Attiviste messicane minacciate di morte e costrette a lasciare le loro abitazioni - Amnesty International Italia

Attiviste messicane minacciate di morte e costrette a lasciare le loro abitazioni

18 marzo 2011

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Amnesty International ha sollecitato le autorità del Messico a proteggere due note attiviste, costrette a lasciare le loro abitazioni dopo aver subito minacce di morte a causa del loro impegno in favore dei diritti umani.

Marisela Ortiz e Maria Luisa García Andrade si sono allontanate da Ciudad Juarez, nello stato di Chihuahua, a seguito di numerose minacce e intimidazioni, come quella che ha colpito altre donne che difendono i diritti umani nello stesso stato e su cui le autorità messicane non hanno svolto indagini efficaci.

‘La vita di queste attiviste e quella delle loro famiglie è a rischio. Il governo deve prendere misure urgenti per proteggerle, indagare sugli attacchi e le minacce che hanno ricevuto e portare i responsabili di fronte alla giustizia’ – ha dichiarato Susan Lee di Amnesty International.

Nelle prime ore del 10 marzo 2011, all’esterno della scuola dove Marisela Ortiz insegna è stato esposto lo striscione con questa frase ‘Se intendi continuare ad aiutare quella puttana chiamata Malu, insegnante di merda, Marisela Ortiz, siamo pronti a fare a pezzi la tua famiglia, a cominciare da tuo figlio Rowe, è nella nostra lista’.

Questo tipo di intimidazioni è spesso usato da gruppi del crimine organizzato. Il 16 marzo, un incendio appiccato da uno sconosciuto ha danneggiato l’abitazione di Maria Luisa (Malu) García Andrade.

Marisela Ortiz e Maria Luisa García Andrade sono due note attiviste per i diritti umani. Hanno fondato l’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa che chiede giustizia e la fine dei rapimenti, degli stupri e delle uccisioni di donne a Ciudad Juarez.

Nel 2008, la Commissione interamericana dei diritti umani aveva ordinato che venissero protette. Il governo messicano, tuttavia, non ha fornito loro alcuna significativa forma di protezione e i responsabili delle minacce e delle intimidazioni non sono stati identificati né tantomeno portati di fronte alla giustizia. Al contrario, nell’ultimo anno e mezzo si sono susseguiti attacchi contro le attiviste per i diritti umani.

Josefina Reyes, nota per le sue denunce delle violenze per mano del crimine organizzato e delle violazioni dei diritti umani commesse dall’esercito, è stata assassinata nei pressi di Ciudad Juarez nel gennaio 2010. Da allora, sono stati uccisi altri quattro membri della sua famiglia.

Nel dicembre 2010, Marisela Escobedo è stata assassinata nella piazza centrale di Città di Chihuahua mentre prendeva parte a una protesta per chiedere giustizia per l’omicidio di sua figlia, Rubí Marisol Frayre Escobedo.

Il 10 gennaio 2011, il corpo di un’altra attivista per i diritti umani, Susana Chavez, è stato ritrovato in pieno centro a Ciudad Juarez.