Brasile, Amnesty International chiede l'annullamento della Legge d'amnistia - Amnesty International Italia

Brasile, Amnesty International chiede l’annullamento della Legge d’amnistia

25 agosto 2011

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Amnesty International ha sollecitato oggi le autorità brasiliane a revocare una legge che impedisce le indagini e i procedimenti nei confronti dei responsabili di centinaia di casi di violazioni dei diritti umani.

La Legge d’amnistia, entrata in vigore il 28 agosto del 1979, consente di stare alla larga dai processi a tutti coloro che si sono resi responsabili di torture, esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e stupri commessi su vasta scala durante il regime militare dal 1964 al 1985.

‘Questa legge è uno scandalo e non serve ad altro se non a impedire la giustizia’ – ha dichiarato Susan Lee, direttrice per le Americhe di Amnesty International. ‘Mantenendo in vigore una legge che consente l’impunità per crimini quali la tortura, il Brasile non sta al passo con altri paesi della regione che hanno fatto seri tentativi per affrontare queste vicende’.

‘Il fatto che torture, esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e stupri commessi nel passato rimangano impuniti nega alle vittime e ai loro familiari il diritto alla verità, alla giustizia e alla riparazione’ – ha proseguito Lee.

Dal ritorno della democrazia, un governo dopo l’altro ha sostenuto la Legge nonostante recentemente sia stata contestata dal punto di vista giudiziario. Nell’aprile 2010 il tentativo di uno degli ordini degli avvocati di denunciare l’interpretazione della legge è stato bocciato dalla Corte suprema federale.  La presidente Dilma Russeff e il ministro della Difesa Celso Amorin hanno dato pubbliche assicurazioni ai militari che la legge è ‘intoccabile’. Il Congresso brasiliano deve ancora esaminare una proposta di legge per la creazione di una Commissione della verità che dovrebbe indagare sui crimini commessi durante il regime militare, ma è stato già messo in chiaro che la Commissione non avrà il potere di condurre indagini.

Paesi quali Argentina e Perù si sono impegnati a indagare e processare alcuni dei responsabili di crimini analoghi avvenuti durante i regimi militari e hanno anche annullato le loro Leggi d’amnistia.

Organismi internazionali per i diritti umani, quali la Corte interamericana dei diritti umani, la Corte europea dei diritti umani e il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno stabilito che amnistiare crimini quali la tortura, le sparizioni extragiudiziali e le sparizioni forzate è incompatibile con gli obblighi degli stati in materia di diritti umani.

Nel 2010 la Corte interamericana dei diritti umani, nel caso Gomes Lund v. Brasile, ha affermato che la Legge d’amnistia del 1979 non era compatibile con gli obblighi di diritto internazionale del Brasile e ha chiesto a quest’ultimo di ‘prendere tutte le misure per revocare’ la Legge.

‘La Legge d’amnistia del Brasile è contraria agli impegni nazionali e internazionali assunti dal paese in materia di diritti umani. Dev’essere annullata e i responsabili delle violazioni dei diritti umani del passato devono essere portati di fronte alla giustizia senza indugio’ – ha concluso Lee.