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CONFEDERAZIONE SVIZZERA

Capo di stato e di governo: Doris Leuthard (subentrata a Johann Schneider-Ammann a gennaio)

Migranti e richiedenti asilo le cui domande di asilo non sono state accolte sono stati rimpatriati in violazione del principio di non-refoulement.

Sono perdurate le preoccupazioni per l’uso sproporzionato della forza durante l’espulsione dei migranti.

Le proposte del governo per la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani hanno continuato a essere criticate perché non garantivano la sua indipendenza.

SVILUPPI LEGISLATIVI, COSTITUZIONALI O ISTITUZIONALI

Ad agosto, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione in merito all’“iniziativa per l’autodeterminazione”, un referendum che dovrebbe probabilmente tenersi nel 2018 e che potrebbe portare al predominio della costituzione federale sui trattati internazionali.

Il Comitato ha sollecitato la Svizzera a introdurre un meccanismo di controllo per garantire che i referendum siano conformi al diritto internazionale sui diritti umani, prima di essere sottoposti al voto popolare.

Il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani e il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, rispettivamente a maggio e giugno, hanno sollecitato la Svizzera a stabilire un’istituzione nazionale per i diritti umani pienamente indipendente, con un mandato sufficientemente ampio e risorse adeguate per rispettare i Princìpi relativi allo status delle istituzioni nazionali (Princìpi di Parigi).

Alcune Ngo hanno espresso preoccupazione per la mancanza di piena indipendenza dell’istituzione per i diritti umani proposta dal consiglio federale (governo) a giugno.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NELLA CONFEDERAZIONE SVIZZERA

Le autorità hanno rimandato diversi richiedenti asilo in altri stati membri dell’area di Schengen, applicando il regolamento Dublino III (una normativa comunitaria che stabilisce quale sia il paese membro dell’Eu responsabile dell’esame di una richiesta di asilo) ma senza tenere in debita considerazione i loro legami familiari in Svizzera.

Ad aprile, la Corte federale ha stabilito che la detenzione di due genitori afgani con il loro figlio neonato e la sistemazione di altri tre loro bambini in un orfanotrofio, risalenti al 2016, allo scopo di rimandare l’intera famiglia in Norvegia, aveva violato in modo sproporzionato il loro diritto alla vita familiare.

A ottobre, il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani ha chiesto alla Svizzera di migliorare l’identificazione e la protezione dei migranti e richiedenti asilo più vulnerabili e di applicare un approccio più sensibile verso il genere e i minori in tutte le decisioni e le misure relative a immigrazione e asilo.

Richiedenti asilo minori ospitati nei centri federali di accoglienza hanno continuato a vedersi negato l’accesso all’istruzione.

In diversi casi, la Corte europea dei diritti umani e il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura hanno stabilito che il rimpatrio di persone con richieste di asilo respinte o di migranti irregolari in Sri Lanka, Sudan e Turchia violava il principio del non-refoulement (rinvio forzato di persone in un paese in cui rischiano gravi violazioni dei diritti umani).

POLIZIA E FORZE DI SICUREZZA NELLA CONFEDERAZIONE SVIZZERA

Ad agosto, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha sollecitato la Svizzera a introdurre un meccanismo indipendente per i reclami, per esaminare le denunce di uso illegittimo della forza da parte della polizia e per raccogliere dati comprensivi e disaggregati sul numero di reclami, indagini e condanne.

Ha inoltre raccomandato l’introduzione di una norma che proibisse espressamente la tortura e la rendesse un reato a sé stante nel codice penale.

A luglio, pur notando alcuni miglioramenti, la commissione nazionale per la prevenzione della tortura ha espresso preoccupazione per l’uso eccessivo della forza da parte della polizia, in particolare nell’ambito delle operazioni di espulsione dei migranti.

DISCRIMINAZIONE NELLA CONFEDERAZIONE SVIZZERA

A marzo, la camera alta del parlamento federale (Consiglio degli stati) ha respinto un progetto di legge per vietare il velo integrale a livello nazionale.

Ad agosto, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha sollecitato la Svizzera a introdurre una legislazione completa contro la discriminazione. Ha inoltre raccomandato alla Svizzera di non sottoporre minori intersessuati a interventi medici per la determinazione del genere non necessari, senza il loro consenso.

DIRITTI DELLE DONNE NELLA CONFEDERAZIONE SVIZZERA

Ad agosto, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha raccomandato alla Svizzera di continuare a lottare contro la violenza domestica, le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati, di formare gli operatori della giustizia per affrontare i casi di violenza domestica e di facilitare il soggiorno nel paese delle donne migranti che hanno subìto violenza domestica.

A dicembre, la Svizzera ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (Convenzione di Istanbul).

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