Le autorità hanno intensificato la repressione del dissenso, perseguendo persone impegnate nel giornalismo e nell’attivismo con accuse definite in modo vago quali “estremismo” e “incitamento a disordini di massa”. La legislazione sui “rappresentanti stranieri” ha continuato a soffocare la società civile. L’istituzione indipendente per la prevenzione della tortura è stata smantellata. Una nuova legge ha limitato la libertà di religione.
Le elezioni parlamentari anticipate del 30 novembre hanno visto le figure alleate al presidente vincere quasi tutti i seggi.
Le autorità hanno intensificato la repressione delle voci dissenzienti, prendendo di mira organi di stampa investigativi, giornalisti e giornaliste, blogger e persone attiviste per i diritti umani, perseguendoli con accuse inventate come “incitamento a disordini di massa”, “incitamento alla disobbedienza” o “estremismo”.
In base alle modifiche al codice dei reati entrate in vigore a febbraio, la diffamazione sui media radiotelevisivi, cartacei e online è diventata punibile con multe, grazie all’introduzione di nuove udienze amministrative accelerate.
A febbraio, la Corte suprema ha confermato la pena detentiva della giornalista Mahabat Tacibek-Kyzy, respingendo il suo appello. Nel 2024 era stata condannata a sei anni di reclusione con accuse di matrice politica di incitamento a rivolte di massa, dopo che aveva denunciato casi di corruzione. A ottobre, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha ritenuto arbitraria la sua detenzione e ha esortato il Kirghizistan a rilasciarla e risarcirla.
A luglio sono entrate in vigore modifiche di legge che affermavano di voler rafforzare la lotta contro l’“estremismo”. È stata ripristinata la responsabilità penale per il possesso di materiale ritenuto “estremista”, secondo criteri definiti in modo vago ed è stato introdotto un nuovo reato: l’uso di Internet o dei mass media per incitare pubblicamente ad attività “estremiste” o alla “presa violenta del potere”.
A luglio sono stati introdotti anche ulteriori emendamenti per punire la diffusione di informazioni “false o inaffidabili” tramite i mass media o Internet.
Ad agosto, una nuova legge controversa ha imposto di registrarsi a tutti gli organi d’informazione, compresi siti web e blog, indipendentemente dai loro contenuti. Il consiglio dei ministri ha ottenuto l’autorità esclusiva di stabilire le procedure di registrazione, senza prevedere alcun controllo giudiziario o parlamentare.
La difensora dei diritti umani Rita Karasartova è stata arrestata ad aprile con accuse inventate, tra cui “organizzazione di rivolte di massa”, in evidente ritorsione per il suo impegno in difesa dei diritti umani. I materiali del caso sono stati secretati e il processo si è svolto a porte chiuse.
A settembre, un tribunale della capitale Biškek l’ha condannata a cinque anni di libertà vigilata.1 Il tribunale cittadino di Biškek ha respinto il suo appello l’11 dicembre.
A settembre, gli ex operatori di ripresa di Kloop Media, Aleksandr Aleksandrov e Joomart Duulatov, sono stati condannati a cinque anni di carcere ciascuno per presunta istigazione a disordini di massa. Pur senza prove attendibili, la procura li ha collegati a video critici nei confronti del governo pubblicati sul canale YouTube del giornalista in esilio Bolot Temirov. Entrambi hanno negato qualsiasi collegamento con i video e hanno dichiarato che le confessioni erano state loro estorte. A novembre, una corte d’appello ha ridotto le loro condanne a tre anni di libertà vigilata. A fine anno era pendente un ricorso alla Corte suprema.
A ottobre, un tribunale di Biškek ha ufficialmente definito “estremisti” tutti i materiali e le informazioni pubblicati da diversi organi di stampa indipendenti, tra cui Kloop Media, Temirov Live e Ayt Ayt Dese. Questa definizione è stata applicata ai contenuti in qualsiasi formato. Di conseguenza, mettere “mi piace”, ripubblicare o condividere tali materiali poteva comportare un’azione penale. Anche i giornalisti Bolot Temirov e Rinat Tuhvatšin sono stati designati come “estremisti”. A fine anno era pendente un ricorso contro la decisione del tribunale.
A giugno, il Comitato Cerd ha espresso seria preoccupazione per la stigmatizzazione delle organizzazioni della società civile e l’indebolimento delle legittime attività in difesa dei diritti umani e Ong provocati dalla legge del 2024 sui rappresentanti stranieri. A settembre, durante l’Upr del Kirghizistan, le autorità hanno respinto tutte le raccomandazioni per abrogare o modificare questa normativa.
I tagli agli aiuti dell’Usaid hanno portato alla sospensione dei finanziamenti per i programmi di sviluppo dei diritti umani e della società civile. Decine di Ong sono state costrette a cessare le attività o a chiudere a causa dell’impatto della legge sui “rappresentanti stranieri” e dei tagli ai finanziamenti.
Le limitazioni ai finanziamenti, le nuove modifiche di legge che hanno classificato il monitoraggio elettorale come attività politica e il timore di ritorsioni per tale monitoraggio hanno notevolmente ridotto la capacità della società civile di partecipare alla vita pubblica. Solo due organizzazioni nazionali hanno ricevuto l’accreditamento per monitorare le elezioni parlamentari, rispetto alle 40 del 2021.
