Preoccupazione per i primi casi di attuazione degli sgomberi previsti dal ministero dell’Interno

Preoccupazione per i primi casi di attuazione degli sgomberi previsti dal ministero dell’Interno

7 settembre 2018

Tempo di lettura stimato: 3'

A una settimana dall’emanazione della circolare del ministero dell’Interno sull’occupazione arbitraria degli immobili, Amnesty International Italia esprime preoccupazione sui primi casi di attuazione.

L’organizzazione non pone in discussione il diritto di chi ha legittimamente titolo a un alloggio a potervi finalmente risiedere, laddove finora ciò gli sia stato impedito con la forza o comunque contro la legge.

Tuttavia, secondo informazioni di stampa, a essere sgomberati risultano finora soprattutto luoghi che erano inoccupati e abbandonati e che erano abitati da italiani e stranieri o erano stati trasformati in spazi sociali e luoghi di aggregazione.

Nel documento, pubblicato sul sito del ministero dell’Interno, si osserva che “nonostante gli sforzi profusi da tutte le componenti del sistema, alla luce delle evidenze emerse in questo primo periodo di applicazione del decreto-legge” varato nel 2017 in materia, “la gestione del tema dell’occupazione arbitraria degli immobili non ha compiuto significativi passi avanti, se non rispetto alle misure di natura preventiva rivolte ad evitare nuove occupazioni”.

Risulta inoltre particolarmente grave, a giudizio dell’associazione, il rovesciamento della previa valutazione rispetto alle condizioni di vulnerabilità dei singoli occupanti e all’individuazione di soluzioni abitative alternative. Al contrario l’attuale circolare sembra anteporre alla protezione dell’incolumità degli individui e del diritto a un’abitazione – specialmente in presenza di casi con elevata fragilità, riguardanti ad esempio minorenni e disabili – la tutela della sicurezza pubblica e la prevenzione di presunti focolai di criminalità.

Amnesty International Italia continuerà a monitorare l’applicazione della circolare, anche in considerazione dell’indicazione della fine del mese di settembre per un primo punto sulla situazione sullo stato del fenomeno, provincia per provincia, con l’indicazione delle iniziative avviate.