe della guardia nazionale della California nella contea di Los Angeles, a seguito delle proteste di massa contro i raid delle agenzie di controllo dell’immigrazione, calpestando i diritti alla libertà di riunione di manifestanti. L’ordine ha provocato una immediata reazione e una battaglia legale con le autorità della California.6 Le forze di polizia locali hanno utilizzato armi classificate come meno letali, compresi migliaia di proiettili a impatto cinetico e granate di gas lacrimogeni, per reprimere le proteste vicino a un edificio federale dove le persone immigrate venivano detenute a Los Angeles, causando sei ferimenti. Sono stati presi specificamente di mira anche giornalisti e giornaliste; agenti federali hanno inoltre fatto ricorso all’uso non necessario o eccessivo della forza contro manifestanti.

Il congresso e 24 stati hanno presentato 62 proposte di legge che limitavano il diritto di protesta, con cinque documenti legislativi promulgati in cinque stati.

 

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

L’amministrazione Trump ha revocato le tutele per le persone lgbti e ha utilizzato le agenzie federali per attaccare i diritti lgbti, in particolare delle persone transgender. Il presidente Trump ha emanato un ordine esecutivo “che ripristinava la verità biologica”, definendo il sesso come “un’immutabile classificazione biologica divisa tra maschile o femminile”. In risposta, le agenzie hanno tagliato i programmi e i finanziamenti che tutelavano le persone lgbti e cancellato qualsiasi riferimento all’identità lgbti dai materiali ufficiali.

L’Ong Glaad ha documentato 932 episodi anti-lgbti in 49 stati e nel Distretto di Columbia nel periodo tra maggio 2024 e maggio 2025, equivalenti a 2,5 episodi al giorno. In violente aggressioni sono state ferite 84 persone e altre 10 sono decedute. A luglio, l’amministrazione ha eliminato dalla linea telefonica d’emergenza nazionale contro i suicidi giovanili l’opzione specifica lgbti.

In tutto il paese sono state presentate più di 616 proposte di legge anti-lgbti; 74 sono state convertite in legge, limitando l’assistenza sanitaria per giovani transgender e censurando i contenuti lgbti nelle scuole. In seguito all’ordine esecutivo del presidente Trump che vieta l’assistenza medica di affermazione del genere per le persone sotto 19 anni, a giugno la Corte suprema ha confermato i divieti statali per minori. Venticinque divieti introdotti a livello statale sono rimasti in vigore.

 

DISCRIMINAZIONE

Nel revocare parti di un ordine esecutivo di 60 anni prima che mirava a contrastare la discriminazione sul posto di lavoro, l’amministrazione Trump ha dichiarato che “la retorica e le idee fondamentaliste dei principi Dei favoriscono l’ostilità tra i gruppi e l’autoritarismo”. Le misure anti-Dei del presidente Trump hanno avuto come effetto di permettere a soggetti privati di mettere sotto sorveglianza le donne nere, soprattutto le dipendenti del governo federale. Le riduzioni del personale federale hanno colpito quei dipartimenti dove le persone razzializzate e le donne erano prevalenti. La cancellazione delle iniziative Dei ha determinato tagli nei finanziamenti per l’istruzione e minacce d’indagini e sanzioni amministrative per le entità non governative con policy Dei.

 

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

L’amministrazione Trump ha sostanzialmente smantellato i diritti sessuali e riproduttivi, creando uno scenario legale pericoloso. Ha revocato le politiche precedenti che avevano contribuito ad ampliare e proteggere l’accesso ai servizi di salute riproduttiva. Ha tagliato i finanziamenti per le strutture e i programmi di assistenza riproduttiva, costringendo cliniche alla chiusura, con conseguente impatto sproporzionato sulle persone a basso reddito. Gli stati ne hanno ulteriormente limitato l’accesso e la Corte suprema ha reso più facile per gli stati escludere la copertura delle prestazioni di salute riproduttiva per i beneficiari di Medicaid (un programma di assicurazione sanitaria che offre una copertura medica gratuita o a basso costo per le persone a basso reddito aventi diritto).

