Mozambico - Amnesty International Italia

Repubblica del Mozambico

Capo di stato e di governo: Filipe Jacinto Nyusi

Lo scandalo dei prestiti nascosti del governo ha gettato il paese in piena crisi economica. L’insicurezza alimentare si è aggravata a causa dell’acquisizione su vasta scala di terreni agricoli a favore dell’industria estrattiva, che ha sottratto alla gente le terre da cui dipendeva la loro sussistenza. Persone che avevano espresso il loro dissenso od opinioni critiche sono state ancora una volta al centro di attacchi e intimidazioni da parte di individui non identificati o delle forze di sicurezza. Circa 30.000 persone affette da albinismo hanno dovuto affrontare discriminazioni e hanno temuto per la loro vita; almeno 13 sono state uccise. La violenza contro donne e ragazze è rimasta un fenomeno dilagante.

Contesto

Il tribunale amministrativo e la commissione parlamentare d’inchiesta sulla situazione del debito pubblico hanno stabilito nel 2016 che le garanzie sui prestiti non dichiarati del governo, pari a 2,2 miliardi di dollari Usa, destinati a società del settore della difesa e della sicurezza, erano illecite e incostituzionali. L’esistenza dei prestiti non dichiarati era emersa ad aprile 2016; secondo alcune proiezioni, questi avrebbero fatto salire il debito pubblico al 135 per cento del Pil durante il 2017. La moneta nazionale ha subìto una svalutazione e i prezzi al consumo sono aumentati drasticamente, con una situazione aggravata da un’economia basata sulle importazioni.

I vertici del governo hanno ostacolato la verifica forense dei prestiti, che era stata richiesta dai donatori internazionali allo scopo di restituire la fiducia e ripristinare l’erogazione degli aiuti finanziari. I donatori hanno di conseguenza ritirato i loro aiuti, nell’attesa che il governo mozambicano collaborasse e facesse chiarezza.

La tregua raggiunta a dicembre 2016 tra il governo, guidato dal Fronte di liberazione del Mozambico (Frente da libertacão de Moçambique – Frelimo), e il principale partito d’opposizione, Resistenza nazionale mozambicana (Resistência nacional moçambicana – Renamo) ha retto per tutto il 2017, dopo tre anni di violenti scontri. Sono proseguiti i negoziati di pace sul decentramento dei poteri del governo. I rapporti tra i leader dei due schieramenti sono rimasti tesi; il leader della Renamo, Afonso Dhlakama, ha accusato il presidente Nyusi di non aver provveduto a ritirare le truppe governative dalla regione di Gorongosa nei tempi concordati.

Dispute sulla terra nella Repubblica del Mozambico

Le compagnie minerarie hanno acquisito i terreni che gli abitanti delle aree rurali utilizzavano per la loro sussistenza e per procurarsi cibo e acqua, aggravando la già esistente insicurezza alimentare che colpiva almeno il 60 per cento della popolazione delle campagne.

La Vale Mozambique, una società di estrazione del carbone, aveva iniziato nel 2013 a recintare i terreni di alcune aree, compresa quella di Nhanchere, nel distretto di Moatize, nella provincia di Tete, che gli abitanti locali utilizzavano per i pascoli delle loro mandrie e per la raccolta di legna da ardere. Il 13 giugno, Hussen António Laitone è morto sotto i colpi sparati dalla polizia di Nhanchere, durante una protesta pacifica degli abitanti contro l’acquisizione della terra per scopi minerari, benché non avesse preso parte alla protesta.

Libertà d’espressione e associazione nella Repubblica del Mozambico

Sono proseguiti gli episodi d’intimidazione e aggressione nei confron­ti di persone che avevano espresso opinioni dissenzienti o critiche.

Il 17 maggio, il giornalista e attivista dei diritti umani Armando Nenane è stato duramente picchiato dalla polizia antisommossa nella capitale Maputo. È stato aggredito per le sue opinioni in relazione al caso del cosiddetto G40, un gruppo che sarebbe stato creato durante il governo dell’ex presidente Guebuza, con lo scopo di screditare gli oppositori a vantaggio del governo. Prima del pestaggio, Armando Nenane aveva ricevuto minacce di morte telefoniche anonime. A fine anno non era stato ancora individuato alcun responsabile della sua aggressione.

