La pena di morte nel mondo: la distribuzione paese per paese - Amnesty International Italia

La pena di morte nel mondo: la distribuzione paese per paese

11 aprile 2017

Tempo di lettura stimato: 1'

Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati, aggiornati al mese di aprile 2017:

  • 104 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato.
  • 7 paesi l’hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra.
  • 30 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte.
  • In totale 141 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica.
  • 57 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma quelli che eseguono condanne a morte sono assai di meno.

Pena di morte nelle Americhe

Per l’ottavo anno consecutivo, gli Stati Uniti d’America sono l’unico paese a eseguire condanne a morte nella regione delle Americhe, con 20 persone messe a morte nel 2016 (8 in meno del 2015). Questo è stato il numero più basso di esecuzioni registrato in un solo anno, dal 1991. Il tasso di esecuzioni nel 2016 è la metà di quello del 2007 e un terzo di quello del 1997.
Cinque stati americani hanno messo a morte nel 2016, rispetto ai sei dell’anno precedente. Il numero di esecuzioni in Georgia è quasi raddoppiato (da 5 a 9), mentre in Texas il dato è quasi dimezzato (da 13 a 7). Questi due stati messi insieme sono responsabili dell’80% delle esecuzioni nel corso del 2016. Alla fine dell’anno, 2.832 persone erano rinchiuse nel bracci della morte degli Stati Uniti d’America.
Anche il numero di sentenze capitali negli Stati Uniti d’America è diminuito da 52 nel 2015 a 32 nel 2016 (una diminuzione pari al 38%). Questo è il numero più basso mai registrato dal 1973.
Solo altri tre paesi nella regione, Barbados, Guyana e Trinidad e Tobago, hanno emesso sentenze capitali nel 2016. Due paesi dell’area caraibica, Antigua e Barbuda e Bahamas, hanno commutato le loro ultime sentenze capitali svuotando così i bracci della morte.

Pena di morte in Asia e Pacifico

Almeno 130 sentenze capitali sono state eseguite nel 2016 in 11 paesi, diminuendo da almeno 367 in 12 paesi nel 2015. Questo è dovuto principalmente al Pakistan, dove le esecuzioni sono diminuite di 239 (73%). I dati della regione non includono quelli della Cina, dove si ritiene che le esecuzioni siano migliaia. La reale estensione dell’uso della pena di morte in questo paese è sconosciuta a causa del segreto di stato.
Nuove informazioni riguardo a esecuzioni in Cina, Malesia e Vietnam hanno rivelato in che misura i governi stanno mantenendo segreto l’uso della pena di morte. Sotto pressione del parlamento, le autorità della Malesia hanno dichiarato di aver messo a morte 9 persone nel 2016 e che ad aprile del 2016, 1.042 persone si trovavano nel braccio della morte.
Nuovi dati dal Vietnam hanno dimostrato come fosse uno dei maggiori esecutori al mondo. Secondo un rapporto del ministero della Pubblica sicurezza, pubblicato nel febbraio 2017, 429 prigionieri sono stati messi a morte tra il 6 agosto 2013 e il 30 giugno 2016. Nello stesso periodo, solo Cina e Iran hanno eseguito più sentenze capitali.
Almeno 1.224 condanne a morte sono state comminate in 18 paesi nella regione, un notevole aumento rispetto alle 661 del 2015 (85%). Ciò è collegato al considerevole aumento registrato in Bangladesh, India, Indonesia, Pakistan e Thailandia e alla collaborazione delle autorità tailandesi che per la prima volta hanno fornito ad Amnesty International un dato complessivo di 216 nuove sentenze capitali.
Le Maldive e le Filippine hanno compiuto alcuni passi indietro. Le prime verso la ripresa delle esecuzioni dopo più di 6 decadi, le seconde verso la reintroduzione della pena di morte.

Pena di morte in Africa Subsahariana

L’uso della pena di morte nell’Africa Subsahariana è stato contrastante. Nonostante siano state poche le esecuzioni registrate, il numero di sentenze capitali è aumentato del 145%. Almeno 22 sentenze capitali sono state eseguite in 5 paesi, rispetto alle 43 in 4 paesi del 2015.
Le condanne a morte sono aumentate da 433 nel 2015 ad almeno 1.086 nel 2016, ciò è da attribuire principalmente all’aumento verificatosi in Nigeria (da 171 a 527) che ha comminato più sentenze capitali di qualsiasi altro paese (esclusa la Cina). Il pericolo di essere messi a morte per reati non commessi rimane sempre presente: nel 2016, la metà degli prosciolti nel mondo erano in Nigeria (32).

Pena di morte in Europa e Asia Centrale

Per quanto riguarda l’Europa e l’Asia centrale, la Bielorussia ha ripreso le esecuzioni dopo 17 mesi di interruzione. Nell’intera regione, solo Bielorussia e Kazakistan continuano a mantenere la pena capitale nel loro sistema legislativo.

Pena di morte in Medio Oriente e Africa del Nord

Il numero di esecuzioni nella regione è diminuito del 28% rispetto all’anno precedente, da 1.196 esecuzioni nel 2015 a 856 nel 2016.
L’Iran da solo totalizza il 66% di tutte le condanne a morte eseguite nella regione. Il numero complessivo di esecuzioni avvenute in Iran, comunque, è diminuito dal 42% rispetto all’anno precedente (da almeno 977 a 567).
L’Arabia Saudita ha messo a morte almeno 154 persone, mantenendo l’elevato livello raggiunto nel 2015 (158) che è stato il più alto registrato in questo paese dal 1995.

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