Davos, l'emergenza climatica deve essere in cima all'agenda - Amnesty International Italia

Davos, l’emergenza climatica deve essere in cima all’agenda

22 Gennaio 2020

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Amnesty International, insieme ad altri soggetti e associazioni per i diritti umani, l’ambiente, il lavoro e la giustizia sociale, ha rilasciato una dichiarazione rivolta ai decisori presenti al Forum economico mondiale di Davos: per evitare il caos climatico devono trasformare il sistema economico sganciandolo dai combustibili fossili entro dieci anni.

I leader degli attivisti chiedono a tutti i governi e alle aziende che prendono parte all’incontro di dichiarare l’emergenza climatica nella loro sfera di influenza e mettere fine all’utilizzo e alla ricerca di combustibili fossili. I governi devono riallocare i finanziamenti per i combustibili fossili destinandoli alla protezione sociale e all’energia rinnovabile prodotta responsabilmente e applicare un prezzo significativo sulle emissioni per far sì che le industrie che inquinano paghino.

L’emergenza climatica è il tema cruciale di Davos. I cambiamenti climatici minacciano i diritti di centinaia di milioni di persone all’acqua, al cibo e alla salute. I leader che sono a Davos devono scegliere se sostenere i diritti umani o i combustibili fossili, non possono sostenerli entrambi“, ha dichiarato Clare Algar, di Amnesty International.

Esistono ancora delle possibilità per evitare lo scenario peggiore, ma solo attraverso un’immediata azione di governi, aziende, investitori e società civile“, ha aggiunto Algar.

Per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, dobbiamo dimezzare le emissioni globali entro il 2030 e azzerarle entro il 2050, ma tale obiettivo si sta allontanando. A Davos si riuniscono le persone più potenti del pianeta e noi chiediamo loro di mostrare che sono dalla parte dell’umanità, a partire da una dichiarazione ufficiale di emergenza climatica. I veri leader non si coprono gli occhi e le orecchie, è ora di affrontare la realtà“, ha concluso Clare Algar.

La dichiarazione congiunta fa richiesta ai governi di garantire la transizione dai combustibili fossili e di dare priorità ai diritti delle comunità svantaggiate; alle aziende chiede di rispettare i diritti umani e l’ambiente, anche determinando l’impatto negativo della propria attività, rendendolo noto e intervenendo su di esso. Entrambi, governi e aziende, devono rispettare i diritti fondamentali alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica degli attivisti che lavorano su questi temi.