Rapporto 'Invisibili': replica al comunicato del ministero dell'Interno - Amnesty International Italia

Rapporto ‘Invisibili’: replica al comunicato del ministero dell’Interno

24 febbraio 2006

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Replica al comunicato odierno del ministero dell’Interno sul rapporto ‘Invisibili’ di Amnesty International

CS23-2006: 25/02/2006

In riferimento al comunicato stampa pubblicato oggi dal Ministero dell’Interno, in cui si definiscono ‘destituite di fondamento’ le denunce della Sezione Italiana di Amnesty International sulla detenzione di minori migranti e richiedenti asilo al loro arrivo in Italia, la Sezione Italiana dell’organizzazione sottolinea che le norme italiane che escludono la detenzione dei minori non accompagnati, menzionate dal Ministero, non hanno purtroppo evitato che – dal gennaio 2002 all’agosto 2005 – almeno 890 minori, accompagnati e non, siano stati effettivamente trattenuti, per tempi anche lunghi, nei diversi centri di detenzione esistenti in Italia (‘Centri di temporanea accoglienza’, ‘Centri di permanenza temporanea e assistenza’, ‘Centri di identificazione’ e ‘Centri di accoglienza’).

Il comunicato stesso del Ministero dell’Interno conferma di fatto che la detenzione di minori subito dopo il loro arrivo – nel caso specifico al fine di ‘accertarne l’effettiva minore età’ – è una realtà in Italia, come denunciato dal rapporto ‘Invisibili’ di Amnesty International. Nel comunicato, viene inoltre per la prima volta fornito ufficialmente un dato sui minori migranti e richiedenti asilo ancora più preoccupante dei casi segnalati alla Sezione Italiana dell’organizzazione: ‘1270 stranieri minori sbarcati clandestinamente sulle coste siciliane’, che sarebbero stati affidati ai servizi sociali. E’ infatti lecito temere che essi siano stati detenuti dopo l’arrivo: ciò emerge dalla prassi e dalla confusione legislativa in materia, riguardante anche la denominazione dei centri di detenzione esistenti. Peraltro il comunicato del Ministero nulla dice in merito alla detenzione di centinaia di bambini giunti assieme alle proprie famiglie e detenuti dopo l’arrivo negli ultimi anni.

L’organizzazione per la tutela dei diritti umani chiede di rivedere le modalità con cui viene effettuato il riscontro sui ragazzi dall’età incerta, dal momento che la ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International ha evidenziato l’utilizzo ricorrente di esami medico-legali, contrariamente a quanto previsto dagli standard internazionali.

La Sezione Italiana dell’organizzazione, ribadendo la richiesta di un incontro con il Ministro Pisanu, invita ancora una volta il Governo italiano ad adeguarsi con urgenza agli standard internazionali sulla tutela dei minori, sulla detenzione, sui diritti di migranti e richiedenti asilo.

FINE DEL COMUNICATO                                Roma, 25 febbraio 2006

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