Guinea - Amnesty International Italia

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REPUBBLICA DI GUINEA

Capo di stato: Alpha Condé

Capo di governo: Mamady Youla

Le forze di sicurezza hanno fatto uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici e vessato persone che avevano espresso il loro dissenso. Sono stati segnalati episodi di tortura e altro maltrattamento. Le forze di sicurezza hanno continuato a godere dell’impunità per le violazioni dei diritti umani. È stata abolita la pena di morte per i reati comuni. Il matrimonio precoce o forzato è stato reso reato.

CONTESTO

Il rinvio delle elezioni locali a febbraio 2017 ha mantenuto un clima di alta tensione politica e sociale. Le ultime elezioni locali si erano svolte nel 2005.

USO ECCESSIVO DELLA FORZA

Il 17 giugno, un camionista è stato maltrattato in pubblico dai soldati e l’episodio ha scatenato un’ondata di proteste spontanee nella città settentrionale di Mali. L’esercito è intervenuto facendo uso eccessivo della forza per disperdere i manifestanti, impiegando tra l’altro armi da fuoco e manganelli. Nell’arco di due giorni, sono rimaste ferite almeno 14 persone, comprese quattro colpite da proiettili veri. Il 16 novembre, 11 soldati sono stati formalmente accusati di vari reati, tra cui aggressione aggravata, saccheggio e incendio doloso.

Il 16 agosto, la polizia ha fatto fuoco uccidendo Thierno Hamidou Diallo, il quale era affacciato al balcone di casa nella capitale Conakry durante una pacifica protesta di massa, a cui hanno partecipato tra 500.000 e 700.000 sostenitori dell’opposizione. Il ministro della Sicurezza ha annunciato che in relazione all’uccisione era stato arrestato un poliziotto[1].

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Le forze di sicurezza hanno vessato e arbitrariamente arrestato persone che avevano espresso apertamente il loro dissenso.

Il 24 marzo, Jean Dougou Guilavogui e altri quattro sindacalisti sono stati condannati a sei mesi di reclusione e al pagamento dei danni per diffamazione e “oltraggio al presidente”. Jean Dougou Guilavogui è stato rilasciato il 25 marzo per aver già scontato il periodo di pena e i suoi colleghi sono stati rimessi in libertà l’8 aprile[2].

Il 22 giugno, il tribunale di Kankan ha multato il giornalista Malick Bouya Kébé per un milione di franchi guineani (all’incirca 100 euro) per complicità in “oltraggio al presidente” per non aver interrotto un ascoltatore mentre criticava il capo dello Stato durante la messa in onda di un programma in diretta telefonica. Il suo ospite, anch’egli giornalista, è stato condannato in contumacia a un anno di reclusione e al pagamento di un’ammenda pari a 1,5 milioni di franchi guineani (circa 150 euro), per “oltraggio al presidente”. Entrambi sono stati processati senza la presenza di un avvocato.

Il 25 giugno, il giornalista Malick Diallo stava coprendo la notizia di una riunione del partito di governo a Conakry, che vedeva la partecipazione del presidente Condé. Una guardia presidenziale gli ha chiesto di consegnargli la fotocamera. Al suo rifiuto, il giornalista è stato spinto a bordo di un’auto e portato presso il comando della guardia presidenziale, dove è stato percosso e minacciato. Prima di rilasciarlo, le guardie gli hanno preso la fotocamera e cancellato alcune delle foto che aveva scattato. La polizia si è rifiutata di registrare la sua denuncia.

Il nuovo codice penale, adottato il 4 luglio, ha introdotto il reato di oltraggio, diffamazione e insulto, anche nei confronti di personalità pubbliche, con pene detentive fino a cinque anni e il pagamento di un’ammenda. Alcune disposizioni dalla formulazione vaga avrebbero potuto permettere di perseguire penalmente chiunque avesse espresso il proprio dissenso o fatto emergere violazioni dei diritti umani, compresi giornalisti e difensori dei diritti umani.

La legge sui reati informatici e la protezione dei dati personali, approvata il 2 giugno, ha reso un reato l’insulto telematico, la divulgazione e la trasmissione d’“informazioni false”, oltre che la produzione, distribuzione o il trasferimento a terze parti di dati “che potrebbero disturbare la legge e l’ordine o la pubblica sicurezza o mettere a repentaglio la dignità umana”. La nuova legge ha equiparato la rivelazione di dati “che dovrebbero essere mantenuti confidenziali” per motivi di sicurezza nazionale, al reato di tradimento o spionaggio, punibile con l’ergastolo. Questa disposizione si prestava a essere utilizzata contro gli informatori[3].

