La grave scarsità di farmaci essenziali ha determinato un’emergenza di salute pubblica. Nuove leggi rischiavano di ampliare il potere delle autorità di regolamentare i servizi online e il loro utilizzo. I diritti alla libertà l’espressione e riunione pacifica sono stati limitati. La violenza di genere è rimasta un fenomeno diffuso e lo stupro maritale non era ancora codificato come reato. Il Botswana ha mantenuto la pena di morte.
In seguito alle elezioni di ottobre 2024, la coalizione dei partiti d’opposizione Umbrella for Democratic Change (Udc) ha formato il suo governo presieduto da Duma Boko, ponendo fine a decenni di governo monopartitico del Partito democratico del Botswana.
Le autorità hanno ricollocato richiedenti asilo, la cui domanda era stata respinta, da una struttura di detenzione nella città di Francis Town al campo per rifugiati di Dukwi, dove l’accesso al lavoro e ai servizi era limitato.
Ad agosto, il presidente Boko ha dichiarato uno stato di emergenza sanitaria pubblica dopo che la filiera di approvvigionamento di farmaci si è bloccata, facendo precipitare ospedali pubblici e cliniche in una situazione di grave carenza di farmaci essenziali come quelli per il cancro, il diabete, la tubercolosi e le condizioni di salute sessuale, riproduttiva e mentale. La crisi arrivava dopo mesi di significativi arretrati di fatture non pagate del governo a fornitori privati e una sempre più ampia pressione fiscale legata a una contrazione nel settore diamantifero. Gli interventi chirurgici non urgenti sono stati rinviati e il governo ha annunciato un finanziamento di emergenza di 250 milioni di pule del Botswana (circa 18 milioni di dollari Usa) per l’approvvigionamento, schierando l’esercito per sostenere la distribuzione, sebbene le carenze siano continuate.
Ad agosto, il parlamento ha emanato la legge sui servizi digitali del 2025 e la legge sulla cybersicurezza del 2025. Entrambe le leggi accentravano il controllo dell’esecutivo sul settore digitale senza prevedere disposizioni che assicurassero garanzie solide e indipendenti a tutela dei diritti alla privacy e alla libertà d’espressione.
Il Botswana era classificato all’81° posto su 180 paesi esaminati da Reporters sans frontières (Rsf) nel suo World Press Freedom Index 2025. Secondo Rsf, nonostante una diminuzione delle violazioni gravi contro i giornalisti, il loro lavoro era complicato da molti ostacoli.
L’8 agosto, la polizia si è rifiutata di autorizzare una marcia delle associazioni affiliate al movimento Student Power Botswana, che doveva sfilare nella capitale, Gaborone. Studenti volevano consegnare una petizione al ministero dell’Istruzione superiore, chiedendo un aumento delle loro indennità mensili in linea con l’aumento del costo della vita. La polizia sosteneva che la marcia si sarebbe scontrata con un altro evento. Una settimana dopo, un altro tentativo di consegnare la petizione è stato arbitrariamente bloccato.
Le agenzie delle Nazioni Unite hanno descritto l’elevata incidenza di casi di violenza di genere come un’emergenza nazionale. Di fronte a un tale contesto, le autorità non hanno saputo garantire un’efficace protezione per donne e ragazze, data anche la continua assenza di una legislazione specifica che codificasse come reato lo stupro maritale.
Il Botswana ha mantenuto la pena di morte. Per il quarto anno consecutivo non ci sono state esecuzioni ma nel braccio della morte rimanevano diversi uomini. Le Ong locali hanno chiesto pubblicamente una moratoria ufficiale sulle esecuzioni con la prospettiva di un’abolizione totale.