Rimpatrio forzato della figlia dell’ex ambasciatore della Corea del Nord | Amnesty Italia

Rimpatrio forzato della figlia dell’ex ambasciatore della Corea del Nord: “Fatto gravissimo, servono spiegazioni”

20 febbraio 2019

© ED JONES/AFP/Getty Images

Tempo di lettura stimato: 2'

Se confermato, si tratterebbe di un fatto gravissimo, tale da sollecitare alcune domande: cosa ha fatto l’Italia per tutelare la sicurezza di una persona in oggettivo pericolo, trattandosi della figlia minorenne di un rappresentante diplomatico nel nostro paese che aveva pubblicamente manifestato l’intenzione di chiedere asilo politico? Come è stato possibile che agenti dello stato nord-coreano abbiano potuto rapire a Roma e trasferire fuori dall’Italia tale persona? E cosa sta attualmente facendo l’Italia per ottenere dalla Corea del Nord garanzie sulla sua incolumità?”.

Con queste parole il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi ha commentato la vicenda che riguarda la figlia dell’ex ambasciatore della Corea del Nord in Italia.

La ragazza sarebbe stata rapita a Roma lo scorso mese di novembre e sottoposta a rimpatrio forzato.

Secondo Thae Yong-ho, ex numero due dell’ambasciata della Corea del Nord a Londra che dal 2016 si è rifugiato a Seul, la ragazza è stata prelevata nel corso di un blitz prima che i suoi genitori raggiungessero il luogo, al momento segreto, dove si trovano.

Ci auguriamo che il governo italiano vorrà chiarire urgentemente questa vicenda che, a prima vista, ricorda per alcune preoccupanti analogie quella di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente del Kazakistan Mukhtar Ablyazov, vittima con la figlia di rimpatrio forzato da Roma nel 2013″.