Prefazione - Nessuno può chiamarsi fuori - Amnesty International Italia

Rapporto 2019-2020

Prefazione – Nessuno può chiamarsi fuori

di Moni Ovadia attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore

Una volta ancora ricevo l’onore di introdurre il Rapporto di Amnesty International. Il lungo e dettagliato documento ci informa, come ogni anno da molti lustri, riguardo allo stato dei diritti umani e delle loro violazioni minori o maggiori, dei crimini di guerra e contro l’umanità in tutte le loro declinazioni, senza tralasciare neppure la più piccola ingiustizia.

Ma contestualmente registra e riferisce tutti i cambiamenti, anche modesti, che migliorano le libertà e le condizioni dei diritti in generale e nelle diverse fattispecie.

Perché tanto zelo nel dettagliare violazioni, crimini, sopraffazioni, coartazioni, limitazioni e abusi? In fondo, che questo mondo sia pieno di orrori non è una novità.

Chiunque facesse un’affermazione generica come: “Quante brutalità in questo mondo“, si ritroverebbe circondato da persone che assentono con aria grave. Ma l’affermazione generica è pura retorica e ha lo scopo di assolvere chi la pronuncia e di cooptare nell’assoluzione coloro che assentono è tanto ipocrita, quanto inutile.

La lettura del Rapporto di Amnesty International ci interroga e ci sollecita a impegnarci, perché incalza la nostra coscienza attraverso una conoscenza precisa, dettagliata, inesorabile.

Dopo averlo letto, nessuno può chiamarsi fuori, anche perché le violazioni dei diritti e i crimini contro l’umanità sono incarnati anche nella singola persona sottoposta a persecuzione, a violazione della libertà, a violenza fisica e/o psicologica.

Ritorno spesso a riflettere sul simbolo iconico che l’associazione ha scelto per rappresentarsi icasticamente: una candela accesa circondata dal filo spinato. La candela accesa è la vita che splende in ogni essere umano nella dignità e nell’uguaglianza, il filo spinato rappresenta la violenza dell’istituzione che si ritiene in diritto di segregare, reprimere, umiliare, censurare, far tacere, sottoporre a ogni forma di coartazione la vita stessa e ciò che essa rappresenta.

Finché quel lume rimane acceso, nessuna violazione del diritto, nessun crimine, neppure il più lontano fra quelli lontani dal mondo delle certezze e dei privilegi, sarà sottaciuto, nessuno sarà mai più legittimato a dire non sapevo, non potevo sapere.

Ogni essere umano degno di questo nome dovrebbe essere un sostenitore di Amnesty International se crede, come dovrebbe, nel valore integro della persona umana.

Il Rapporto non allinea dati, non propone statistiche, non fornisce informazioni perché siano consultate da studiosi o ricercatori, ma difende l’integrità, l’inviolabilità e l’intangibilità della vita, di qualsiasi vita.

Precondizione per conquistare la pace autentica che non si dà senza giustizia e uguaglianza.

E, senza la pace come concezione del mondo, qualsivoglia civilizzazione, persino quella più tecnologicamente e scientificamente avanzata, cessa di essere una civiltà e regredisce allo stato di barbarie.

Amnesty International è la più importante e autorevole organizzazione che vigila sullo stato dei diritti e della loro applicazione e si batte contro ogni loro prevaricazione da qualsiasi parte venga e da chiunque venga subita.

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