Afghanistan, rischio che i diritti umani siano sacrificati per una pace a breve termine - Amnesty International Italia

Afghanistan, rischio che i diritti umani siano sacrificati per una pace a breve termine

19 luglio 2010

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(19 luglio 2010)

 Il piano per arrivare a una pace concordata con i talebani in Afghanistan potrà seriamente mettere in pericolo i diritti degli afgani, in particolare delle donne, se non verranno fissati concreti parametri in materia di diritti umani, ha dichiarato Amnesty International in una lettera aperta  inviata il 16 luglio ai rappresentanti di oltre 70 tra paesi e organismi donatori nonché a una serie di delegati nazionali dell’Afghanistan, che si sono incontrati per sviluppare gli impegni presi a Londra a gennaio, compresa la stesura insieme ai talebani e altri gruppi armati di piani per un processo di pace. 
 
Amnesty International teme che i diritti umani, compresi quelle delle donne, saranno compromessi se il governo afgano e i partner Usa e Nato cercheranno una soluzione sbrigativa al conflitto coi talebani e gli altri gruppi armati‘ – ha dichiarato Sam Zarifi, direttore del Programma Asia Pacifico di Amnesty International.
 
I talebani hanno il primato delle violazioni dei diritti umani, soprattutto nei confronti delle donne. Se vogliono ritornare a far parte del governo, devono dimostrare che miglioreranno la loro condotta‘.
 
Nelle aree sotto il loro controllo oggi, così come quando erano al governo, i talebani hanno gravemente ridotto i diritti di donne e ragazze, negando istruzione, lavoro, libertà di movimento, partecipazione politica e rappresentanza.
 
I talebani e gli altri gruppi armati dell’Afghanistan mostrano scarsa considerazione per i diritti umani e le leggi di guerra. Attaccano sistematicamente e deliberatamente civili, operatori umanitari e le strutture a uso civile quali le scuole, soprattutto quelle per ragazze. 
 
La strategia di riconciliazione rischia di legittimare l’impunità per chi ha commesso gravi violazioni dei diritti umani, compresi possibili crimini di guerra e contro l’umanità.
 
Il governo afgano e i suoi sostenitori devono assicurare che chi, tra i talebani e gli altri gruppi armati, si è reso responsabile di violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e contro l’umanità non benefici di alcuna amnistia e sia portato di fronte alla giustizia‘ – ha aggiunto Sam Zarifi. 
 
Bisognerebbe ricordare a cosa hanno portato, negli ultimi 30 anni, i ripetuti tentativi di raggiungere la pace senza giustizia e senza rispetto per i diritti umani diritti umani in Afghanistan. La pace senza giustizia e diritti umani non è una pace vera. L’unica strada per una sicurezza reale e duratura consiste nella promozione dei diritti umani e dello stato di diritto‘.
 
In una lettera inviata ai delegati della Conferenza internazionale di Kabul, Amnesty International ha esposto le seguenti raccomandazioni:

i diritti umani, compresi quelli delle donne, devono essere garantiti e monitorati in tutte le strategie di riconciliazione;
ogni accordo deve includere parametri per valutare quanto le parti agiscano in linea con gli obblighi in materia di diritti umani;
le donne afgane devono essere rappresentate in modo significativo nei lavori preparatori e nei dibattiti sulla riconciliazione, in linea con la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell’Onu;
i dibattiti sulla riconciliazione non devono portare all’impunità per gravi violazioni dei diritti umani e per crimini di guerra.

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