Egitto: annullare le condanne contro operatori di Ong - Amnesty International Italia

Egitto: annullare le condanne contro operatori di Ong

4 giugno 2013

Tempo di lettura stimato: 4'

Amnesty International ha chiesto alle autorità egiziane di annullare le condanne emesse il 4 giugno 2013 nei confronti di 43 operatori di Organizzazioni non governative, giudicati colpevoli di far parte di soggetti non registrati e di aver ricevuto finanziamenti dall’estero.

‘Questo verdetto sembra abbia voluto assestare un colpo mortale alla società civile egiziana e ha trasmesso il messaggio che le autorità del Cairo continuano a guardare con sospetto le Ong perché affrontano e denunciano le violazioni dei diritti umani’ – ha dichiarato Philip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Cinque dei 43 operatori delle Ong sono stati condannati a due anni di carcere e a una multa di 1000 sterline egiziane. Tre di loro sono egiziani: Sherif Mansour e Mohamed Abdel-Aziz, che all’apertura dell’inchiesta lavoravano per la Freedom House, e Yehia Zakaria dell’International Centre for Journalism. Gli altri due sono il cittadino statunitense Robert Becker del National Democratic Institute e la tedesca Christina Baade della Konrad Adenauer Foundation. Almeno due dei cinque condannati sono attualmente in Egitto e potrebbero essere arrestati prima che venga fissato il processo d’appello.

Altri 27 imputati, cittadini egiziani e stranieri, sono stati condannati in contumacia a cinque anni di carcere. I restanti 11, tutti cittadini egiziani, sono stati condannati a un anno con sospensione della pena.

Il tribunale del Cairo ha inoltre disposto la chiusura di cinque Ong internazionali (Freedom House, International Republican Institute, National Democratic Institute, International Centre for Journalism e Konrad Adenauer Foundation) e la confisca dei loro fondi. Queste cinque Ong si erano trovate costrette a operare in una sorta di limbo legale, poiché le autorità egiziane non avevano mai risposto alla loro richiesta formale di registrazione, dunque né approvata né respinta.

La sentenza è arrivata mentre il Consiglio della Shura (la camera alta, di fatto l’unica funzionante del parlamento egiziano) sta esaminando una nuova legge sulle Ong che pone gravi limitazioni alla registrazione e alla libertà d’azione della società civile egiziana, concedendo al governo il potere di limitare i finanziamenti alle Ong che operano nel paese. La proposta di legge è stata ampiamente criticata dalle organizzazioni per i diritti umani e dalla stessa Alta commissaria Onu per i diritti umani in quanto viola il diritto alla libertà di associazione.

Il giro di vite nei confronti delle Ong era iniziato nel luglio 2011, ai tempi del Consiglio supremo delle forze armate, ed è proseguito sotto la presidenza di Mohamed Morsi. Le 43 persone condannate il 4 giugno erano state incriminate nel febbraio 2012 dopo una serie di raid contro almeno sette sedi di Ong, eseguiti nel dicembre 2011 e nel corso dei quali erano stati sequestrati documenti, computer, attrezzature, denaro e altro materiale.

FINE DEL COMUNICATO            Roma, 5 giugno 2013

Per interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell.348-6974361, e-mail press@amnesty.it