Germania, a processo per tortura due funzionari siriani. Amnesty International: "Passo avanti storico verso la giustizia" - Amnesty International Italia

Germania, a processo per tortura due funzionari siriani. Amnesty International: “Passo avanti storico verso la giustizia”

22 aprile 2020

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Germania, a processo per tortura due funzionari siriani. Amnesty International: “Passo avanti storico verso la giustizia”

Giovedì 23 aprile inizierà in Germania, presso l’alta corte regionale di Coblenza, il processo nei confronti di due ex agenti dei servizi di sicurezza siriani accusati di crimini contro l’umanità. Per Amnesty International, si tratta di un passo avanti storico verso la giustizia.

Gli imputati sono Eyad al-Gharib e Anwar Raslan, imputati il primo di atti di tortura e il secondo di atti di tortura comprendenti violenza sessuale e stupro.

Siamo di fronte a un momento storico nella lotta per la giustizia in favore delle decine di migliaia di persone arrestate illegalmente, torturate e uccise nelle prigioni e negli altri centri di detenzione governativi in Siria“, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International.

Non saremmo arrivati a questo punto senza il coraggio e i sacrifici dei sopravvissuti, delle famiglie delle vittime e di decine e decine di altre persone e organizzazioni impegnate incessantemente, spesso a rischio della propria vita, nella ricerca della giustizia e della verità“, ha proseguito Maalouf.

In un momento in cui i siriani si sentivano abbandonati dalla comunità internazionale, questo processo rinnova la speranza che almeno un po’ di giustizia sia possibile. Tutti i sopravvissuti e le famiglie delle vittime hanno diritto alla verità, alla riparazione e alla giustizia“, ha aggiunto Maalouf.

Amnesty International chiede agli altri stati di seguire l’esempio della Germania avviando procedimenti analoghi nei confronti di persone sospettate di aver commesso crimini di diritto internazionale e rafforzando le loro unità investigative sui crimini di guerra“, ha concluso Maalouf.

Da decenni Amnesty International documenta e denuncia pubblicamente gli arresti arbitrari, i maltrattamenti, le torture e le sparizioni forzate in Siria: violazioni dei diritti umani praticate sistematicamente dalle autorità di Damasco.

L’organizzazione ha pubblicato numerosi rapporti sulle condizioni inumane delle prigioni siriane, all’interno delle quali le sparizioni forzate, le torture mortali e le esecuzioni extragiudiziali a seguito di processi farsa sono prassi comune. Queste violazioni dei diritti umani, commesse in forma sistematica e massiccia, costituiscono crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

L’unica speranza che i siriani hanno attualmente di vedersi riconoscere verità e giustizia per i crimini di guerra e contro l’umanità risiede nella giurisdizione universale. Amnesty International continua a chiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di investire della situazione siriana il Tribunale penale internazionale.