A luglio, cinque Relatori e Relatrici speciali delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per le ripetute omissioni nell’indagare sulle presunte torture subite durante la detenzione preventiva dal pastore Pavel Shreider, leader della Chiesa avventista riformata libera e vera (v. sotto, Libertà di religione e credo), e dai membri della sua congregazione. Il pastore Shreider ha riferito di essere stato picchiato da cinque agenti del Comitato statale per la sicurezza nazionale, che lo hanno colpito anche con un tubo di ferro per estorcergli una confessione. Altri membri della chiesa sarebbero stati torturati con pistole elettriche. A luglio, al pastore Shreider sono state diagnosticate una lesione cerebrale traumatica e un deterioramento cognitivo ed è stato trasferito in una struttura medica carceraria.
A settembre, il Centro nazionale per la prevenzione della tortura (National Centre for the Prevention of Torture – Ncpt) è stato abolito e il suo mandato trasferito all’istituto del difensore civico. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno espresso sgomento per la decisione di chiudere l’Ncpt senza un’adeguata consultazione, avvertendo che la decisione avrebbe indebolito gli sforzi di prevenzione della tortura.
A settembre, il presidente Sadır Caparov ha proposto di reintrodurre la pena di morte come punizione per lo stupro di una minorenne e lo stupro e l’omicidio di minorenne o di una donna adulta. La decisione è stata presa dopo il rapimento, lo stupro e l’omicidio di un’adolescente, che ha scatenato una diffusa rabbia nell’opinione pubblica. I difensori dei diritti umani hanno espresso preoccupazione per il fatto che la reintroduzione della pena di morte avrebbe violato gli obblighi internazionali del Kirghizistan, senza agire da deterrente né affrontare le cause profonde della violenza di genere. Il 10 dicembre, la Corte costituzionale ha respinto l’emendamento proposto come incostituzionale e in violazione degli impegni internazionali.
A settembre, durante l’Upr, il Kirghizistan ha respinto tutte le raccomandazioni relative ai diritti delle persone lgbti, tra cui quella di modificare la legislazione antidiscriminazione per includere l’orientamento sessuale e l’identità di genere come caratteristiche protette. I rappresentanti kirghizi hanno sostenuto che le raccomandazioni non erano compatibili con i “valori tradizionali” e le norme sociali del paese.
A gennaio è entrata in vigore una nuova legge restrittiva che ha significativamente limitato il diritto alla libertà di religione o di credo. La legge continuava a vietare qualsiasi attività religiosa non registrata, ha introdotto nuovi requisiti che obbligano a una nuova registrazione e ha limitato la registrazione a gruppi con almeno 500 persone adulte residenti nella stessa regione. La legge ha inoltre imposto un divieto generale e discriminatorio di indossare abiti religiosi “che rendano impossibile l’identificazione di una persona” in spazi ed edifici pubblici. A febbraio, cinque tra Relatori e Relatrici speciali delle Nazioni Unite hanno ribadito le preoccupazioni riguardo alla nuova legge, in particolare per l’uso di vaghe motivazioni di “estremismo”, per vietare la letteratura religiosa e chiudere comunità religiose. Hanno avvertito che la legge prendeva di mira in modo sproporzionato le minoranze religiose.
A marzo, un tribunale ha definito “estremista” la Chiesa avventista riformata vera e libera e le ha vietato di operare. A luglio, dopo un processo iniquo, il suo pastore Pavel Shreider, cittadino russo, è stato condannato a tre anni di carcere per “incitamento all’inimicizia razziale, etnica, nazionale, religiosa o regionale”, con espulsione dal paese al termine della pena. Il ricorso di Shreider contro la sentenza ha subìto ripetuti ritardi ed era ancora pendente a fine anno.
Ad aprile, la polizia ha condotto raid nelle province di Oš e Jalal-Abad, fermando più di 300 donne per aver indossato il niqab in pubblico. Almeno 29 sono state multate e centinaia hanno ricevuto ammonizioni ufficiali.
Ad aprile, le autorità cittadine di Oš hanno iniziato a demolire parzialmente circa 200 immobili in via Navoi, un quartiere a maggioranza uzbeka, senza un’adeguata consultazione o un indennizzo per le persone residenti sgomberate con la forza. La strada è stata una delle zone più colpite durante le violenze interetniche del 2010 in città ed è stata successivamente ricostruita grazie ad aiuti internazionali.
A giugno, il Comitato Cerd ha criticato i piani di riqualificazione di Oš per non aver incluso la ricostruzione dei quartieri tradizionali uzbeki.
A luglio, geologi, ecologi e residenti hanno espresso preoccupazione per l’avvio di un progetto pilota per l’estrazione di titanomagnetite dal giacimento di Kyzyl-Ompol. Nonostante le precedenti assicurazioni che l’attività estrattiva a Kyzyl-Ompol sarebbe iniziata solo dopo la pubblicazione delle valutazioni tecniche e ambientali, le operazioni sono iniziate senza che tali documenti fossero stati resi pubblici.
Note:
1 Kyrgyzstan: Further information: Human rights defender sentenced to probation: Rita Karasartova, 21 ottobre.