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI

Sono stati segnalati episodi di tortura e altri maltrattamenti.

Il 4 marzo, Ibrahima Diogo Sow è stato arrestato e condotto presso il comando della brigata anticriminalità a Kipé, un quartiere di Conakry. Le forze di sicurezza lo hanno appeso con le mani e i piedi legati a una trave di legno e per tre giorni lo hanno picchiato con il calcio dei fucili e verghe di legno. Nonostante Ibrahima Diogo Sow avesse sporto formale denuncia, le autorità non hanno intrapreso alcuna azione e a fine anno si trovava ancora in detenzione.

Il 26 giugno, tre gendarmi hanno arrestato Oumar Sylla a Conakry e lo hanno portato in un edificio dove erano di stanza. Lo hanno legato mani e piedi dietro la schiena e uno di loro prima lo ha accoltellato al fianco sinistro e poi gli ha versato acqua bollente sul torace. I gendarmi gli hanno quindi chiesto di confessare di aver rubato una motocicletta ma egli si è rifiutato di farlo. Il giorno dopo, lo hanno portato al comando della gendarmeria Eco III, dove è stato percosso con cinture. Temendo per la sua vita, Oumar Sylla ha confessato e firmato una dichiarazione che, come ha poi affermato, non aveva compreso.

Il nuovo codice penale ha introdotto il reato di tortura e lo ha reso punibile fino a 20 anni di carcere. Tuttavia, alcuni reati codificati dal diritto internazionale, come stupro, scosse elettriche, bruciature, mantenimento in posizioni di stress, privazione sensoriale, esecuzioni simulate e annegamento simulato, sono stati classificati come “trattamento crudele e disumano”, senza specificarne le pene previste.

PENA DI MORTE

Il nuovo codice penale ha abolito la pena di morte per i reati ordinari. Il codice di giustizia militare continuava a prevedere la pena capitale per reati commessi in situazioni eccezionali, come il tradimento e la rivolta in tempo di guerra o stato d’emergenza. L’assemblea nazionale stava esaminando un progetto di legge per la cancellazione di queste disposizioni.

IMPUNITÀ

Sono stati compiuti pochi progressi nel processo riguardante il massacro nel Grande Stade di Conakry, risalente al 2009, in cui le forze di sicurezza uccisero oltre 100 manifestanti pacifici e ne ferirono almeno 1.500. Decine di donne furono stuprate.

Nessuno dei membri delle forze di sicurezza sospettati di aver fatto uso eccessivo della forza contro manifestanti pacifici dell’opposizione, provocando morti e feriti tra il 2011 e il 2016, è stato chiamato davanti alla giustizia[4].

Non sono state condotte indagini nei confronti dei membri delle forze di sicurezza coinvolti nello stupro e altre forme di tortura, nel sistematico saccheggio e nella contaminazione delle falde acquifere nel villaggio di Womey, nella regione di Nzérékoré, a settembre 2014.

Non ci sono stati progressi nel processo a carico di quattro membri delle forze di sicurezza, incriminati per l’uccisione di sei persone durante uno sciopero in una miniera di Zogota, nel 2012.

Il nuovo codice penale conteneva riferimenti formulati in maniera vaga ad azioni giustificabili come “legittima difesa”, oltre che nuove disposizioni definite “stato di necessità”, che avrebbero potuto proteggere membri delle forze di sicurezza che avessero causato morti o feriti con un uso eccessivo della forza.

DIRITTI DELLE DONNE

Il nuovo codice penale ha reso reato il matrimonio precoce o forzato, innalzando a 18 anni l’età minima legale per il matrimonio. Tuttavia, permaneva una certa ambiguità in quanto il codice faceva riferimento a un “matrimonio secondo le usanze” per i minori di 16 anni. Secondo i dati riportati nell’ultimo studio dell’Unfpa, la Guinea deteneva uno dei tassi di matrimoni precoci più alti del mondo, con tre ragazze su cinque sposate prima dei 18 anni.

[1] Guinée: Consternation face à la mort d’un homme par balle (news, 17 agosto).

[2] Guinée: La condamnation de cinq syndicalistes est une violation du droit à la liberté d’expression (news, 25 marzo).

[3] Guinea: New criminal code drops death penalty but fails to tackle impunity and keeps repressive provisions (news, 5 luglio).

[4]  Guinea: One year on, no justice for election violence (news, 10 ottobre).

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