Malawi - Amnesty International Italia

Repubblica del Malawi

Capo di stato e di governo: Arthur Peter Mutharika

Sono riprese le aggressioni contro le persone albine e, durante l’anno, due sono state uccise. Sono aumentati i casi di violenza di genere. Le persone Lgbti hanno continuato a vivere nel timore di subire vessazioni e aggressioni. Una proposta di legge ha minacciato di ridurre al silenzio le Ngo e le organizzazioni della società civile impegnate in tematiche riguardanti i diritti umani e la governance del paese.

Discriminazione nella Repubblica del Malawi

Dopo un’interruzione durata sette mesi, a gennaio c’è stata una ripresa delle aggressioni contro le persone con albinismo. Due persone sono state uccise: il 10 gennaio, Madalitso Pensulo, un adolescente, è stato ucciso nel villaggio di Mlonda, nel distretto di Tyolo; a febbraio, a Lilongwe è stato trovato il cadavere di Mercy Zainabu Banda, alla quale erano stati tagliati un polso, il seno destro e i capelli. A marzo, due fratelli sono stati accoltellati a Nsanje. Al 30 agosto, erano 20 i casi di omicidio di persone affette da albinismo avvenuti dal 2014 e ancora irrisolti.

Violenza contro donne e ragazze Repubblica del Malawi

Sono proseguiti gli episodi di violenza di genere e, solo tra agosto e settembre, sarebbero stati registrati sette femminicidi. Il 14 settembre, circa 150 donne hanno partecipato a una marcia nazionale per protestare contro gli allarmanti livelli di violenza di genere. Il ministero delle Pari opportunità, dei minori, dei disabili e delle politiche sociali ha espresso pubblicamente le proprie preoccupazioni per queste uccisioni.

Una delle manifestanti, Beatrice Mateyo, è stata arrestata e incriminata per avere mostrato un cartellone che riportava “scritte offensive e oscene”. È stata formalmente accusata di “oltraggio al pudore della donna”, ai sensi della sezione 137(3) del codice penale e rilasciata su cauzione il giorno stesso. Se ritenuta colpevole, rischiava una condanna fino a un anno di reclusione.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate nella Repubblica del Malawi

Sono continuate le vessazioni e le aggressioni contro le persone Lgbti. A gennaio, il portavoce del Partito popolare, Kenneth Msonda, ha affermato pubblicamente che “i gay erano peggio dei cani e dovevano essere uccisi”. Alcuni attivisti gli hanno intentato causa per istigazione alla violenza contro le persone gay e lesbiche. A fine anno, la Corte costituzionale stava valutando se convalidare o meno le imputazioni a suo carico.

Ad agosto, un ragazzo di 12 anni ha smesso di andare a scuola dopo essere stato vittima di ripetute vessazioni e aggressioni. In uno di questi episodi, gli erano state scagliate contro delle pietre e in un altro qualcuno gli aveva urinato addosso. Il ragazzo e la sua famiglia vivevano nel timore che potesse essere ucciso.

Le relazioni sessuali tra adulti consenzienti sono rimaste un reato. Tuttavia, la vice procuratrice generale è intervenuta ad aprile, dopo che note figure politiche ed ecclesiastiche avevano tenuto una protesta contro le persone Lgbti. La Commissione per i diritti umani del Malawi si è dimostrata favorevole all’avvio di consultazioni pubbliche in vista di una possibile riforma della legge.

Difensori dei diritti umani nella Repubblica del Malawi

Proposte di emendamento alla legge sulle Ngo erano ancora all’esame del parlamento. Queste modifiche, che introducevano una serie di controlli ampi, eccessivi, intrusivi e arbitrari sulle attività delle Ngo, avrebbe potuto avere l’effetto di mettere a tacere le persone critiche, tra cui i gruppi impegnati nella tutela dei diritti umani.

Se convertita in legge, la nuova normativa avrebbe creato una direzione per le Ngo presso il ministero delle Pari opportunità, dei minori, dei disabili e delle politiche sociali, dotata di ampi poteri discrezionali, come la facoltà di approvare le richieste di finanziamento inoltrate dalle Ngo ai donatori e di accertare che questo tipo di richieste fossero in linea con le politiche del governo e finalizzate “all’avanzamento del pubblico interesse”.

Le Ngo avrebbero avuto l’obbligo di registrarsi presso la direzione delle Ngo, che avrebbe avuto il potere di annullare la loro registrazione. Inoltre, le Ngo sarebbero state tenute a firmare un protocollo d’intesa con le amministrazioni locali prima di lavorare con le comunità.

Continua a leggere

Ultime notizie sul paese