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REGNO DI DANIMARCA

Donne inuit hanno ricevuto delle scuse per l’impianto di dispositivi intrauterini avvenuto senza il loro consenso. È stato lanciato un piano d’azione contro il razzismo a seguito delle critiche internazionali. Una legge sull’“approvazione del terrorismo” è stata utilizzata in modo arbitrario. È stata archiviata una causa intentata da Amnesty International e altri per fermare il trasferimento irresponsabile di armi a Israele. Manifestanti hanno ottenuto un risarcimento per la loro detenzione per un periodo superiore a quello legalmente consentito.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

Ad agosto, la prima ministra danese insieme al leader del Naalakkersuisut, il governo della Groenlandia, hanno presentato delle scuse congiunte a migliaia di donne inuit a cui furono impiantati dispositivi intrauterini senza il loro consenso, tra il 1966 e gli anni Novanta. Organizzazioni della società civile hanno accolto con favore l’iniziativa, chiedendo al contempo un risarcimento economico per le donne inuit e per tutte le altre persone inuit vittime di discriminazione.

A febbraio, il governo ha presentato un piano d’azione contro il razzismo a seguito delle critiche del Comitato Cerd e della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza. Il piano includeva un’attenzione particolare al popolo inuit, la popolazione nativa della Groenlandia.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Quattordici cittadini, tra cui una ragazza di 16 anni, sono stati condannati a pene detentive fino a nove mesi per “approvazione del terrorismo”, a causa di commenti pubblicati sui social media in seguito agli attacchi del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele. Organizzazioni della società civile hanno espresso preoccupazione per l’uso arbitrario della legge e per la definizione poco chiara di cosa costituisse “approvazione del terrorismo”.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

A settembre, nove persone, attiviste pacifiche per il clima, hanno ricevuto un risarcimento per il loro trattenimento da parte della polizia fino a due ore senza motivo legale, con l’accusa di “disturbo dell’ordine pubblico”. Questo è stato solo uno dei circa 20 casi pendenti relativi a centinaia di manifestanti che sarebbero stati trattenuti dalla polizia oltre il periodo legalmente consentito o giustificato.

 

TRASFERIMENTI IRRESPONSABILI DI ARMI

Ad aprile, l’Alta corte si è pronunciata su una causa intentata da Amnesty International Danimarca, ActionAid Danimarca, Oxfam Danimarca e dall’organizzazione palestinese per i diritti umani Al-Haq contro lo stato danese (il ministero degli Affari esteri e la polizia nazionale) per bloccare le esportazioni di armi verso Israele, attraverso la partecipazione del paese al programma sui caccia F-35. La causa sosteneva che vi fosse un chiaro rischio che le esportazioni di parti e componenti per i caccia F-35 venissero utilizzate da Israele per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario contro i palestinesi nella Striscia di Gaza occupata.

La corte ha stabilito che le organizzazioni non avevano il diritto di perseguire il caso. Ad aprile, è stato ripresentato in appello alla Corte suprema, che avrebbe dovuto focalizzarsi principalmente sulla legittimità giuridica dell’intervento di Amnesty International Danimarca e delle altre organizzazioni nella questione. Le organizzazioni temevano che, se la Corte suprema avesse confermato il verdetto, sarebbe diventato impossibile contestare in tribunale le esportazioni di armi in violazione delle disposizioni del Trattato sul commercio di armi, di cui la Danimarca è stato parte.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

Le politiche climatiche della Danimarca sono rimaste all’avanguardia a livello mondiale. Tuttavia, sarebbero necessari maggiori investimenti per raggiungere l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Anche le emissioni indirette della Danimarca sono rimaste elevate, a causa del livello di importazioni e della produzione esternalizzata.

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