Egitto, nuova ondata di arresti arbitrari di voci critiche e oppositori

Egitto, nuova ondata di arresti arbitrari di voci critiche e oppositori

25 giugno 2019

Credit: Amnesty International

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Egitto, Amnesty International denuncia nuova ondata di arresti arbitrari di voci critiche e oppositori

Amnesty International ha denunciato che nelle ultime 48 ore almeno otto persone – tra le quali un ex parlamentare, leader dell’opposizione politica, giornalisti e attivisti – sono state arrestate in una ulteriore escalation repressiva contro gli oppositori e la società civile egiziana.

Uno degli arrestati è Zyad el-Eleaimy, già parlamentare e figura di primo piano del Partito socialdemocratico egiziano.

Quest’ultima ondata di arresti mirati contro voci critiche, leader dell’opposizione, attivisti e giornalisti con la scusa del terrorismo fa parte della sistematica persecuzione e brutale repressione delle autorità egiziane nei confronti di chiunque osi criticarle. Queste operazioni non lasciano alcun dubbio sulla loro visione della vita politica nel paese: una prigione all’aria aperta, senza che sia consentito prendere la parola a oppositori e voci critiche e indipendenti”, ha dichiarato Magdalena Mughrabi, direttrice delle ricerche sull’Africa del Nord di Amnesty International.

Chiediamo alle autorità egiziane di rilasciare immediatamente e incondizionatamente le persone arrestate, dato che la loro detenzione è basata unicamente sul loro pacifico esercizio dei diritti umani. In attesa di tali provvedimenti, il governo deve assicurare che esse siano tutelate dai maltrattamenti e dalla tortura, abbiano accesso ai loro avvocati e possano contattare le loro famiglie”, ha aggiunto Mughrabi.

Un comunicato stampa del ministero dell’Interno ha reso noto che sette persone sono state arrestate in relazione al “Piano speranza”, descritto come un “complotto tra la leadership in esilio della Fratellanza musulmana e l’opposizione civile [in Egitto] per colpire lo stato e rovesciare le istituzioni il 30 giugno”.

Il comunicato fa riferimento al coinvolgimento di alcuni membri della Fratellanza musulmana e dell’opposizione in esilio così come all’arresto di un numero non specificato di persone all’interno del paese, di otto dei quali vengono fornite le generalità.

Questi ultimi arresti hanno avuto luogo nel contesto di un nuovo giro di vite nei confronti degli attivisti e dei difensori dei diritti umani, presagito da Amnesty International dopo che a maggio erano stati arrestati il sindacalista e avvocati per i diritti umani Haytham Mohamdeen e l’ex attivista politico Mostafa Maher.

L’11 giugno è stata la volta di Ibrahim Ezz-Eldin, ricercatore sul diritto alla terra presso la Commissione egiziana per i diritti e le libertà e, il giorno dopo, di Amr Nohan, accusato di “appartenenza a un gruppo terroristico”.

Amnesty International è in grado di confermare l’arresto di Zyad el-Eleaimy, Hossam Moa’ans (giornalista e portavoce del partito di opposizione Corrente popolare), Hisham Fouad (giornalista e attivista per i diritti dei lavoratori), Hassan al-Barbary (un altro attivista per i diritti dei lavoratori), Omar el-Shenety (economista e docente universitario) e Ahmed el-Akabawy (uno dei fondatori e dei leader del partito Istiqlal).