Il 4 ottobre, Mahamudo Amurane, sindaco della città settentrionale di Nampula, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco davanti alla sua abitazione da un uomo non identificato. A seguito di disaccordi con la dirigenza del Movimento democratico del Mozambico (Movimento democrático de Moçambique – Mdm), Mahamudo Amurane aveva annunciato la sua intenzione di uscire dal partito per fondare un proprio movimento politico e di candidarsi nel tentativo di ottenere la rielezione alle elezioni municipali previste a ottobre 2018.

Il 2 dicembre, a Nampula, un uomo armato ha minacciato di uccidere Aunício da Silva, giornalista investigativo e direttore di Ikweli, una rivista settimanale. L’uomo armato lo ha accusato di aver pubblicato articoli che danneggiavano l’immagine di Carlos Saíde, candidato sindaco per l’Mdm a Nampula.

Discriminazione nella Repubblica del Mozambico

Secondo le stime, circa 30.000 persone affette da albinismo sono state vittime di discriminazioni e forme di ostracismo; molte di loro vivevano temendo per la loro vita. Sono aumentati gli episodi di persecuzione e le persone con albinismo uccise durante l’anno, di cui si è avuto notizia, sono state almeno 13, benché si ritenga che la cifra reale sia superiore. Queste uccisioni erano alimentate da superstizioni e credenze legate ai presunti poteri magici delle persone affette da albinismo. La maggior parte di questi omicidi è avvenuta nelle province centrali e settentrionali del paese, ovvero quelle più povere.

Un bambino di sette anni affetto da albinismo è stato ucciso il 31 gennaio da quattro uomini non identificati, che si erano introdotti nella sua casa e lo avevano rapito mentre i suoi familiari dormivano, nel distretto di Ngaúma, nella provincia di Niassa. Il 28 maggio, un gruppo di aggressori non identificati ha rapito un bambino di tre anni strappandolo a sua madre nel distretto di Angónia, nella provincia di Tete. Il 13 settembre, un giovane di 17 anni è stato ucciso allo scopo di ricavarne parti anatomiche e organi, nell’area di Benga, nel distretto di Moatize, nella provincia di Tete. Gli aggressori hanno asportato dal suo cadavere cervello, capelli e ossa del braccio. A fine anno nessuno dei responsabili delle uccisioni era stato arrestato o portato davanti alla giustizia.

Nonostante la profonda indignazione pubblica suscitata da questi casi, il governo non è intervenuto in modo adeguato per affrontare il problema. Benché esistesse una strategia finalizzata a porre fine a questo tipo di uccisioni, questa non è mai stata concretamente implementata, presumibilmente per mancanza di risorse.

Violenza contro donne e ragazze nella Repubblica del Mozambico

Nel paese, l’incidenza dei casi di femminicidio era molto elevata e frequentemente questo tipo di uccisioni avveniva per mano di uomini legati intimamente alle vittime o loro parenti. In diversi casi, i perpetratori di questi crimini hanno cercato di giustificare le loro azioni sostenendo che la vittima aveva compiuto rituali magici contro di loro.

Il 10 gennaio, un uomo di 31 anni ha pugnalato a morte la moglie ventisettenne con un coltello da cucina, nel quartiere di Inhagoia, alla periferia di Maputo. A febbraio, nel distretto di Vanduzi, nella provincia di Manica, un uomo di 27 anni ha decapitato con un machete sua madre, affermando di averlo fatto perché si era rifiutata di servirgli del cibo. A maggio, un uomo ha ucciso sua madre nel distretto di Guru, nella provincia di Manica, sostenendo che la donna aveva pronunciato contro di lui un sortilegio che lo aveva reso sessualmente impotente.

Ad agosto, due fratelli hanno ucciso la loro nonna di 70 anni nella località di Messano, nel distretto di Bilene, nella provincia di Gaza, dopo averla accusata di avere lanciato contro di loro una maledizione. A settembre, nel quartiere Centro Hípico, situato alla periferia di Chimoio, nella provincia di Manica, un uomo ha ucciso con una sbarra di ferro sua madre di 80 anni, dopo averla accusata di avergli fatto un incantesimo.

Sebbene, in tutti i casi sopracitati, i sospetti responsabili avessero ammesso di essere gli autori delle uccisioni, le autorità non sono intervenute per elaborare, finanziare e implementare una strategia in grado di combattere efficacemente la violenza contro le donne.

Continua a leggere

Ultime notizie sul paese