Quarantuno stati avevano in vigore divieti d’aborto di qualche tipo, inclusi 13 con divieti assoluti e sette con divieti fino alla 18° settimana di gestazione. Secondo il Gender Equity Policy Institute, le persone in gravidanza residenti in stati dove l’aborto era vietato avevano quasi il doppio delle probabilità di morire durante la gravidanza, il parto o dopo il parto, rispetto alle madri che vivevano in stati dove l’aborto era legale.

Altri ostacoli all’assistenza medica riproduttiva, come la contraccezione, l’assistenza durante la gravidanza e l’aborto, hanno colpito in maniera sproporzionata i gruppi marginalizzati e razzializzati.

 

USO ECCESSIVO DELLA FORZA

Secondo dati forniti dalle Ong, nel 2025 le persone uccise in seguito all’uso delle armi da fuoco da parte della polizia sono state 1.143. L’uso letale della forza da parte della polizia ha colpito in modo sproporzionato le persone nere, che costituivano più del 23 per cento delle morti causate dall’uso delle armi da fuoco da parte della polizia, sebbene rappresentino il 13 per cento della popolazione. Il governo non aveva ancora implementato pienamente il Death in Custody Reporting Act, per documentare il numero delle persone uccise ogni anno dalle forze di polizia.

Il 28 aprile, il presidente Trump ha emanato un ordine esecutivo che ha destinato risorse federali per promuovere tattiche di polizia aggressive e ha ulteriormente militarizzato le agenzie di pubblica sicurezza locali; garantito maggiori protezioni ad agenti di pubblica sicurezza con accuse di cattiva condotta; e minacciato possibili procedimenti federali contro persone con ruoli di governo che attraverso le loro politiche “intenzionalmente e illegalmente orientano l’ostruzione della legge penale”. Il Doj ha bloccato la supervisione federale su alcune agenzie di pubblica sicurezza locali che adottavano “un modello o una pratica” lesiva dei diritti nelle loro operazioni di ordine pubblico, revocando o sospendendo definitivamente cause giudiziarie e indagini in corso.

L’amministrazione ha schierato la guardia nazionale nelle città con sindache o sindaci neri e ampie fasce della popolazione appartenenti a gruppi razzializzati, come il distretto di Columbia e Chicago, in Illinois. Il presidente ha inoltre minacciato di schierare la guardia nazionale in altre città sulla base di false affermazioni rispetto a un aumento della criminalità.

 

PENA DI MORTE

Il presidente Trump ha emanato un ordine esecutivo che ha posto fine alla moratoria sulle esecuzioni federali dell’amministrazione Biden. L’ordine esecutivo ha incaricato la procuratrice generale degli Usa di ristabilire la prassi di chiedere la condanna a morte a livello federale e statale per ogni reato federale idoneo, specialmente quando il caso riguarda l’omicidio di agenti di polizia o in caso di crimini commessi da migranti; di sostenere gli stati nell’ottenimento di farmaci per l’iniezione letale; e di seguire casi che avrebbero potuto ribaltare sentenze precedenti della Corte suprema che hanno limitato l’uso della pena di morte. Ha inoltre ordinato alla procuratrice generale di riesaminare la posizione di ciascuno dei 37 uomini la cui pena di morte federale era stata commutata dall’ex presidente Joe Biden a dicembre 2024 e di collaborare con le procure per determinare se questi individui potessero essere accusati di reati capitali a livello statale.

Non riuscendo a ottenere farmaci per l’iniezione letale, gli stati hanno continuato a espandere la gamma dei metodi di esecuzione utilizzati. Per esempio, dopo avere approvato una legge nel 2024, la Louisiana ha dato luogo a marzo all’esecuzione di una persona per la prima volta dopo 15 anni, utilizzando l’ipossia da azoto. L’Arkansas ha approvato una legge a marzo che consentiva l’utilizzo dell’ipossia da azoto come metodo di esecuzione. Sempre a marzo, la Carolina del Sud ha dato luogo alla prima esecuzione con un plotone di esecuzione negli Usa dopo 15 anni. L’Idaho ha approvato una legge che ha reso il plotone di esecuzione il suo principale metodo di esecuzione. Anche i singoli stati hanno cercato di reintrodurre la pena di morte, come nel caso di un disegno di legge in attesa di approvazione in Iowa, o di emanare leggi per ampliare la gamma dei crimini che prevedono la pena capitale in Oklahoma e Idaho, pur essendo incostituzionale.

