Madagascar - Amnesty International Italia

Ultime notizie sul paese

 

REPUBBLICA DEL MADAGASCAR

Capo di stato: Hery Rajaonarimampianina

Capo di governo: Olivier Mahafaly Solonandrasana

(subentrato a Jean Ravelonarivo ad aprile)

Nel paese la povertà era endemica, con diffuse situazioni di malnutrizione e un peggioramento del servizio medico di base. I diritti dei minori sono stati costantemente disattesi. La polizia ha commesso violazioni dei diritti umani nell’impunità e funzionari corrotti sono stati coinvolti in attività di contrabbando. Le donne hanno continuato a essere discriminate nella legge e nella prassi. Il diritto alla libertà d’espressione è stato limitato. Le condizioni di detenzione hanno continuato a essere pessime.

 CONTESTO

Il Madagascar si è sforzato di superare l’instabilità derivante da una crisi politica ormai quinquennale. Ad aprile, dopo varie settimane di scontro politico, Olivier Mahafaly Solonandrasana è subentrato a Jean Ravelonarivo alla carica di primo ministro.

Gli alti tassi di povertà estrema hanno condizionato la vita della maggioranza della popolazione, con una percentuale stimata del 91 per cento di malgasci costretti a vivere con meno di due dollari Usa al giorno. Un periodo di siccità nel sud del paese ha aggravato la già spaventosa crisi umanitaria. Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, 1,2 milioni di persone nel sud del paese (circa l’80 per cento della popolazione) versavano in condizioni di insicurezza alimentare e, di queste, 600.000 in una situazione d’insufficienza alimentare grave.

 DIRITTO ALLA SALUTE

I tassi di mortalità neonatale e materna sono rimasti molto alti e il deterioramento del sistema di assistenza sanitaria di base è stato il principale ostacolo all’accesso anche ai servizi per la salute più elementari. La carenza di acqua potabile e la scarsa qualità dei servizi igienico-sanitari e dei protocolli d’igiene sono stati motivo di particolare preoccupazione, soprattutto a fronte del livello di malnutrizione cronica.

 DIRITTI DEI MINORI

Il 47 per cento dei bambini malgasci soffriva di ritardo della crescita e una percentuale vicina al 10 per cento di malnutrizione acuta.

In un contesto in cui le famiglie cercavano di far fronte all’impatto della siccità, sono stati segnalati livelli allarmanti di sfruttamento minorile a scopo economico, con bambini costretti a lavorare nelle miniere e a custodire il bestiame, oltre a un incremento dei casi di sfruttamento sessuale e matrimonio precoce. Secondo i dati forniti dall’Unicef, in alcune comunità, i tassi di abbandono scolastico nelle scuole primarie toccavano il 40 per cento.

La tratta di minori a scopo di sfruttamento sessuale, spesso con il coinvolgimento dei familiari, non si è interrotta ed era diffusa soprattutto nelle destinazioni turistiche e in prossimità dei siti minerari.

 IMPUNITÀ

Il governo non ha provveduto ad assicurare il rispetto del principio di legalità, lasciando che le violazioni dei diritti umani fossero commesse nell’impunità. Nel sud del paese poliziotti, abitanti dei villaggi e ladri di bestiame armati (dahalos) hanno continuato a essere coinvolti in scontri violenti dall’esito spesso mortale, provocando vittime tra i civili.

Organizzazioni della società civile hanno denunciato la mancanza di un libero ed equo accesso alla giustizia, la corruzione dei funzionari governativi e il loro coinvolgimento in attività di contrabbando.

Il Madagascar ha continuato a essere un paese di provenienza delle vittime di lavoro forzato e della tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale. Nonostante i recenti sforzi, il governo non ha provveduto ad adottare misure in grado di prevenire la tratta, proteggere le vittime e perseguire i sospetti trafficanti, compresi funzionari compiacenti.

 DIRITTI DELLE DONNE

La legge sulla nazionalità ha negato alle donne il diritto di trasmettere la nazionalità ai loro figli, un diritto che è al contrario garantito agli uomini, determinando così numerosi casi di persone apolidi.

La prevalenza di leggi consuetudinarie ha favorito pratiche tradizionali dannose come i matrimoni combinati, forzati e precoci. Donne e ragazze hanno continuato a essere vittime di violenza sessuale o altra violenza fisica ma le relative denunce e procedimenti giudiziari sono rimaste rare. Gli sforzi per prevenire la violenza di genere e fornire un adeguato livello di assistenza e trattamento medico alle vittime hanno continuato a essere inadeguati.

 LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Dopo mesi di proteste da parte di giornalisti e organizzazioni della stampa estera, ad agosto la Corte costituzionale ha approvato una bozza di legge per un nuovo codice dell’informazione. Il controverso codice puniva con pesanti sanzioni amministrative reati come oltraggio, diffamazione o insulti rivolti a un pubblico ufficiale.

Attivisti impegnati nella difesa dell’ambiente hanno denunciato di essere stati vittime di minacce e vessazioni per aver parlato apertamente di alcune problematiche, come il traffico di legno di palissandro e di specie a rischio d’estinzione. Hanno inoltre denunciato l’assenza di protezione da parte del governo.

 CONDIZIONI CARCERARIE

Le condizioni di vita all’interno degli istituti di pena del paese continuavano a essere pessime, con un grave sovraffollamento e infrastrutture inadeguate. Quasi la metà della popolazione carceraria era affetta da un grado di malnutrizione da moderato a grave.

Circa la metà dei reclusi era ancora in attesa di giudizio, con il periodo di detenzione preprocessuale che in molti casi superava il periodo massimo di pena previsto dalla sentenza.

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