Ghana - Amnesty International Italia

Ultime notizie sul paese

 

REPUBBLICA DEL GHANA

Capo di stato e di governo: John Dramani Mahama

Hanno destato preoccupazione le violazioni dei diritti delle donne e dei minori, la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e le lacune legislative in relazione alla tutela dei diritti umani. Le persone Lgbti hanno continuato ad affrontare discriminazioni, violenze e vessazioni da parte della polizia. Sono state emesse condanne a morte.

 CONTESTO

A giugno, la situazione dei diritti umani del Ghana è stata esaminata per la prima volta dal Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, al fine di valutare la sua conformità con gli obblighi sanciti dall’Iccpr.

A settembre, il Ghana ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, che prevede un sistema di visite regolari ai luoghi di detenzione del paese, quale misura per proteggere i detenuti e i prigionieri da tortura e altri maltrattamenti. Le elezioni politiche si sono tenute a dicembre; Nana Akufo-Addo del Nuovo partito patriottico è stato eletto presidente.

 LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

A febbraio, è stata sottoposta all’esame del parlamento la proposta di legge sull’intercettazione dei pacchetti postali e dei messaggi telematici del 2015. Il documento proponeva l’intercettazione di tutte le comunicazioni con finalità non ben definite di “proteggere la sicurezza nazionale” e di “combattere la criminalità in generale”. Organizzazioni della società civile hanno espresso preoccupazione per il fatto che la mancanza di una chiara definizione avrebbe conferito alle autorità ampi poteri discrezionali d’intercettare le comunicazioni, sostenendo anche che il progetto legislativo non conteneva sufficienti garanzie.

Il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha dichiarato che il Ghana avrebbe dovuto accelerare l’approvazione del disegno di legge sul diritto all’informazione, assicurando la sua conformità con i princìpi sanciti dall’Iccpr.

 DIRITTI DELLE DONNE

Il Comitato per i diritti umani ha sollevato preoccupazioni in merito alle disposizioni legislative che discriminavano le donne in materia di proprietà di beni, accesso a forme ufficiali di credito ed eredità. Ha inoltre rilevato ritardi nell’adozione del progetto di legge sui diritti di proprietà della sposa, il cui testo era stato depositato in parlamento nel 2013. Ha anche formulato una serie di raccomandazioni riguardanti la violenza domestica, tra cui l’introduzione di ulteriori disposizioni legislative, al fine di consolidare l’implementazione della legge sulla violenza domestica, in vigore dal 2007, l’aumento dei servizi sociali e delle case rifugio per le donne sopravvissute a violenza domestica e il miglioramento nelle indagini e nelle azioni penali per questi casi.

 DIRITTI DEI MINORI

Il Comitato per i diritti umani e le organizzazioni della società civile hanno ribadito le loro preoccupazioni per la persistenza del lavoro minorile. Il Comitato ha sollecitato le autorità a indagare sulle peggiori forme di lavoro minorile e ad aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sulla problematica attraverso campagne di sensibilizzazione.

 USO ECCESSIVO DELLA FORZA

Il Comitato per i diritti umani ha raccomandato al Ghana di elaborare un meccanismo indipendente con l’incarico d’indagare sulla presunta cattiva condotta da parte degli agenti di polizia, oltre che misure per assicurare l’allineamento del proprio ordinamento legislativo ai Princìpi fondamentali sull’uso della forza e delle armi da fuoco da parte delle agenzie di sicurezza.

 DIRITTO ALLA SALUTE

Il Comitato per i diritti umani ha espresso preoccupazione per lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, come alcuni dei principali fattori che contribuivano a un inadeguato trattamento medico dei pazienti affetti da malattie mentali, e per le deplorevoli condizioni all’interno degli istituti psichiatrici pubblici. Ha inoltre evidenziato i suoi timori rispetto alle centinaia di “campi di preghiera” privati non autorizzati, che si occupavano di persone ammalate, in particolare quelle affette da patologie mentali, e che operavano con scarsa vigilanza e al di fuori di qualsiasi norma di legge. Il Comitato ha riscontrato che all’interno di questi campi erano stati segnalati episodi di tortura e altro maltrattamento, compreso l’incatenamento e l’uso di strumenti di contenzione.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER

E INTERSESSUATE

Le relazioni sessuali consensuali tra uomini sono rimaste reato. Organizzazioni locali hanno denunciato che le persone Lgbti continuavano a essere vittime di episodi di vessazione da parte della polizia, oltre che di discriminazione, violenza e ricatti all’interno della comunità in generale.

 PENA DI MORTE

I tribunali hanno emesso nuove condanne a morte, sebbene l’ultima esecuzione risalga al 1993. Il Ghana ha mantenuto nel suo ordinamento l’obbligatorietà della pena capitale per alcuni reati, malgrado il fatto che il Comitato per i diritti umani avesse condannato l’imposizione obbligatoria della pena di morte. Il principale braccio della morte per gli uomini del paese continuava a essere caratterizzato da condizioni di sovraffollamento e dalla negazione dell’accesso dei prigionieri a determinate attività, come sport e istruzione.

Le proposte avanzate dalla commissione per l’attuazione della riforma costituzionale per l’abolizione della pena di morte sono rimaste in stallo, a seguito dei ritardi del processo di revisione costituzionale.

Continua a leggere