 

DETENZIONE ARBITRARIA

Nonostante il trasferimento di 11 reclusi fuori dal centro di detenzione di Guantánamo Bay attuato dall’amministrazione Biden a gennaio, nella prigione rimanevano ancora 15 uomini detenuti senza accesso a un processo equo. Tre non erano addirittura mai stati accusati di un reato. Le uniche accuse erano state formulate davanti alle commissioni militari di Guantánamo, in violazione del diritto internazionale e degli standard sull’equo processo. Se giudicati colpevoli rischiavano la pena di morte. Tre imputati del caso esaminato da una commissione militare nel 2024 per l’11 settembre 2001 hanno raggiunto un accordo con la procura militare per dichiararsi colpevoli ed evitare la pena di morte, ma il segretario alla Difesa ha annullato l’accordo e il caso è rimasto in un limbo legale, con la pena di morte che rappresentava ancora un’opzione. L’imposizione della pena di morte in questi casi, dopo che i procedimenti non avevano rispettato gli standard internazionali e i detenuti erano stati sistematicamente torturati, costituirebbe una privazione arbitraria della vita. Dopo 24 anni, gli Usa non erano stati ancora in grado di accertare le responsabilità per gli attacchi dell’11 settembre.

L’amministrazione Trump deteneva almeno 700 migranti e richiedenti asilo a Guantánamo durante il 2025.

Il 19 gennaio, l’ex presidente Joe Biden ha commutato la pena dell’attivista nativo americano Leonard Peltier in detenzione agli arresti domiciliari, a causa delle serie preoccupazioni riguardanti la sua colpevolezza, sentenza e processo d’appello. Aveva trascorso quasi 50 anni in carcere per due ergastoli comminati in relazione alla morte di due agenti federali in Sud Dakota, nel 1975.7

 

DIRITTO ALLA VITA E ALLA SICUREZZA DELLA PERSONA

Secondo le statistiche governative pubblicate nel 2025, si stima che nel 2023, l’anno più recente per il quale esistono dati ufficiali, la violenza armata abbia ucciso almeno 46.728 persone. Nel 2025 sono stati registrati 408 episodi di sparatorie di massa, e tra questi 233 erano avvenuti nelle scuole. Questo tipo di violenza è stata negli Usa la causa principale di morte tra bambini, bambine e adolescenti. L’estremismo politico in crescita e una retorica violenta hanno dato origine a diversi episodi di violenza politica e a sparatorie mortali di figure pubbliche e politiche attraverso l’uso delle armi da fuoco.

L’amministrazione Trump ha emanato e attuato varie politiche a favore delle armi, tra cui ordini esecutivi, modifiche normative, annullamento delle politiche precedenti e creazione di task force per proteggere i diritti dei proprietari di armi da fuoco. Queste azioni hanno annullato i precedenti tentativi di fronteggiare la violenza armata.

 

ATTACCHI E UCCISIONI ILLEGALI

A partire da marzo, centinaia di persone sono state uccise e ferite nei raid aerei statunitensi nello Yemen. Ad aprile, un attacco aereo statunitense contro un centro di detenzione per migranti nella città di Sa’ada ha ucciso e ferito decine di migranti. Amnesty International non ha rilevato prove che il centro di detenzione fosse un obiettivo legittimo e ha sollecitato gli Usa a indagare sull’attacco come una potenziale violazione del diritto internazionale umanitario.8 A maggio, gli Usa e lo Yemen hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco, sospendendo il conflitto.

Non erano state ancora accertate le responsabilità né garantite forme di riparazione per le precedenti uccisioni di civili compiute dagli Usa, e documentate da Amnesty International, in Siria, Iraq, Afghanistan e Somalia.

A partire da settembre, gli Usa hanno utilizzato droni per colpire 35 imbarcazioni nell’area dei Caraibi e Pacifico, sospettate di trasportare droga, uccidendo almeno 123 individui.9 Gli Usa sostenevano che le navi erano utilizzate dai narcotrafficanti per trasportare narcotici e hanno tentato di giustificare le azioni definendole come un’“autodifesa” nell’ambito di una più ampia “guerra alla droga”. Secondo tutti i resoconti disponibili, questi attacchi letali erano privi di giustificazione legale ed equiparabili a esecuzioni extragiudiziali, poiché le imbarcazioni non rappresentavano una minaccia immediata per gli Usa o per la vita di qualche persona.

