Essere gay in Africa può costare la vita: la situazione Paese per Paese

Essere gay in Africa può costare la vita: la situazione Paese per Paese

6 novembre 2019

Tempo di lettura stimato: 4'

Nella maggior parte dei paesi del continente Africano l’omosessualità è vista come un’onta.

In Mauritania, Sudan, Nigeria settentrionale e Somalia meridionale, chi appartiene alla comunità lgbti è rischia la pena di morte.

In altri paesi l’omosessualità è considerata un reato ed è punita con il carcere. Le leggi più severe sono in Gambia, Sierra Leone e nell’area centro-africana (Uganda, Kenya, Tanzania, Zambia), dove è previsto perfino l’ergastolo. Ci sono poi stati come l’Eritrea e il Sud Sudan in cui le persone lgbti possono subire condanne dai 7 ai 10 anni.

Sia la Libia che il Camerun (dove si deve anche pagare una multa) prevedono la detenzione fino a 5 anni.  In Marocco la detenzione è fino a 3 anni, così come in Ghana, Guinea, Togo e Tunisia. In Algeria e Chad il reato è punito con 2 anni di carcere, in Liberia e Zimbabwe un anno.  In molti dei paesi menzionati sono previste anche sanzioni economiche.

A questi se ne aggiungono altri come l’Egitto, dove l’omosessualità non è criminalizzata per legge ma di fatto, come dimostrano diversi report. Invece in 22 stati su 54, tra cui Niger, Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Congo, Gabon, Madagascar, per la comunità lgbti non è prevista alcuna protezione, né criminalizzazione specifica. Il fatto che rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso siano definiti legali, non impedisce comunque episodi, anche gravi, di discriminazione e stigma sociale.

La persecuzione delle persone lgbti in Uganda

In Uganda la comunità lgbti è discriminata per legge. Nel dicembre 2013, il famoso disegno di legge anti-omosessualità è stato approvato dal parlamento ha esteso le pene a coloro che “promuovono” l’omosessualità: chi appartiene alla comunità lgbti e viene accusato di avere avuto una relazione sessuale consensuale con una persona dello stesso sesso rischia l’ergastolo. Anche la libertà di espressione è ristretta e sanzionata: film, spettacoli e contenuti pensati per il largo consumo possono essere soggetti a censura in quanto “contrari alla morale pubblica“.

La persecuzione delle persone lgbti in Nigeria

La Nigeria ha bandito le relazioni omosessuali. Da quando, nel gennaio 2014, il presidente nigeriano ha approvato alcuni emendamenti alle leggi esistenti le condizioni di detenzione sono diventate più dure e la punizione molto più severa: il massimo della pena è 14 anni di carcere. Nella Nigeria settentrionale è prevista invece la pena di morte.

La persecuzione delle persone Lgbti in Africa: spiragli di speranza

Il Mozambico ha recentemente rimosso le leggi portoghesi dell’era coloniale che criminalizzavano il comportamento omosessuale, rimuovendo nel 2015 una clausola che vietava i “vizi contro la natura“.

Si tratta solo di un primo passo nella lunga lotta per la piena uguaglianza nel paese. Lambda, l’organizzazione che ha fatto pressioni con successo sulle autorità per attuare il cambiamento, non è ancora ufficialmente riconosciuta come Ong.

In Angola e Botswana la depenalizzazione è avvenuta invece nel 2019.

Illegale o legale? La situazione in Africa paese per paese

Pena di morte

Mauritania, Sudan, Nigeria settentrionale, Somalia meridionale

Illegale

Algeria, Burundi, Camerun, Ciad, Comore, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea, Kenya, Liberia, Libia, Malawi, Mauritania, Mauritius, Marocco, Namibia, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Swaziland, Tanzania, Togo, Tunisia, Uganda, Zambia, Zimbabwe

Legale

Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Capo Verde, Repubblica Centrafricana, Congo-Brazzaville, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, Guinea Equatoriale, Gabon, Guinea-Bissau, Lesotho, Madagascar, Mali, Mozambico, Niger, Ruanda, Sao Tome and Principe, Seychelles, Sudafrica.