Un minore su cinque al mondo vive in una situazione di guerra. I conflitti multidimensionali, compresi quelli transnazionali, i conflitti prolungati, l’emergere di nuovi attori armati e l’uso di nuove tecnologie continuano a incidere negativamente sulla protezione di bambine e bambini. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati nel 2025 le violazioni perpetrate hanno raggiunto livelli senza precedenti, con un aumento del 25% rispetto al 2023. Si sono verificate 41.370 gravi violazioni contro 22.495 minori, un terzo di cui erano bambine.
I minori subiscono le conseguenze di ostilità incessanti, attacchi indiscriminati, disprezzo per i ‘cessate il fuoco’, gli accordi di pace e un aggravarsi delle crisi umanitarie. Attacchi contro scuole, ospedali, docenti, studenti e personale medico sono ricorrenti in situazioni di conflitto, negando anche ai minori l’accesso alle cure mediche e all’istruzione. Spesso i gruppi armati, ma anche le forze governative, saccheggiano gli edifici scolastici e gli ospedali o li utilizzano come caserme, centri di controllo o luoghi di detenzione. Bambini e bambine continuano a essere utilizzati come soldati.
Testi a cura del coordinamento Bambini/Minori.