 

TRASFERIMENTI IRRESPONSABILI DI ARMI

Gli Usa hanno continuato a fornire armi e altri equipaggiamenti militari e di sicurezza a Israele in violazione delle leggi e delle politiche statunitensi volte a prevenire trasferimenti che rischiano di contribuire a causare danni civili e a compiere violazione dei diritti umani o del diritto internazionale umanitario.

 

VIOLENZA DI GENERE

Le donne amerindie e le donne native dell’Alaska (American Indian and Alaska Native – Ai/ An) hanno continuato a subire allarmanti livelli di violenza sessuale. Secondo i dati del governo, le donne Ai/An avevano 2,2 più probabilità di essere vittime di violenza sessuale rispetto alle donne non native. Per legge, soltanto un numero limitato di governi tribali poteva perseguire non nativi responsabili di violenza sessuale a danno di donne native (sebbene la maggior parte dei perpetratori fossero uomini non nativi). Le donne Ai/An sopravvissute alla violenza hanno anche continuato a incontrare ostacoli nell’accesso all’assistenza post-stupro, compreso l’accesso a un esame medico legale, indispensabile per poter aprire un procedimento penale contro il perpetratore.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

L’amministrazione Trump ha revocato le misure esecutive che affrontavano gli impatti ambientali sulle comunità marginalizzate, anche eliminando gli uffici per la giustizia ambientale nelle agenzie federali e cessando i finanziamenti per le organizzazioni locali impegnate nella lotta ai danni ambientali e climatici. Il 20 gennaio, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per avviare il ritiro degli Usa dall’Accordo di Parigi, il trattato globale per combattere il cambiamento climatico, annullando gli obiettivi per la riduzione delle emissioni fissati dall’amministrazione Biden.

A gennaio, l’amministrazione Trump ha emanato un ordine esecutivo che dichiarava la “dominanza energetica” un’emergenza nazionale e ha delineato le proprie politiche per aumentare la produzione di energia, come il rilancio dell’industria mineraria del carbone, nonostante le ben note problematiche per i danni all’ambiente e alla salute. Contemporaneamente, l’amministrazione ha pubblicato un ordine esecutivo che dava priorità allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, nonostante le grandi quantità di energia richiesta dai data center d’intelligenza artificiale. L’agenzia internazionale dell’energia ha riportato che entro il 2030 il consumo di energia per l’intelligenza artificiale a livello globale sarà leggermente superiore al consumo totale di energia elettrica del Giappone, con gli Usa che ne utilizzerebbero più della metà.

A giugno, il personale dell’agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (Environmental Protection Agency – Epa) ha esortato l’amministrazione Trump a smettere di politicizzare l’Epa e a prioritizzare protezioni ambientali basate sulla scienza per le comunità vulnerabili. A luglio, il dipartimento dell’Energia ha pubblicato un rapporto che screditava il consenso della comunità scientifica secondo cui le emissioni di gas serra erano la causa principale del cambiamento climatico e impattavano negativamente sulla salute, concludendo che il cambiamento climatico non era una preoccupazione urgente.

 

Note:
1 Amnesty International USA reaction to President Trump’s anti-immigrant executive actions, 20 gennaio.
2 USA: Dehumanized by Design: Human Rights Violations in El Paso, 22 maggio.
3 Unlawful expulsions to El Salvador endanger lives amid ongoing state of emergency, 25 marzo.
4 USA: Lives in Limbo: Devastating Impacts of Trump’s Migration and Asylum Policies, 20 febbraio.
5 USA/Global: Tech made by Palantir and Babel Street pose surveillance threats to pro-Palestine student protestors & migrants, 21 agosto.
6 USA: Deployment of National Guard to Los Angeles in response to ICE raids is dangerous, 9 giugno.
7 President Biden right to commute the life sentence of Leonard Peltier, 20 gennaio.
8 Yemen: US air strike that has left dozens of migrants dead must be investigated, 19 maggio.
9 Reported U.S. strike in the Caribbean Sea would violate international human rights law, 3 settembre.

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