Germania 2006: timore per la tratta di donne e ragazze - Amnesty International Italia

Germania 2006: timore per la tratta di donne e ragazze

7 maggio 2006

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Germania 2006, Amnesty International lancia l’allarme: ‘Cartellino rosso ai trafficanti di donne e ragazze durante i mondiali di calcio’

CS47-2006: 08/05/2006

Amnesty International teme che durante i Mondiali di calcio, in programma in Germania dal 9 giugno al 9 luglio, vi sarà un aumento della tratta di donne e ragazze a scopo di sfruttamento sessuale. L’organizzazione per i diritti umani chiede alle istituzioni e ai governi europei di fare tutto quanto è in loro potere per impedire che ciò avvenga.

Nelle 12 città che ospiteranno le partite (Berlino, Colonia, Dortmund, Francoforte, Gelsenkirchen, Amburgo, Hannover, Kaiserlautern, Lipsia, Monaco, Norimberga e Stoccarda) si prevede l’affluenza di oltre un milione di tifosi. L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa teme che tra 30.000 e 60.000 donne e ragazze potrebbero essere vittime di tratta per soddisfare l’aumento delle richieste di prestazioni sessuali.

La tratta di persone è una violazione dei diritti umani, tra cui quelli alla dignità, all’integrità fisica e psichica, alla libertà di movimento, alla libertà dalla tortura e, nei casi più gravi, dello stesso diritto alla vita. I governi devono assicurare protezione e rispetto per i diritti delle persone vittime di tratta, comprese le donne e le bambine costrette alla prostituzione.

In occasione dei Mondiali di calcio di Germania 2006, Amnesty International rivolge pertanto una serie di richieste alle istituzioni europee e alle autorità tedesche.

In particolare, Amnesty International chiede alla Commissione europea, in linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo sulla prostituzione forzata durante eventi sportivi mondiali, di:

lanciare una campagna europea ‘per informare ed educare il pubblico, soprattutto quello sportivo, i tifosi e i sostenitori, sulla dimensione dei problemi della prostituzione forzata e della tratta di esseri umani e, ancora più importante, per cercare di far diminuire la domanda aumentando la consapevolezza tra i potenziali clienti“;
lanciare una ‘campagna di prevenzione destinata alle potenziali vittime, informandole sui rischi e sui pericoli derivanti dal finire nella rete della tratta di esseri umani divenendo così vittime di prostituzione forzata e di sfruttamento sessuale, e informandole altresì sui loro diritti e su dove possono ottenere assistenza nei paesi di destinazione‘.

Amnesty International chiede agli Stati europei di firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’azione contro la tratta di esseri umani, e all’Unione europea di assicurare che tutte le misure vigenti e di prossima attuazione relative alla tratta di esseri umani prevedano come minimo gli stessi standard di protezione contenuti nella Convenzione. Ad oggi, la Convenzione è stata firmata da 25 dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, ed entrerà in vigore alla decima ratifica.

Amnesty International chiede alle autorità tedesche di:

prestare particolare attenzione alle modalità e ai luoghi in cui presumibilmente avverrà la tratta di donne e ragazze nel corso dei Mondiali di calcio, come ad esempio baracche mobili che potranno essere allestite all’esterno degli stadi prima e al termine delle partite, e arrestare e processare le persone sospettate di essere coinvolte nella tratta;
essere pronte ad affrontare il previsto aumento della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, fornendo un sostegno speciale alle organizzazioni non governative che mettono a disposizione delle vittime di tratta numeri telefonici o rifugi , nonché alle agenzie statali e alle associazioni che svolgono campagne di sensibilizzazione sul problema della tratta di esseri umani;
non rimpatriare donne che sono state vittime di tratta senza prima aver offerto loro concreta assistenza medica, psicologica e legale. Tale assistenza non dovrebbe essere subordinata alla cooperazione delle vittime ai procedimenti legali contro i trafficanti;
consentire alle vittime di rimanere in Germania per un periodo di ‘recupero e riflessione’, che non dovrebbe essere inferiore a 30 giorni, come previsto dalla già citata Convenzione del Consiglio d’Europa.

Amnesty International chiede alla Federazione calcio tedesca di continuare a sostenere la campagna nazionale ‘Fischio finale: stop alla prostituzione forzata’ e di usare la propria influenza per denunciare, ovunque possibile, i trafficanti e gli sfruttatori delle lavoratrici del sesso.

Amnesty International chiede ai possibili Stati di origine delle donne vittime di tratta durante i Mondiali di calcio di avviare campagne di sensibilizzazione per segnalare i rischi che potrebbe comportare il viaggiare in modo irregolare in Germania durante lo svolgimento del torneo, e di sostenere le organizzazioni non governative locali che offrono assistenza e consulenza alle donne che sono state o che potranno divenire vittime di tratta.

Amnesty International chiede agli Stati da cui si muoveranno i tifosi di svolgere un’opera di sensibilizzazione sul fatto che molte lavoratrici del sesso presenti in Germania durante i Mondiali di calcio potrebbero essere vittime di tratta.

Amnesty International chiede ai governi europei di garantire che le informazioni sulle procedure legali e sicure d’immigrazione, così come quelle sui metodi usati dai trafficanti, siano di facile reperibilità e disponibilità, specialmente nelle settimane che precederanno i Mondiali di calcio.

Infine, Amnesty International chiede alla Fifa, l’organo di governo del calcio internazionale, di dare seguito alla raccomandazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di ‘assumersi le proprie responsabilità condannando lo sfruttamento delle donne, che talvolta – cosa profondamente riprovevole- accompagna lo svolgimento di eventi sportivi e denunciando di conseguenza ogni attività che minacci i diritti umani‘.

FINE DEL COMUNICATO                                                    Roma, 8 maggio 2006

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