Tanzania - Amnesty International Italia

Ultime notizie sul paese

 

REPUBBLICA UNITA DI TANZANIA

Capo di stato: John Magufuli

Capo di governo: Kassim Majaliwa

Capo del governo di Zanzibar: Ali Mohamed Shein

I diritti alla libertà d’espressione e di riunione pacifica sono stati soggetti a restrizioni. Le autorità non hanno provveduto a contrastare la discriminazione sulla base dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale.

 LIBERTÀ DI RIUNIONE

I mesi che hanno preceduto le elezioni a Zanzibar, tenute a marzo, sono stati caratterizzati da violenze. Almeno 200 persone sono rimaste ferite, 12 donne sono state vittime di aggressioni sessuali e una donna è stata stuprata. Oltre un centinaio di membri del partito d’opposizione Fronte civico unito (Civic United Front – Cuf), compreso il responsabile della propaganda, sono stati arrestati per aver protestato contro la ripetizione del voto, dopo che le elezioni generali tenutesi nel 2015 erano state annullate in seguito a denunce d’irregolarità. Sono stati segnalati episodi di uso eccessivo della forza contro sostenitori del Cuf da parte della polizia e di un gruppo armato non identificato formato da uomini a volto coperto, che utilizzavano veicoli con targa governativa. Nonostante le molte denunce depositate presso le autorità, non sono stati avviati provvedimenti giudiziari nei confronti dei poliziotti.

A giugno, tutti i raduni politici sono stati messi al bando su disposizione del presidente fino al 2020. In risposta, i partiti d’opposizione hanno esortato la popolazione a sfilare pacificamente in segno di protesta sotto lo striscione Ukuta (Alleanza contro la dittatura in Tanzania), un invito che ha indotto la polizia a estendere il divieto anche alle riunioni interne dei partiti. Due leader e 35 sostenitori dell’opposizione, sia della Tanzania continentale sia di Zanzibar, sono stati arrestati e accusati di varie imputazioni, tra cui il reato d’istigazione alla protesta.

 LIBERTÀ D’ESPRESSIONE – GIORNALISTI

Quattro organi d’informazione sono stati chiusi e giornalisti sono stati arrestati e incriminati per vari reati ai sensi del codice penale, della legge sui reati informatici e della legge sulla stampa. Il settimanale Mawio è stato chiuso definitivamente e tre suoi giornalisti sono stati formalmente accusati di sedizione per aver coperto le elezioni a Zanzibar e la conseguente crisi politica. Il settimanale Mseto è stato messo al bando per tre anni per violazione della legge sulla stampa, dopo che aveva pubblicato un articolo che implicava un alto funzionario di governo in un caso di corruzione. Anche le emittenti radiofoniche Radio Five e Magic Fm sono state chiuse per aver mandato in onda materiale ritenuto sedizioso.

Due donne e sei uomini sono stati incriminati ai sensi della legge sui reati informatici per aver postato su Facebook informazioni riguardanti le elezioni e il presidente.

 DIRITTI DELLE DONNE

La Tanzania non ha provveduto a implementare le raccomandazioni formulate dal Comitato Cedaw in relazione al caso giudiziario E. S. e S. C. vs. Repubblica Unita di Tanzania. Il caso, che era stato sottoposto al Comitato nel 2012, riguardava due vedove tanzaniane alle quali, in base al diritto consuetudinario in materia di eredità in vigore in Tanzania, era stato negato il diritto di ereditare o amministrare le proprietà immobiliari dei loro defunti mariti. Nel 2016, il Comitato ha raccomandato la riforma della legge consuetudinaria locale (dichiarazione n. 4), che discriminava le donne in relazione all’amministrazione dei beni e ai diritti di eredità.

Una sentenza con valore di precedente giudiziale, emessa da un tribunale a settembre, ha dichiarato l’incostituzionalità delle sezioni 13 e 17 della legge sul matrimonio, che consentivano di sposare ragazze minori di 18 anni. La Tanzania deteneva una delle percentuali di matrimoni precoci più alte al mondo, con il 37 per cento delle ragazze minori di 18 anni già sposate. Il procuratore generale ha presentato ricorso contro la sentenza.

 DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER

E INTERSESSUATE

Le autorità hanno iniziato un giro di vite nei confronti delle persone Lgbti, minacciando di sospendere le organizzazioni che fornivano loro assistenza. Nel corso di un’irruzione effettuata ad agosto negli uffici del Centro servizi e assistenza per l’educazione alla salute della comunità, è stato arrestato personale dell’organizzazione e sono stati confiscati documenti.

Ad agosto, a Dar es Salaam, la polizia ha arrestato 20 persone Lgbti, la maggior parte delle quali è stata trattenuta per 48 ore e poi rilasciata senza accusa. A novembre, le autorità hanno sospeso i programmi di prevenzione per l’Hiv/Aids per gli uomini gay, gestiti dalle comunità.

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