Grecia: provvedimenti inumani in materia di asilo mettono in pericolo la vita di chi fugge dalla violenza - Amnesty International Italia

Grecia: provvedimenti inumani in materia di asilo mettono in pericolo la vita di chi fugge dalla violenza

2 Marzo 2020

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Amnesty International accusa la Grecia: provvedimenti inumani in materia di asilo mettono in pericolo la vita di chi fugge dalla violenza

Amnesty International ha definito “inumani” i provvedimenti che le autorità della Grecia stanno prendendo per impedire l’ingresso nel paese a persone che fuggono dalla violenza: provvedimenti che rappresentano un’agghiacciante tradimento degli obblighi di Atene in materia di diritti umani e che mettono vite umane in pericolo.

Il 1° marzo, dopo una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale, le autorità greche hanno annunciato la sospensione temporanea della registrazione delle domande d’asilo delle persone che entrano irregolarmente nel paese. Questo provvedimento si unisce a quello che prevede l’immediata espulsione senza registrazione delle persone appena arrivate, qualora il ritorno nel paese di origine sia “possibile”. Non è chiaro come le autorità di Atene stiano interpretando il concetto di “possibile” nell’attuale situazione.

Ognuno ha il diritto di chiedere asilo. Espellere persone in assenza di una giusta procedura potrebbe significare rimandarle verso gli orrori della guerra o metterle a rischio di subire violazioni dei diritti umani, in violazione del principio basilare del non respingimento“, ha dichiarato Eve Geddie, direttrice dell’Ufficio di Amnesty International presso le Istituzioni europee.

Le sconsiderate misure che vengono prese dal governo greco sono una evidente violazione delle norme europee e internazionali e metteranno a rischio vite umane. Le persone in cerca di asilo ancora una volta vengono usate come pedine di scambio in un cinico gioco politico“, ha aggiunto Geddie.

Il 2 marzo la Grecia ha anche annunciato che le sue forze armate compiranno esercitazioni con munizioni vere nei pressi del confine terrestre dell’Evros e di quello del mar Egeo. Da quando il 28 febbraio il governo della Turchia ha annunciato che non avrebbe più impedito le partenze, migliaia di persone si sono ammassate lungo il confine terrestre e marittimo tra Turchia e Grecia.

Si segnalano scontri tra la polizia greca e le persone che si trovano lungo la frontiera. La polizia di Atene sta facendo ricorso alla forza eccessiva e lancia indiscriminatamente gas lacrimogeni in mezzo alla folla per impedirne l’ingresso in Grecia.

Nel frattempo sono aumentati anche gli approdi sulle isole greche. Il 1° marzo abitanti di Lesbo hanno impedito alle imbarcazioni di arrivare a terra, hanno aggredito attivisti e assaltato le automobili di volontari e giornalisti.

Amnesty International ha sollecitato le autorità di Atene a prendere tutte le misure possibili per proteggere le persone che arrivano in Grecia e le organizzazioni e le singole persone che si trovano sul posto per assisterle.

La Grecia deve evitare di ricorrere alla forza eccessiva e assicurare che possano essere svolte le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Le persone che chiedono asilo in Grecia dovrebbero essere aiutate, non trattate come criminali o come una minaccia per la sicurezza“, ha sottolineato Geddie.

Chiediamo agli stati membri dell’Unione europea di fare di più per condividere in modo equo le responsabilità per i richiedenti asilo che stanno arrivando in Turchia dalla Siria, sia fornendo il necessario sostegno economico sia predisponendo percorsi sicuri verso l’Europa“, ha proseguito Geddie.

Infine, chiediamo alla Commissione europea di coordinare urgentemente il sostegno che potrebbe essere necessario a Grecia e Bulgaria al fine di assicurare che i richiedenti asilo abbiano accesso a un’accoglienza e a una procedura d’asilo adeguate“, ha concluso Geddie.