La Tunisia deve rompere definitivamente col passato - Amnesty International Italia

La Tunisia deve rompere definitivamente col passato

24 gennaio 2011

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Amnesty International ha chiesto oggi alle autorità tunisine di revisionare a fondo il sistema giudiziario e l’apparato repressivo di sicurezza del paese. L’organizzazione intende sottoporre al nuovo governo di Tunisi una ‘Agenda per il cambiamento in tema di diritti umani’, che possa introdurre riforme profonde e stabili, in grado di rompere definitivamente con un passato fatto di decenni di violazioni dei diritti umani.

È un momento decisivo per la Tunisia. Occorrono cambiamenti reali e non di facciata. Come primo passo, il governo deve immediatamente riprendere il controllo delle forze di sicurezza e fare in modo che siano chiamate a rispondere del loro operato. I diritti umani devono essere il nucleo centrale, e non un’opzione, del programma del nuovo governo‘ – ha dichiarato Claudio Cordone, direttore della ricerche e dei programmi regionali di Amnesty International.

Amnesty International ha apprezzato l’impegno del governo a rilasciare tutti i prigionieri politici, ma chiede altre azioni urgenti e di ampia portata:

le forze di sicurezza dovranno essere riportate in un ambito di legalità, nessun appartenente al loro apparato dovrà essere al di sopra della legge e dovranno essere emanate chiare indicazioni sull’impiego della forza, per evitare che munizioni letali vengano ancora utilizzate per disperdere le manifestazioni;
le autorità dovranno condannare pubblicamente l’uso della tortura e agire rapidamente per sradicarla, tra l’altro portando di fronte alla giustizia chi ha ordinato, commesso o insabbiato atti di tortura e fornendo riparazione alle vittime;
i tunisini dovranno avere fiducia nel fatto che il sistema giudiziario li tratterà con equità, i giudici dovranno essere indipendenti e certi che non saranno rimossi;
i tunisini dovranno poter parlare e agire liberamente, le autorità dovranno annullare tutte le leggi che hanno criminalizzato il pacifico esercizio dei diritti alla libertà di espressione, associazione e assemblea, cessare di perseguitare gli ex prigionieri politici e abolire le restrizioni ai viaggi all’estero;
le autorità dovranno affrontare le cause profonde delle attuali proteste, ponendo fine alle discriminazioni, agli abusi di potere, all’ineguale accesso ai servizi pubblici essenziali e assicurando il livello minimo essenziale di diritti economici, sociali e culturali a tutta la popolazione.

Infine, Amnesty International sottolinea che le riforme senza indagini sulle violazioni del passato, che hanno contraddistinto il governo di Ben Alì, suonerebbero vuote. Per questa ragione, l’organizzazione per i diritti umani chiede alle autorità tunisine di indagare a tutto tondo sugli ultimi due decenni, così come sugli eventi delle ultime due settimane, per dare ai tunisini verità, giustizia e riparazione.

I tunisini desiderano indagini come si deve, non commissioni prive di potere e non in grado di chiamare le autorità a testimoniare. Vogliono sapere la verità sulla repressione e gli abusi di potere e le vittime di questi ultimi devono avere accesso alla giustizia e alla riparazione‘ – ha commentato Cordone.

 

Scarica l”Agenda per il cambiamento in tema di diritti umani’

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