Amnesty Summer Lab: "Dove ho respirato lo spirito libertario di Amnesty"

Amnesty Summer Lab: “Dove ho respirato lo spirito libertario di Amnesty”

5 giugno 2018

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I momenti di formazione di Amnesty lo sono anche per i formatori stessi“.

Ce lo racconta Leonardo Palmisano che ha partecipato, come formatore, ai campi estivi Amnesty Summer Lab 2018.

Come spiega Leonardo, “il campo è un’esperienza che dà la possibilità di confrontarsi con l’interesse di chi frequenta le Ong da semplice persona curiosa“.

Lì impari“, prosegue Leonardo, “che c’è un mondo che si può mobilitare composto da quella fascia grigia tra militante e indifferente“.

Leonardo ha messo al servizio dei campi la sua lunga esperienza nelle inchieste condotte nell’ambito del lavoro nero e dello sfruttamento dei migranti.

Un punto di grande valore per me è la profondità con la quale vengono affrontati i vari temi che però sta anche nella dimensione leggera con cui se ne parla“.

Nei campi ci sono anche momenti di condivisione più leggera, viene lasciata ampia libertà a chi forma, il formatore non viene messo di fronte a delle rigidità: “si difende così lo spirito libertario di Amnesty anche dentro la costruzione del momento formativo“, racconta Leonardo.

Ho potuto raccontare in grande libertà quello che sto facendo ricevendo domande molto intelligenti da tutti e verificando la curiosità rispetto a quello che faccio, niente è dato per scontato“.

I campi agganciano Amnesty alla realtà e noi alla realtà di Amnesty. Non dimenticherò mai una mattinata trascorsa sul prato, in cerchio, nel campo di Passignano, i ragazzi ponevano moltissime domande sui ghetti e abbiamo sviluppato un ragionamento molto ampio, abbiamo costruito un bel discorso“.

E poi“, conclude Leonardo, “i campi di Lampedusa, perché lì a differenza di Passignano si sente la necessità di uno sforzo fisico ulteriore in un territorio più aspro e per certi versi più forte. In un mondo sospeso a metà tra il nostro e quello che si scorge all’orizzonte“.

Chi è Leonardo Palmisano

Leonardo Palmisano, etnografo e scrittore, insegna Sociologia Urbana al Politecnico di Bari. È autore del romanzo Trentaquattro (Premio Eboli 2011), delle inchieste Arrivare per restare? La presenza straniera in Puglia, La Città del Sesso. Dominazioni e prostituzioni tra immagine e corpo,

Dopo di Lui. Cosa sarà dell’Italia dopo Silvio Berlusconi; e dei saggi Palombella Rotta, un decalogo per la sinistra in piena crisi e Nessuno tocchi la Puglia Migliore. È sceneggiatore e attualmente redattore per www.sulromanzo.it; ha scritto per il manifesto, Liberazione, AlfaBeta2 e NarcoMafie.