Le autorità hanno mantenuto uno stretto controllo sull’informazione, punito le critiche e censurato l’accesso a Internet. Le voci indipendenti hanno subìto procedimenti giudiziari, divieti di viaggio e altre ritorsioni, mentre le persone dissidenti all’estero hanno rischiato arresto e possibile rimpatrio. Le sparizioni forzate sono continuate e persone detenute non sono state rilasciate alla scadenza della pena. Tortura e maltrattamento in detenzione sono rimasti diffusi, senza alcun controllo indipendente. Le relazioni sessuali tra uomini hanno continuato a essere criminalizzate. L’economia del paese, ad alta intensità di carbonio, ha compromesso gli impegni climatici, con un aumento delle attività di estrazione di gas. La scarsità d’acqua è rimasta un grave problema che ha minacciato la sicurezza alimentare.
L’economia del Turkmenistan è cresciuta più lentamente rispetto al 2024, mentre è aumentata l’inflazione, che ha colpito in particolare i gruppi meno abbienti. Nonostante i piani per espandere il settore privato e diversificare le attività, l’economia ha continuato a dipendere fortemente dall’estrazione di gas naturale. Le autorità hanno perseguito grandi progetti energetici, tra cui lo sviluppo di nuovi giacimenti di gas e la costruzione di un gasdotto verso l’India.
Le autorità hanno continuato a tentare di accrescere il profilo internazionale del paese, con scarso successo. Ad agosto si è tenuta in Turkmenistan la terza Conferenza delle Nazioni Unite sui paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare, incentrata sul miglioramento dei collegamenti, facilitazioni al commercio e sviluppo sostenibile. L’evento, a cui ha partecipato il Segretario generale delle Nazioni Unite, ha evitato la discussione sulle questioni dei diritti umani del paese ospitante.
Il paese è rimasto di fatto chiuso al monitoraggio dei diritti umani. Le autorità hanno controllato in modo stringente le informazioni all’interno del paese e ne hanno severamente limitato lo scambio con l’estero. Persone impegnate nel giornalismo indipendente e altre fonti locali hanno subìto intimidazioni e ritorsioni per aver trattato temi sensibili.
L’accesso a Internet è rimasto costoso e lento. Le autorità hanno censurato l’accesso a siti web contenenti informazioni indipendenti e vietato o controllato rigidamente i servizi di reti private virtuali (Vpn).
A giugno, l’attivista Murat Dushemov, imprigionato nel 2021 per presunta estorsione e violenza, ha finito di scontare i quattro anni di reclusione a cui era stato condannato. Tuttavia, invece di essere rilasciato, ha dovuto fronteggiare l’accusa, evidentemente inventata, di aver picchiato un altro detenuto e, il 16 settembre, è stato condannato a otto anni di reclusione al termine di un processo a porte chiuse.
Le autorità turkmene hanno preso di mira il giornalismo indipendente e voci critiche all’estero. A maggio, l’attivista Umida Bekchanova è stata arrestata in Turchia con l’intento di deportarla in Turkmenistan. La deportazione è stata rinviata, ma il suo status esatto era ancora sconosciuto a fine anno.
Ad aprile, i blogger e attivisti turkmeni Alisher Sakhatov e Abdulla Orusov sono stati arrestati in Turchia e posti in un centro di deportazione. A luglio sono scomparsi dal centro e probabilmente sono stati rimpatriati segretamente in Turkmenistan. A fine anno, nessuno dei due paesi ne aveva fatto sapere la sorte o l’ubicazione.
Il videoblogger Didar Amansakhatov era scomparso a novembre, dopo che aveva criticato i prezzi della carne. È stato poi riportato che era morto in circostanze poco chiare, facendo sorgere il sospetto che fosse stato vittima di arresto arbitrario, tortura e uccisione illegale.
Le autorità hanno ignorato una comunicazione della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani riguardo al ricovero forzato e al presunto tentativo di avvelenamento della giornalista Soltan Achilova, a quanto pare per impedirle di partecipare a un evento internazionale sui diritti umani.
Fonti mediatiche hanno riferito che le autorità della provincia di Balkan hanno vietato agli studi legali privati e alle tipografie di aiutare i clienti a scrivere, stampare o copiare appelli al presidente, minacciando di revocare loro la licenza per mancata conformità.
Le autorità hanno continuato a imporre divieti di viaggio arbitrari, anche nei confronti di persone sospettate di dissenso e delle loro famiglie. A gennaio, una decisione arbitraria di un organo governativo non divulgato ha impedito al giornalista indipendente Nurgeldy Khalykov di lasciare il Turkmenistan. Il fratello e la sorella dell’attivista Murat Dushemov sono stati arbitrariamente privati del permesso di lasciare il paese.
Il Turkmenistan ha continuato a utilizzare la detenzione prolungata in incommunicado, che può equivalere a sparizione forzata, e non ha rilasciato prigionieri che avevano finito di scontare la pena, tra cui decine di persone accusate di aver partecipato, nel 2002, al presunto tentativo di assassinio dell’allora presidente Saparmurat Niyazov. Le autorità hanno persistito nel rifiuto di divulgarne status, sorte o ubicazione o di indagare sulle loro sparizioni.
Durante la revisione di aprile, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha espresso profonda preoccupazione per le segnalazioni di pratiche diffuse di tortura e maltrattamento, tra cui percosse, negazione di cure mediche e isolamento prolungato nei luoghi di detenzione.
Non è stato effettuato alcun controllo indipendente delle istituzioni penitenziarie da parte di osservatori nazionali o internazionali.
Secondo le denunce, i detenuti ritenuti omosessuali sono stati sottoposti a test anali in violazione del divieto di tortura e maltrattamento.
I rapporti sessuali consensuali tra uomini sono rimasti un reato, punibile con la reclusione fino a due anni.
Secondo quanto riferito, i servizi di sicurezza hanno detenuto e sottoposto a tortura e maltrattamento più di 20 uomini e adolescenti presunti gay per estorcere loro denaro. Le autorità avrebbero anche arrestato donne e ragazze ritenute lesbiche e fatto pressioni sulle loro famiglie affinché “le facessero sposare” il prima possibile.
Sono perdurati gravi problemi di accesso all’acqua per l’agricoltura e altri bisogni, che hanno compromesso la sicurezza alimentare e lo sviluppo economico. I fattori che contribuiscono alla scarsità d’acqua includevano la mancanza di una strategia globale sull’acqua, l’incapacità delle autorità di manutenere e migliorare le infrastrutture idriche e l’uso inefficiente delle risorse idriche in agricoltura.
Il Turkmenistan ha continuato a dipendere dal gas per la produzione di elettricità e altri usi. Secondo le Nazioni Unite, l’economia turkmena è stata quella che ha prodotto maggiori emissioni di carbonio nella regione, circostanza che ha messo a rischio gli impegni del paese per ridurre la propria impronta climatica, nell’ambito dell’Accordo di Parigi e del Global Methane Pledge.
Il Turkmenistan ha perseguito piani per espandere ulteriormente la produzione di gas naturale, anche attraverso lo sviluppo del grande giacimento di Galkynysh.