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Repubblica del Benin

Capo di stato e di governo: Patrice Athanase Guillaume Talon

Le autorità hanno continuato a limitare i diritti alla libertà d’espressione e di riu- nione pacifica. Quattordici prigionieri sono rimasti nel braccio della morte, nono- stante l’abolizione della pena capitale. Le autorità hanno limitato le visite dei gruppi della società civile negli istituti di pena. Il Benin ha aderito alla campagna lanciata dall’Au per porre fine ai matrimoni precoci.

Contesto

Ad aprile, l’assemblea nazionale ha respinto una proposta di legge su iniziativa presidenziale, che mirava a emendare la costituzione. Il documento conteneva disposizioni che limitavano la carica del presidente a un mandato di sei anni non rinnovabile e rendevano il presidente e i membri del parlamento immuni da misure restrittive, come il fermo di polizia o la custodia cautelare.
A novembre, la situazione dei diritti umani del Benin è stata analizzata secondo l’Upr delle Nazioni Unite. Il governo ha accettato 91 raccomandazioni e preso nota di altre sette, incluse le richieste di aumentare gli sforzi per prevenire il ricorso alle detenzioni arbitrarie, le esecuzioni extragiudiziali e l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza; di assicurare che tutte le leggi nazionali fossero in linea con gli standard internazionali in materia di libertà d’espressione e libertà di stampa; e d’intraprendere azioni per prevenire la sospensione degli organi di stampa.

Libertà d’espressione e riunione nella Repubblica del Benin

A gennaio, Radio Soleil Fm, E-Tele ed Eden Tv hanno ripreso le trasmissioni. Le tre emittenti erano tra i sette organi di stampa chiusi a novembre 2016 dall’alta autorità per le comunicazioni audiovisive (Haute Autorité de l’audiovisuel et de la communication – Haac). Gli altri quattro, che trasmettevano dall’estero, Sikka Tv, la Chrétienne Tv, Unafrica Tv e La Béninoise, sono rimasti chiusi. A maggio, il tribunale di primo grado di Cotonou ha multato il presidente dell’Haac per una somma di 50 milioni di franchi Cfa (circa 89.648 dollari Usa), in relazione alla chiusura di Sikka Tv.
Il 17 febbraio, la polizia ha impiegato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di studenti dell’università di Abomey-Calavi, che si erano radunati presso un hotel di Abomey-Calavi, una località alla periferia di Cotonou, allo scopo di tenere un’assemblea generale e una conferenza stampa e per protestare pacificamente contro la messa al bando di tutte le attività dei sindacati studenteschi in vigore dall’ottobre 2016.

Detenzione nella Repubblica del Benin

Gli istituti di pena erano sovraffollati: nel penitenziario civile di Abomey, nel distretto di Zou, i detenuti erano il triplo della capacità massima per la quale era stato costruito, mentre nel carcere civile di Kandi il loro numero era il doppio di quello consentito. Dei 7.179 reclusi del paese, circa 4.500 erano in attesa di giudizio. Ad aprile, il ministero della Giustizia ha diramato una direttiva che limitava l’accesso ai centri di detenzione da parte delle Ngo, dei gruppi religiosi e della società civile. Le autorizzazioni per le visite da parte di questi gruppi avevano una durata massima di tre mesi e potevano essere rinnovate solo a condizione che il gruppo presentasse una relazione sulle sue attività, che avrebbe dovuto essere approvata dal direttore del carcere, il quale aveva anche la facoltà di trasmettere le proprie osservazioni all’attenzione del ministro della Giustizia o di rifiutarsi di firmare la relazione.

Pena di morte nella Repubblica del Benin

Il governo non ha provveduto ad adottare le disposizioni legislative necessarie per cancellare dall’ordinamento giuridico la pena di morte, nonostante questa fosse stata abolita dalla Corte costituzionale nel 2016. Tuttavia, ha accettato le raccomandazioni nel contesto del processo dell’Upr di commutare tutte le condanne a morte e di accelerare l’adozione di disposizioni secondo il nuovo codice penale per abolire la pena di morte. A fine anno, nel braccio della morte c’erano ancora 14 prigionieri. Le loro condizioni di detenzione erano leggermente migliorate nel corso dell’anno, dopo una diminuzione delle restrizioni imposte in precedenza alle attività all’aperto*.

Diritti dei minori nella Repubblica del Benin

A giugno, il Benin è diventato il 20° paese aderente alla campagna lanciata dell’Au per porre fine ai matrimoni precoci. Uno degli obiettivi della campagna era educare le comunità in merito agli effetti negativi di tale pratica. Nonostante la legislazione interna del Benin vieti espressamente il matrimonio prima dei 18 anni, il 32 per cento del- le ragazze continuava a sposarsi prima di avere raggiunto questa età e il nove per cento anche prima dei 15 anni. A novembre, il governo ha accettato una raccomandazione emessa durante il processo dell’Upr di velocizzare l’implementazione di una legge che avrebbe affrontato pratiche dannose per i minori, inclusi i matrimoni precoci e forzati.

* Living in limbo: Benin’s last death row prisoners (ACT 50/4980/2017).

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