Sudan: ha cercato di difendersi dallo stupro, ora è condannata a morte - Amnesty International Italia

Sudan: ha cercato di difendersi dallo stupro, ora è condannata a morte

23 maggio 2018

Tempo di lettura stimato: 2'

Approfondimento a cura del Coordinamento tematico sulla pena di morte. Per restare aggiornato iscriviti alla newsletter.

Il 10 maggio un tribunale del Sudan ha condannato a morte Noura Hussein, una ragazza di 19 anni che aveva ucciso per autodifesa il marito che l’aveva stuprata. Per Amnesty International, la sentenza è la prova che le autorità sudanesi non sono in grado di contrastare i matrimoni precoci e forzati – legali dopo i 10 anni di età – e lo stupro coniugale.

Noura Hussein era stata costretta a sposare, all’età di 16 anni, Abdulrahman Mohamed Hammad dopo che questi e il padre della ragazza avevano firmato un contratto di matrimonio. Di fronte alle resistenze della giovane di concedersi, il marito il 2 maggio 2007 ha invitato a casa due fratelli e un cugino perché lo aiutassero a stuprare Noura Hussein. Il giorno dopo, di fronte alla minaccia di una nuova violenza, Noura ha impugnato un coltello e ha colpito a morte l’uomo.

Il giudice di primo grado non ha avuto dubbi, ha applicato una legge del 1991 che non riconosce lo stupro coniugale: omicidio premeditato e pena di morte.

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cifre

I dati sulla pena di morte nel 2018

In totale 142 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. 56 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma quelli che eseguono condanne a morte sono assai di meno.

Le esecuzioni al maggio 2018*

*questa lista contiene soltanto i dati sulle esecuzioni di cui Amnesty International è riuscita ad avere notizia certa. In alcuni paesi asiatici e mediorientali il totale potrebbe essere molto più elevato.

Dal 2009, Amnesty International ha deciso di non pubblicare la stima delle condanne a morte e delle esecuzioni in Cina, dove questi dati sono classificati come segreto di stato. Ogni anno, viene rinnovata la sfida alle autorità cinesi di rendere disponibili queste informazioni che si ritiene essere nell’ordine di migliaia, sia di esecuzioni che di condanne a morte.

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Altre notizie

Giordania – La Giordania potrebbe presto diventare il primo paese del Medio Oriente senza pena di morte. Era il 2005, l’annuncio del Re Abdullah arrivava dopo molte pressioni internazionali. Appena due anni dopo, l’annuncio ufficiale della sospensione delle esecuzioni. Dal 2004, per otto anni, la Giordania ha potuto beneficiare della moratoria. Ma il 21 dicembre 2014, undici persone vengono messe a morte e il Ministro dell’Interno quel giorno spiega che l’unico deterrente a una crescita di reati violenti come omicidi e stupri è il ritorno alla pena di morte. Ma molti commentatori non credono a questa versione, semmai giocherebbe un ruolo importante il rapporto tra gli equilibri politici interni e la lotta contro Al-Qaeda, prima, il terrorismo internazionale, successivamente. Lo scorso anno, 15 persone sono state messe a morte, dieci delle quali per reati legati al terrorismo. (fonte: World Coalition Against the Death Penalty)

Iran – Un uomo identificato come Kiomars Nosuhi da Kermanshah è stato messo a morte il 30 aprile scorso nel carcere centrale di Isfahan. È stata la prima esecuzione per reati di droga dal 14 novembre 2017, da quando è in vigore la nuova legge che limita il ricorso alla condanna capitale in caso di reati di droga. Lo conferma Iran Human Rights. Accusato di essere il leader di una banda di trafficanti, la sua sentenza non è stata riesaminata come la nuova legislazione prevede. La sua esecuzione è avvenuta nonostante il giorno prima il pubblico ministero l’aveva esclusa parlando ai familiari. (fonte: Iran Human Rights)

Tunisia – Sono 77 i condannati a morte detenuti nelle prigioni tunisine. Lo ha rivelato il vicepresidente Chokri Letaief in occasione della presentazione del Rapporto annuale dell’Organizzazione contro la tortura in Tunisia. Letaief avrebbe anche dichiarato che alcuni di questi detenuti sono sottoposti a isolamento e subiscono pressioni psicologiche, maltrattamenti e torture nonostante un miglioramento della loro situazione rispetto al periodo precedente alla rivoluzione. La Tunisia osserva una moratoria sulle esecuzioni dal 1991, ma la pena di morte resto un argomento tabù nel Paese. Secondo un recente sondaggio, il 70% dei tunisini è a favore della pena capitale. (fonte: Containing death penalty in times of war on terror)

Dal mondo

20 aprileWalter Leroy Moody è stato messo a morte in Alabama con un’iniezione letale per due omicidi compiuti nel 1989 con attacchi dinamitardi. Aveva 83 anni. È la persona più anziana messa a morte negli Stati Uniti dal 1970, anno in cui venne reintrodotta la pena capitale. Finora il più anziano era John Nixon, la cui esecuzione avvenne nel 2005, all’età di 77 anni.

25 aprileQuattro uomini sono stati condannati a morte nella provincia occidentale irachena di Al Anbar perché ritenuti colpevoli di avere partecipato ad azioni armate dell’Isis. In particolare, secondo quanto si legge in un comunicato, i quattro avrebbero preso direttamente parte ad attacchi contro le forze di sicurezza e la popolazione civile a Fallujah e a Ramadi. Dalla proclamazione della vittoria contro lo Stato islamico, nel dicembre scorso, sono decine le condanne a morte di imputati accusati di aver fatto parte dell’Isis, anche se il numero esatto non si conosce. Tra i condannati alla pena capitale anche 21 donne turche e una tedesca.

14 maggio – Il Kenya punta a rendere il bracconaggio un reato punibile con la pena di morte. Il ministro locale per il turismo e la fauna selvatica Najib Balala, secondo quanto riferito dall’agenzia cinese Xinhua, ha annunciato che il Paese darà una corsia preferenziale alla legge che inasprisce la condanna per chi uccide elefanti, rinoceronti, leoni e altre specie animali. Secondo i dati riferiti dallo stesso ministro, il Kenya ha registrato nel 2017 l’uccisione di 60 elefanti e 9 rinoceronti.

Buone notizie

Nigeria – Il 29 marzo 2018 Ifeanyi Okowa, governatore dello stato del Delta, ha commutato in ergastolo 30 condanne a morte. Egli ha dichiarato di aver agito nello spirito della celebrazione pasquale e dopo aver preso in considerazione numerose richieste locali e internazionali, comprese quelle di Amnesty International.

Kuwait – Il 4 aprile 2018 l’emiro del paese ha commutato in ergastolo le condanne a morte inflitte a 15 cittadini dell’India.

Pakistan – Il 6 aprile 2018, dopo 20 anni di detenzione nel braccio della morte, Asma Nawab è stata riconosciuta estranea all’omicidio dei genitori e del fratello e conseguentemente rilasciata.

Usa – Il 28 marzo 2018, a due settimane dall’esecuzione, il governatore dello stato dell’Ohio ha commutato in ergastolo la condanna a morte di William Montgomery, sulla base di una serie di preoccupazioni relative all’andamento del processo di primo grado.